Leopardi era un licantropo?

cronache-letterarie-io-venia-pien-dangoscia2Questa è la domanda che si pone il curioso libro di Michele Mari, Io venia pien d’angoscia a rimirarti. Chi indaga è il fratello Orazio, di tredici anni, mentre Tardegardo (si chiamava Tardegardo Giacomo) ne ha quattordici e Pilla, la sorella, dodici. Orazio adora il fratello, ma negli ultimi tempi ha notato in lui delle stranezze e quindi comincia a seguirlo e spiarlo.
Il giovane Tardegardo è un pozzo di scienza e s’interessa a tutto. Ha sempre la testa tra le nuvole, perso in pensieri lontani. “Un saccentuzzo imbrattacarta”, lo definisce la madre, anche se l’ingegno del giovane Conte è senza dubbio al di sopra dell’ordinario. Continua a leggere Leopardi era un licantropo?

Lolita, luce della mia vita. Lo-li-ta.

Lei ha dodici anni e sembra la Venere del Botticelli, lui è un aitante quarantenne che piace molto alle donne. Si descrive come «un maschio di straordinaria bellezza; alto, lento nei movimenti, con soffici capelli scuri e un’aria tetra che non fa che accrescere il mio fascino». Una virilità fuori del comune, dice, tanto che «mi sarebbe bastato schioccare le dita per avere qualsiasi femmina adulta di mia scelta».
Lui però ama le bambine. E’ «consumato da un’infernale fornace di specifica lascivia per ogni ninfetta di passaggio» che abbia dai nove ai quattordici anni. Continua a leggere Lolita, luce della mia vita. Lo-li-ta.

The Get Down. Luhrmann batte Scorsese già a metà della prima stagione.
To be continued…

the-get-down-1Le serie tv, grazie alla estensione temporale dell’arco narrativo che ha a disposizione rispetto ad un film tradizionale, si presta in modo naturale al racconto di cambiamenti epocali. Le rivoluzioni, infatti, sono processi complessi, talvolta lenti, talvolta più esplosivi, ma che, in ogni caso, mettono in relazione talmente tanti fattori fra di loro, che spesso un film non basta ad evidenziarli. Per questo le serie le amano così tanto. Ed i grandi registi amano confrontarsi con loro. 
Il 2016 ha visto illustri registi cimentarsi con una rivoluzione piuttosto particolare del mondo culturale: quella musicale avvenuta tra la fine degli anni ‘70 e la prima metà degli anni ’80, con il cuore pulsante a New York. Continua a leggere The Get Down. Luhrmann batte Scorsese già a metà della prima stagione.
To be continued…

I migliori libri dell’anno 2016

I migliori libri dell'anno 2016

Quali sono i migliori libri dell’anno? In mezzo ai tanti pubblicati trovare quelli giusti è sempre più difficile. Ecco perché l’ho chiesto a scrittori, librai, giornalisti, lettori – deboli, forti o divoratori – tutti comunque appassionati. Stavolta troverete più gialli del solito, ma ce n’è comunque per tutti i gusti… ecco dunque i nostri preferiti.

Riccardo Bruni
Ne ho letti una cinquantina. Numero Zero di Umberto Eco mi è piaciuto tantissimo. E’ un libro ambientato nella redazione di un giornale che secondo me dovrebbero leggere tutti i giornalisti. I libri di Eco sono tutti bellissimi e andrebbero letti tutti. Io sono un ultrà di Umberto Eco. Quello poi è stato l’ultimo e, anche se è più breve degli altri, è Umberto Eco allo stato puro. Continua a leggere I migliori libri dell’anno 2016

Book Club su Lavoro a mano armata
di Pierre Lemaitre

Lo scrittore di gialli Enrico Pandiani è stato nostro ospite nel book club su Lavoro a mano armata, un thriller di Pierre Lemaitre. La formula “book club con scrittore” (più mozzarelle di bufala e salame) è stata molto interessante e sicuramente da ripetere.
Per saperne di più del romanzo cliccate qui. Quella che segue è la nostra discussione. Un’avvertenza prima di andare avanti: è tutto inevitabilmente spoiler.
Continua a leggere Book Club su Lavoro a mano armata
di Pierre Lemaitre

Lavoro a mano armata di Pierre Lemaitre

Lavoro a mano armataA 50 anni si è troppo giovani per andare in pensione, ma a 30 si è già troppo vecchi per trovare lavoro.

Siamo a Parigi, Alain Delambre è un cinquantenne che fa una vita normale, serena e agiata. Ha una moglie che ama e due figlie grandi che vivono per conto proprio. Lui è un dirigente, o meglio un quadro, responsabile delle risorse umane per una grande azienda, ma all’improvviso viene licenziato. Dopo quattro anni di disoccupazione lo troviamo al limite della sue possibilità economiche e psichiche. Si sente svilito perché non ha più un ruolo nella società, né in famiglia. L’autostima cala di pari passo con il suo conto in banca che è quasi a zero, mentre cresce la sua rabbia. Nel frattempo ha accettato lavori sempre più umilianti come scaricare cassette, fare pulizie negli uffici di notte, distribuire volantini. Uno strazio condiviso con la pierre_lemaitremoglie che ama molto, ma con la quale è sempre più difficile comunicare. Al momento si alza alle quattro del mattino e smista scatoloni di medicinali per una paga da fame. Questo finché il suo capo, un turco che parla il francese come un bambino di dieci anni, gli dà un calcio nel sedere. Lui reagisce e viene licenziato.  Continua a leggere Lavoro a mano armata di Pierre Lemaitre

Fresh Meat

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Se non avete letto la lista delle migliori serie tv stilata dal Guardian, probabilmente non sapete di cosa stiamo parlando e, se invece l’avete fatto, è assai verosimile che non ci abbiate nemmeno fatto caso. Fresh Meat è così, passa inosservata da cinque anni ma, nel momento in cui entra a far parte del nostro raggio d’interesse, crea dipendenza e sconvolgimenti emotivi. Continua a leggere Fresh Meat