L’uomo non è mai stato sulla luna
Bufale, leggende metropolitane e complotti

Lo sapevate che il virus dell’Aids è stato costruito dall’uomo in laboratorio, come arma biologica letale, e poi è sfuggito al suo controllo?
Che le Torri Gemelle sono state distrutte dagli stessi americani d’accordo con i Talebani? Che Paul McCartney è morto in un incidente stradale ed è stato sostituito da un sosia e che Giovanni Paolo I è stato assassinato?
E magari pensate che l’uomo sia andato sulla luna, mentre era tutta una messinscena?
Queste sono solo alcune delle più diffuse e longeve teorie del complotto che, malgrado l’assurdità, sono dure a morire perché si propagano rapidamente e trovano sempre nuovi adepti. Hanno tutte bisogno di rumors, di voci, del passa parola e quelli che ci credono si credono più astuti degli altri: hanno la sensazione di aver capito ciò che alla maggior parte della gente sfugge.
La teoria del complotto di gran lunga più famosa è quella dell’11 settembre, per cui sarebbero stati gli stessi americani a buttare giù le Torri Gemelle. Il primo che l’ha pensata, o forse soltanto “raccolta”, è stato un giornalista francese.

Bisogna ammettere che leggende, bufale e teorie del complotto sono divertenti e fantasiose (come le falsificazioni su Wikipedia) e questo aumenta il loro potere di attrazione e propagazione. Spesso diventano film, entrano nei romanzi, o danno luogo ad altre leggende. Insomma sono fantastici motori narrativi e sviluppano parecchie versioni dello stesso tema, quasi a volerlo arricchire e perfezionare: il che è tipico delle narrazioni orali. Ad esempio il Moongate contiene tante teorie del complotto. Già qualche mese dopo l’allunaggio (1969) c’è stato un articolo di Panorama che lo negava. In seguito, nel 1978, è uscito il film Capricorn One che racconta di una spedizione spaziale su Marte che in realtà non è mai avvenuta. Basta sostituire Marte con la Luna e viene fuori che la spedizione spaziale dell’Apollo 11 è un inganno.

Qual è la differenza tra bufale e leggende metropolitane?
La bufala, come quella dei falsi Modigliani, in genere si scopre subito. Attualmente su Facebook ne gira una sui numeri posti sotto la scatola del latte.
Nel 1984 furono trovate tre sculture rappresentanti tre teste che vennero attribuite a Modigliani dalla maggior parte degli storici dell’arte. Dopo qualche giorno alcuni studenti universitari confessano di averne realizzata una e in breve si trovò anche l’autore delle altre due. Se le bufale hanno vita breve, le leggende metropolitane possono essere molto longeve.
Ad esempio quella dell’autostoppista fantasma è antichissima. Brunvand, il primo a studiarla, l’ha trovata nelle cronache settecentesche. Allora, un ragazzo va in discoteca dove conosce una ragazza fredda e molto bella. Lei se ne sta per conto suo, appartata e ritrosa, ma lui vuole conoscerla. A un certo punto la tocca ed è quasi cadaverica. Lei vuole andarsene e lui si offre di accompagnarla in macchina, ma hanno un incidente: la ragazza esce dall’auto e scappa. Lui la cerca nel bosco e vede, in lontananza, la luce di una casa. Bussa e gli apre una signora. Le racconta quello che è successo. La signora scoppia a piangere, va di là e torna con la foto della ragazza che è la figlia morta da dieci anni.
Tutte queste storie hanno una diffusione orale e si basano sul passa parola. Dire “Me l’ha raccontato mio cugino…” oppure “Me l’ha detto un mio amico” conferisce maggiore veridicità al fatto perché viene legato direttamente a chi lo racconta. C’è una fonte diretta che rende tutto più credibile. I racconti orali poi passano ai mass media.
Nel 1981, il professor Brunvand ha pubblicato The Vanishing Hitchhiker, (l’autostoppista fantasma) facendo così conoscere le leggende metropolitane al pubblico americano. In seguito ha scritto numerosi altri libri sull’argomento.
In Italia se ne occupa il CICAP: il comitato che controlla e smentisce tutti i fenomeni paranormali, ora si è allargato alle pseudoscienze e ai complotti. Per ogni teoria e leggenda c’è un confutatore, ovvero qualcuno che indaga e trova le prove che si tratta di falsi. Possono anche esserci più esperti che studiano lo stesso fenomeno. Sono loro che portano prove inoppugnabili, mentre i sostenitori di una certa teoria, in genere non si preoccupano delle prove.
Come sostiene Piero Angela: se non ci sono controlli c’è la massima espansione del fenomeno, ma basta verificare, che il fenomeno sparisce. Perciò addio a San Gennaro e alle varie Madonne sanguinanti, scordatevi i coccodrilli nelle fogne di New York e i bambini arrostiti nel forno dalla babysitter, fine dei rabdomanti e di quelli che piegano i coltelli col pensiero… perché quelli del Cicap confutano tutto.

