Cosa portereste su un’isola deserta?

“Detesto doverlo ammettere, ma credo di aver raggiunto quella fase della vita in cui si prova meno piacere a leggere. Passo molto meglio il mio tempo a scrivere e su un’isola deserta soffrirei più per la mancanza di carta, che di romanzi da divorare. Ciò detto, nella mia giovinezza sono stato un grande lettore e ho ancora oggi una solida cultura letteraria.
Credo d’altronde, che per non restare deluso, preferirei portare dei libri che ho già letto, libri che, sarei certo, potrebbero accompagnarmi per lunghi anni. Moby Dick di Herman Melville, per esempio. Sono sempre stato affascinato dal carattere inesorabile di questo romanzo: l’ultima barca su cui ti andrebbe di salire è quella in cui il capitano è furibondo con una balena! Fin dall’inizio, Achab soffre di una follia assassina e addestra i suoi marinai a un inseguimento sfrenato che li farà precipitare alla perdita di sé. E Melville eccelle nel mettere a punto un meccanismo narrativo che non lascia alcuno spazio al caso. Poi prenderei un libro di Thomas Hardy, senza dubbio Tess d’Urberville, uno dei capolavori del XIX secolo. E ovviamente un libro di Dickens, uno degli autori che hanno più segnato la mia vita. Grandi speranze, forse il più grande romanzo mai esistito. Ma per smentire clamorosamente quello che ho appena detto, prenderei un libro che non ho ancora letto: Il nostro comune amico, il suo ultimo romanzo che conservo proprio per il giorno in cui non avrò più nient’altro da leggere”.
Così dichiara John Irving alla rivista Lire. Certo portarsi Moby Dick su un’isola deserta è un po’ come portarsi Robinson Crusoe. E’ un doppione!

Pubblicato da

Tiziana Zita

Tiziana Zita

Redattrice in programmi Rai, pubblicista, story editor e producer di fiction per la tv, prima in Rai, poi a Mediaset. Scrivo tanto. Nel 2011 ho creato Cronache Letterarie.

2 pensieri su “Cosa portereste su un’isola deserta?”

  1. Moby Dick lo rileggo ogni, circa, quettro cinque anni e concordo con Irving anche su “Grandi speranze”. Nel mio sacchetto ci sarebbero anche “Le elegie duinesi” e le poesie di Pascoli.

    1. In effetti già mi pare straordinario che tu condivida con Irving 2 romanzi su 3. Io ad es. trovo che Grandi speranze sia un grande romanzo, ma non lo porterei su un’isola deserta perché mi ha fatto sentire piccola e impotente (e non è bene sentirsi così su un’isola deserta). Non ho letto Moby Dick… insomma dovrò farlo prima o poi e neanche Le elegie duinesi. Di Rilke ho letto soltanto le Lettere a un giovane poeta e so che è morto perché punto dalla spina di una rosa… una morte molto romantica. Forse sull’isola deserta mi porterei proprio Irving. D’altro canto se ci portassimo un ebook potremmo avere 3500 romanzi al posto di uno 😉

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