Into Paradiso vince Bimbi Belli: il festival di Nanni Moretti

Bimbi Belli, la rassegna dei migliori esordi del cinema italiano, curata da Nanni Moretti, si è svolta come ogni anno nell’arena del Nuovo Sacher, a Tratevere, a Roma. Alla fine di ogni film c’è stato il dibattito, genere in cui Nanni Moretti si rivela un vero talento, al punto che molti arrivano solo per quello. Nessuno quindi  gli ha urlato: “No, il dibattito no!” e i quaranta giurati che hanno visto tutti e dieci i Bimbi Belli, ovvero gli esordi cinematografici di quest’anno, hanno assegnato quattro premi:

Miglior film: Into Paradiso di Paola Randi 

Miglior attrice: Isabella Ragonese per Il primo incarico di Giorgia Cecere

Miglior attore: Vinicio Marchioni per 20 sigarette di Aureliano Amadei

Miglior dibattito: Alice Rohrwacher, regista di Corpo celeste

Alice Rohrwacher è la sorella più piccola dell’attrice Alba e Moretti tifava per lei: ha detto alla regista ventinovenne di averla programmata per l’ultima sera (quella della premiazione) perché era convinto che vincesse. D’altro canto i loro film, Corpo celeste e Habemus Papam, hanno delle “affinità religiose”. Corpo celeste racconta di una tredicenne di Reggio Calabria che fa la preparazione per la Cresima.
E’ vero che in genere vince il film dell’ultima sera, ma il pubblico di Moretti tradisce Moretti e premia Into Paradiso: una commedia scoppiettante e piena di tutto, che si svolge in una Napoli multietnica e coloratissima. Il film narra la storia di Alfonso (Gianfelice Imparato), ricercatore universitario che studia le cellule, che alla notizia del suo licenziamento, decide di rivolgersi a Vincenzo Cacace (Beppe Servillo), politico rampante e suo amico d’infanzia, per chiedergli una raccomandazione. Si reca dunque da lui con una vassoio di pastarelle e questi, in cambio della raccomandazione, gli chiede di consegnare un pacchetto. Alfonso va all’appuntamento, ignaro del contenuto del pacchetto (una pistola!) e si trova coinvolto in una sparatoria: due killer uccidono l’uomo a cui deve consegnare il pacco. Per sfuggire ai sicari, Alfonso si nasconde in un palazzo, abitato da immigrati dello Sri Lanka.
Intanto arriva a Napoli, Gayan (Saman Anthony), campione di cricket cingalese, alla fine della carriera. L’uomo, che nel suo paese è stato ricco e famoso, è convinto che un suo parente abbia fatto fortuna in Italia e per questo lo raggiunge. Ma, una volta arrivato, si rende conto che il cugino fa il cameriere e che per lui è pronto un impiego da badante presso una anziana signora, bisbetica e svaporata.
Alfonso, Gayan e il politico Cacace si ritroveranno tutti e tre in un abbaino sui tetti, fra antenne e fili di panni stesi. Ai nostri protagonisti ne succederanno di tutti i colori, con pistole, prigionieri e camorristi.

Gianfelice Imparato – Into Paradiso

La commedia affronta alcuni temi scottanti come precariato, malavita organizzata e immigrazione. Quest’ultimo è svolto “attraverso un doppio punto di vista: quello del nativo che si trova immerso in una comunità straniera che ha preso possesso della sua città e quello dello straniero appena arrivato, in preda a uno spaesamento radicale”. Il “clash of civilizations” fra i due uomini è illuminante, oltre che divertente e infine si rivelerà utile ad entrambi. Lo spaesamento di Alfonso è percepibile, anche perché i cingalesi hanno ricreato il loro habitat, perciò entrando in quel cortile si ha l’impressione di stare nello Sri Lanka.
Straordinario il cast. Gianfelice Imparato, il contabile della camorra in Gomorra, è perfetto nei panni del ricercatore timido che si ritrova coinvolto in un’avventura più grande lui. Tra l’altro, Imparato è stato superato da Vinicio Marchioni – “il Freddo” di Romanzo criminale – come miglior attore, per un solo voto. Poi c’è l’esordio di Beppe Servillo, il cantante degli Avion Travel, che se la cava egregiamente. Anche il gigantesco ed elegante campione cingalese, Saman Anthony, è perfetto nel suo ruolo.
Azzeccate le musiche di Fausto Mesolella, chitarrista e compositore degli Avion Travel.
Nella storia irrompono una molteplicità di forme espressive: tv e pezzi di telenovelas, radio, racconti e anche le scene oniriche e surreali immaginate dal protagonista. Il paradiso è l’Italia vista da Gayan prima di arrivarci ed è anche la terrazza sui tetti di Napoli, dove poi si ritrova, insieme a tutti gli altri.
La scena con i palloncini illuminati che salgono sulla terrazza è memorabile!

Francesco Bruni e Nanni Moretti

A un certo punto Francesco Bruni, sceneggiatore di Montalbano e di Virzì che sta per esordire alla regia, si precipita sul palco col pretesto di dare notizie di Vinicio Marchioni (interprete del suo film Scialla!) che deve ricevere il premio come miglior attore. Marchioni abita a Casalotti e anche se non è proprio dietro l’angolo come la Roma di Özpetek, Moretti gli intima di venire. Riceverà poi “le scarpette” in premio al bar, quando tutto sarà finito. La sua breve apparizione è però valsa a Francesco Bruni un voto (non si capisce a che titolo) e Nanni Moretti gli promette che glielo terrà per il prossimo anno, quando anche lui avrà un “bimbo bello” da esibire.
Un giurato anonimo dichiara: “Peccato che quest’anno non abbiamo usufruito degli aperitivi offerti dalla Provincia, o dalla Regione (non se lo ricorda bene) e invita Moretti a trovare uno sponsor perché, anche per gli eroici quaranta giurati, reggere quattro ore di film più dibattito è dura!”

Nel prossimo post l’intervista alla regista Paola Randi che ha vinto Bimbi Belli.

Redattrice in programmi Rai, pubblicista, story editor e producer di serie tv, prima in Rai, poi a Mediaset. Scrivo tanto. Nel 2011 ho creato Cronache Letterarie.

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