Un esperimento è stato fatto con i rabdomanti, ovvero coloro che sentono le vene d’acqua sotto terra. Sono stati sotterrati 4 tubi e si è visto che il rabdomante non aveva una capacità speciale di trovare l’acqua, ma uguale, o addirittura inferiore alla media.
Paolo Attivissimo mostra tutte le contraddizioni dei detrattori dell’allunaggio: per prima cosa, sarebbe impossibile mantenere un segreto quando ci sono migliaia di persone coinvolte e poi i russi non l’avrebbero mai permesso: i russi sono la migliore garanzia che l’uomo – americano – è stato sulla luna.
Invece l’ufologo Paolo Toselli si è occupato di leggende e complotti che vanno da La famosa invasione delle vipere volanti (del 1994) all’11 settembre.
Una bella ragazza adesca un tipo, segue una notte di passione e la mattina lui si sveglia e trova scritto sullo specchio del bagno: “Benvenuto nel mondo dell’Aids”.
Oppure c’è la leggenda dell’arabo gentile che smarrisce il portafoglio nel metrò. Una signora lo ritrova e glielo dà. Lui la ringrazia e le dice: “Mi raccomando, domani non vada al World Trade Center”.
Come si vede hanno un forte impatto drammatico, producono un “colpo di scena” che è come fumo negli occhi della nostra credulità. Poi ci sono le leggende metropolitane sexy, ad esempio quella degli amanti incastrati e del penis captivus. I due restano incastrati durante un rapporto sessuale e così vengono trasportati al pronto soccorso.
La Cola Cola è uno spermicida?
William Lipscomb (premio Nobel per la chimica nel 1976) ha vinto l’IG Nobel (una parodia del premio Nobel), dimostrando che la Pepsi ha un leggero potere spermicida, ma la Coca Cola nessuno.
Molte sono le leggende nel mondo della musica. Tanto per cominicare Jim Morrison sarebbe ancora vivo e Elvis Presley pure, ma la più nota è Paul Is Dead: Paul McCartney sostituito da un sosia, un bravissimo bassista mancino. Paul McCartney ci scherza, o ci si arrabbia e intanto questa leggenda è diventata un gigantesco gioco planetario. Uno degli esperti del Caso del doppio Beatle è Glauco Cartocci. Oppure potete leggere Storie Stonate: 50 leggende metropolitane sul mondo della musica di Fabio Caironi, dove scoprirete anche che i Beatles non sono mai stati baronetti.
Come si spiegano queste storie? Intanto col fatto che tendenzialmente crediamo a quello che ci dicono. In mancanza di una spiegazione, la nostra mente si aggrappa a un meccanismo plausibile. La mente vuole qualcosa di consolatorio, perciò meglio un’illusione, una leggenda, piuttosto che niente.
Inoltre l’uomo modifica i dati secondo le aspettative. Ad esempio con la cartomante, la persona ricorda solo quello che concorda con le proprie aspettative. Se il mio problema è quello del matrimonio, possono elencarmi innumerevoli fatti, ma io mi concentrerò solo su quello, dimenticando tutti gli altri.
C’è un altro fattore da tener presente per quanto riguarda le teorie del complotto ed è la paranoia. Alcuni hanno bisogno di colpevoli più che di spiegazioni, perciò non si soffermano molto a capire “il perché”, ma una volta trovati i colpevoli sono soddisfatti. Il paranoico non ha il concetto della responsabilità personale, conosce solo le colpe degli altri.
“La paranoia” non è “soltanto una risposta nichilista del singolo alla, per lui insopportabile, incertezza del vivere, ma anche un fenomeno collettivo – una sorta di inflazione psichica – che influenza potentemente la storia dell’umanità”: scrive il giornalista Augusto Romano, a proposito del recente saggio di Luigi Zoja, Paranoia. La follia che fa la storia. “Il paranoico è troppo fragile e spaventato per poter sopportare il male dentro di sé e dialogare con se stesso; perciò lo riversa fuori e così gli altri diventano i cattivi, gli avversari da sconfiggere, mentre egli si tiene stretta la sua dichiarata purezza”. Sordo alla complessità umana e dominato da un’idea fissa, crede di aver capito l’essenziale. Perciò è inutile togliergli i suoi colpevoli: non può farne a meno e se non ci sono li crea.
C’è un subacqueo nel bosco in fiamme. Come c’è finito? E’ stato preso da un Canadair mentre caricava l’acqua per spegnere l’incendio e poi è stato lanciato nel bosco, dov’è bruciato. E’ una storia talmente assurda che basterebbe un po’ di buon senso eppure… e se vi dicessi che una coppia di innamorati cinesi sono in una barchetta sul fiume e a un certo punto una mucca cade dal cielo, prende la barca e uccide la ragazza, cosa pensereste?
E invece, oltre ad essere l’argomento di Un cuento chino (un racconto cinese), il film che ha appena vinto il Festival del Film di Roma, è anche un fatto realmente accaduto!

Redattrice in programmi Rai, pubblicista, story editor e producer di serie tv, prima in Rai, poi a Mediaset. Scrivo tanto. Nel 2011 ho creato Cronache Letterarie.

  1. L’articolo è leggero, accattivante, facile da leggere.
    Scritto in scioltezza. Rimane sul taglio giornalistico,
    serve più da introduzione all’argomento.
    Serve a incuriosire, auspicabilmente. E sul tema ci sono
    un sacco di libri … ma non ho sottomano titoli
    specifici da suggerire.
    In generale apprezzo gli scritti di Lorenzo Montali, e
    naturalmente l’opera antibufala del noto Paolo
    Attivissimo.

    Altre osservazioni: in linea di principio vanno distinte
    le credenze classificabili come complottismo o
    cospirazionismo, dalle leggende metropolitane vere e
    proprie (http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=100094).
    E anche dalle bufale.
    Poi è chiaro che in molti casi le cose si confondono, e
    magari si sovrappongono.

    Mi cimento sull’argomento, da semplice appassionato di
    queste tematiche.

    Le tipiche leggende metropolitane non hanno per forza
    contenuti di tipo politico-ideologico, o quanto meno
    non sono focalizzate sull’esplicitazione di tali
    contenuti.
    Tipici esempi: la storia dell’autostoppista fantasma,
    la storia del pugno che uccide alcuni giorni dopo.

    Le teorie del complotto sono teorie dietrologiche che
    talvolta ipotizzano cause non ufficiali per eventi
    realmente accaduti (l’assassinio di Kennedy, ad es.),
    oppure negano l’esistenza di eventi accaduti (lo
    sbarco sulla luna), oppure che negano la validità di
    certe affermazioni di carattere scientifico (l’efficacia
    di certi farmaci, l’innocuità di certi dispositivi, ecc.).
    Sempre in base ad un progetto ideologico, di norma
    piuttosto esplicito, che risponde ad una visione del
    mondo in cui sono sempre molto chiari i “cattivi” e i
    “buoni”.
    Poi ci sono anche teorie che ipotizzano “dal nulla”
    eventi mai accaduti, come ad es. le scie chimiche.
    Queste teorie potrebbero effettivamente creare problemi
    di classificazione: sono teorie del complotto, o sono
    leggende metropolitane? Nel caso specifico, la teoria
    delle scie chimiche viene catalogata di norma fra le
    teorie del complotto, mentre invece la teoria della
    fragola-pesce (cioè la teoria secondo la quale esistono –
    forse anche in commercio!! – fragole OGM che contengono
    un gene di un pesce artico) viene catalogata fra le
    leggende metropolitane, per via dei meccanismi di
    creazione e di diffusione. Benché la teoria della
    fragola-pesce abbia un ben preciso contenuto ideologico:
    quello anti-OGM.
    Una differenza interessante è che per le scie chimiche
    esistono innumerevoli siti di sostenitori, che spendono
    fiumi di parole per tentare di dimostrare la teoria, in
    modo fraudolento e pseudoscientifico. Mentre invece non
    esistono i “fan” della fragola-pesce, e però la credenza
    in tale fantomatico organismo è abbastanza diffusa, e
    soprattutto era diffusissima 10-15 anni fa, perfino fra
    gli scienziati (che a volte, ahimé, la menzionavano come
    se fosse una conoscenza nota e acquisita). Ammetto a
    malincuore che perfino io ci credevo, o almeno ritenevo
    del tutto plausibile la sua esistenza. Posso vantarmi (per
    modo di dire …) di essere stato, in seguito, uno dei
    primi a sapere che tale teoria era una menzogna, grazie
    ad un contatto che avevo con uno scienziato-divulgatore
    che mi aveva raccontato di una sua lunga e meticolosa
    indagine, che aveva rivelato l’inconsistenza e la
    circolarità delle fonti realtive a questa fragola-pesce.
    A a mia discolpa posso dire che la genetica non è proprio
    tra i miei punti forti. Su altre discipline sono più
    preparato, ed è più difficile che io cada in qualche
    impostura.
    Le teorie del complotto, insomma, vengono create e sostenute
    alla luce del sole per propagare una certa idea.
    Anche le leggende metropolitane vengono create a volte
    deliberatamente per scopi ideologici (in senso stretto),
    altre volte “inconsciamente” per scopi ideologici, ma altre
    volte vengono create per ragioni meno chiare, o anche solo
    per celia. Poi comunque il contenuto idelogico, se c’è,
    tende un po’ a sfumare, e passa in secondo piano rispetto
    alla storia in sé. E, soprattutto, le leggende metropolitane
    non vengono sostenute da nessun progetto di diffusione. Si
    diffondono spontaneamente, e spesso irresistibilmente.
    E’ la loro stessa struttura a favorirne la diffusione, e la
    credenza, anche senza nessuna operazione di “marketing”. La
    leggenda che funziona sfrutta meccanismi preesistenti, nella
    psiche e/o nella società. La fragola-pesce sfrutta il
    sospetto e l’ostilità verso gli OGM, che esisteva fin dall’
    inizio. Ostilità che a distanza di anni è diventata sempre
    più forte, fra l’altro, ed è stata in larga misura recepita
    dai politici, dagli opinionisti e dalle normative di legge.
    Anche grazie a racconti simbolici perfettamente riusciti
    come quello della fragola-pesce.

    Infine le bufale. Cosa sono? Ad es. ancora oggi su molti
    siti è scritto che il 14 ottobre 2011 il governo italiano
    ha ottenuto la fiducia della Camera grazie ai radicali,
    che, votando (contro il governo), hanno consentito il
    raggiungimento del numero legale. All’epoca con pazienza ho
    fatto ricerche pedantissime, e ho appurato che la notizia è
    falsa. I radicali sono stati assolutamente ininfluenti per
    il raggiungimento del numero legale.
    Questa è una classica bufala (che fra l’altro rende palese
    la disonestà di molti di quei media ritenuti “sacri” da
    moltissimi cittadini, che affidano ad essi l’esclusiva
    della propria informazione).
    Poi fra gli “indignati” si era diffusa addirittura la voce
    che i radicali avessero votato a favore del governo. E
    questa invece sarebbe stata una leggenda metropolitana,
    sebbene di breve durata.

    La bufala è una balla, in sostanza. Spesso subdola, infame,
    tendenziosa, rispondente ad un progetto ideologico. Ma non
    sempre. A volte è solo frutto di ignoranza, pressapochismo,
    superficialità, voglia di fare notizia, spregiudicatezza.
    Nel 2010 (se non erro) è morto Lelio Luttazzi. Quasi tutte
    le principali testate nazionali (ben 7!) hanno riportato
    nel necrologio la notizia che il Luttazzi nel 1970 era
    stato arrestato per droga e poi rilasciato, a seguito di
    una vicenda comunque poco chiara. In realtà nel 1970 il
    povero Luttazzi era effettivamente stato arrestato, ma poi
    totalmente scagionato. Si trattava di un errore giudiziario
    vergognoso. La vedova ha denunciato per diffamazione tutti
    i grandi quotidiani nazionali e ora sta iniziando a
    riscuotere il denaro, creando così una Fondazione (!). Ma
    probabilmente la stragrande maggioranza dei lettori dei
    quotidiani nazionali crede e continuerà a credere che il
    Luttazzi (nel 1970 ancora abbastanza giovane, sano e nel
    pieno del successo) fosse comunque stato un drogato, vizioso,
    ecc.

    La menzogna non vince proprio sempre sulla verità, ma, nel
    confronto fra le due, parte certamente con un buon vantaggio.

    🙁

    Perfido NordEst

    1. Credo che le leggende metropolitane esprimano il bisogno primordiale di inventare e condividere storie, così come esprimono l’esigenza di un confronto con la nostra credulità. Per quanto possiamo essere cartesiani, non siamo immuni da dubbi e cedimenti irrazionali perché queste storie sono fatte apposta per convincerci e affascinarci. “Si diffondono spontaneamente e irresistibilmente” come dici, perché contengono in sé una forte carica di propagazione e persuasione. Sono dotate di marketing e pubblicità intrinseci.
      Sicuramente l’argomento è complesso e mi fermo di fronte alle scie chimiche e alla fragola-pesce, ma mi pare significativo sulla fragola-pesce sia caduto anche un Perfido esperto come te 😉
      Nelle teorie del complotto sono sempre chiari i cattivi e i buoni. Questo sembrerebbe l’aspetto essenziale. Indicano i nemici e, come scrivo nell’articolo, qui entra in gioco la paranoia che ha sempre una valenza collettiva.
      Ammetto di aver creduto, sia alla falsa notizia dei radicali, sia a quella di Luttazzi… e sono d’accordo con te che la menzogna ha un buon vantaggio sulla verità. D’altro canto la verità è una sola, mentre le menzogne sono innumerevoli. E poi, come scrive Marshall McLuahn, “le vere notizie sono le cattive notizie”. Che le cose vadano bene non interessa nessuno perché: “le buone notizie non sono notizie”. Anche per questo è più facile ricordare una perfida e succosa calunnia, piuttosto che una sana e pacata smentita (che comunque avrà sempre meno spazio della prima).
      Analogamente nella narrativa sono sempre i cattivi, i personaggi più incisivi e “accattivanti”.
      A questo proposito, Perfido NordEst, il tuo commento mi pare sicuramente interessante, ma non tanto perfido… 🙂

  2. Grande Tiziana ! Un mito ! (non proprio Donatella, ma insomma …)
    Ti segnalo un libro il cui titolo somiglia molto a quello del tuo articolo (articolo leggero, accattivante, facile da leggere. Scritto in scioltezza …e altre varie perfiderie nordorientali !): “NON SIAMO MAI ANDATI SULLA LUNA”, scritto da Bill Kaysing, ex direttore delle pubblicazioni tecniche presso i laboratori della Rocketdyne Research, la ditta che progettò e costruì i motori dei razzi che (apparentemente) portarono le navicelle Apollo sulla Luna. Nella versione originale il libro ha scosso l’opinione pubblica americana in modo tale che negli anni successivi alla sua pubblicazione, secondo un sondaggio effettuato dal Washington Post e da Newsweek, una buona parte degli intervistati dubitava dell’autenticità delle missioni lunari. L’autore infatti, attraverso lo studio di dati tecnici e strutturali e l’analisi delle fotografie scattate sulla Luna, arriva alla conclusione che alcune di esse sono frutto di una dispendiosa messa in scena. Dalla prima edizione del volume, poi tradotto in italiano, è stata tratta le sceneggiatura del film “Capricorn One”.
    Ovviamente se vai su internet trovi tutto quello che ti ho copiaincollato qui sopra e altro ancora. Se invece ci vediamo a cena, potrai sfogliare il volume originale (ah! vecchie buone stampe cinesi …).
    Di altri libri da segnalare ce ne sarebbero decine. Mi limito a uno che non rientra a pieno titolo nella categoria ed è un po’ più cultural-chic della media delle publicazioni in materia di grandi mistificazioni. Si tratta di un piccolo saggio scritto da J.B.Pérès, R. Whately e A. Newlight e si intitola “L’ IMPERATORE INESISTENTE (Sellerio -1989).
    Gli autori sostengono e “dimostrano” che Napoleone Bonaparte non è mai esistito, ma che sitratta di un personaggio allogorico, personificazione del sole, e scusa se è poco !

    Saluti e Baci

    Franco

    1. Ciao Franco 🙂 Non sapevo che fossi tanto esperto di bufale… 😉
      né immaginavo che la teoria che non siamo mai andati sulla luna, che sembrerebbe una storia da pazzi scatenati, fosse diffusa tra l’opinione pubblica americana. Però mi pare che oggi gli americani si siano ricreduti e dunque col passare del tempo certe teorie si affievoliscono…
      Trovo molto interessante L’imperatore inesistente (ho una passione per cavalieri, scrittori e imperatori inesistenti…). Ma siamo sicuri che non fosse mai esistito e che non si trattasse di un sosia? Questa è la teoria dei Vestiti nuovi dell’imperatore (c’è sia il film, che il romanzo da cui è stato tratto, scritto da Simon Leys). La sua tesi è la seguente: Napoleone non è morto a Sant’Elena, ma grazie a un complotto ha lasciato l’isola, dove è stato sostituito da un sosia, e in incognito è tornato a Parigi. Qui sono andati in fumo tutti i suoi propositi di riconquista del trono e si è messo con una venditrice di meloni. Mentre il suo sosia è morto a Sant’Elena, rubandogli la scena, lui ha capito che non poteva rivelare la sua identità altrimenti lo avrebbero preso per un pazzo (che crede di essere Napoleone…) e ha anche capito quanto sia effimera la gloria mondana in confronto ai veri sentimenti (per la venditrice di meloni).
      Insomma invece di un imperatore inesistente, un imperatore raddoppiato, un po’ come Paul McCarteny e Berlusconi da ora in poi…
      Io ho visto il film e mi è piaciuto un sacco.

      Saluti e baci

  3. A proposito di leggende metropolitane, hai presente i due libri di cui ti ho parlato? Si, esatto: “Non siamo mai stati sulla luna” e “L’imperatore inesistente”.
    Ebbene sono spariti !!!
    Per comprendere appieno l’entita del fenomeno, devi sapere che io ho i libri catalogati e riposti in ordine nella libreria e i due tomi in questione si trovano (o meglio, si trovavano) in una delle file posteriori, coperti da altri libri e, quindi, non facilmente accessibili. Sono andato a cercarli, dopo avertene parlato, per una sorta di “curiosità postuma” e non li ho trovati. Al loro posto c’era soltanto uno spazio vuoto … Bel mistero, no? In tema, direi, con l’argomento cdi cui abbiamo ragionato e che confina con il fantastico e il metamagico.
    Se mi sparisce anche la collezione di stampe cinesi, sono fritto !
    Saluti e baci
    Franco

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