Leggermente emergenti: Camilla Portafortuna

Camilla Capelli non è certo un nome da femme fatale, né da eroina coraggiosa, o da donna tormentata. D’altra parte, non la si può liquidare come una “normale” adolescente: Camilla vive in un paesino, esce poco di casa e la sua unica compagnia è quella di un gatto claudicante. Eppure la ragazza ha un dono speciale: porta fortuna e fa girare per il verso giusto la vita delle persone intorno a lei. Non riuscirebbe a cambiare una ruota bucata, ma riesce a cambiare la vita degli altri.

Camilla vive a Roccafredda, luogo che incarna lo spirito di qualunque paese dell’hinterland di una grande città. Qui nasce con nove giorni di ritardo (proprio nella notte in cui la madre aspettava di vedere l’ultima puntata del suo sceneggiato televisivo preferito), studia e si diploma senza infamia e senza lode, viene ricordata dai suoi compagni solo per la presenza del suo cognome “Capelli” nel tormentone musicale di Cecchetto, Gioca Jouer.
Come in ogni storia che si rispetti, un giorno Camilla incontra Bruno ed è subito amore. Non corrisposto, ça va san dire. Bruno infatti la nota a malapena, eppure Camilla dopo essere stata assunta alle poste, chiede di essere trasferita a Roma, dove il bel roccafreddiano, aspirante architetto, vive.
Piccolo problema, Bruno ha una fidanzata, Fiorella; battagliera, competitiva e sensuale, è una donna certo non facile da scalzare. Ma Camilla ha quel dono in più, quella scossa di buon augurio e serenità che trasmette a chiunque le passi vicino. A lei basta questo; sa che Bruno non sarà mai suo, ma lo protegge e lo segue come un angelo custode.
A Roma, Camilla inizia pian piano ad emanciparsi e a vivere la sua vita. La grande città è anche il luogo dove il suo essere speciale viene prepotentemente alla luce e non tutti lo accolgono come un dono: per alcuni la ragazza è solo una “mezza scema”.

Un po’ Pollyanna e un po’ Amélie, Camilla dimentica i suoi desideri.  E’ come se abbandonasse tutte le sue speranze, le aspettative e le paure, solo per fare del bene. Camilla vive le vite degli altri. Li trascina a compiere scelte fortunate, mentre decide di non compiere le sue.
Il suo unico momento di auto- determinazione arriva quando, delusa da quell’amore che si era illusa potesse nascere, dà fuoco alle riviste del fotoromanzo, incendia le storie in cui tante volte si era rifugiata.
“Le persone che ti restano dentro sono quelle che avresti voluto accanto”:  dice Camilla a Bruno. Forse Camilla non è esistita realmente neanche tra le pagine del libro che porta il suo nome, ma solo nella fantasia e nella speranza di Bruno, Giulia e Michela, e di tutti quelli che avrebbero avuto bisogno di lei.

Camilla Portafortuna, romanzo d’esordio di Stefano Ceccarelli, è pubblicato da zero91, una giovane casa editrice che pubblica tutti i suoi libri in versione cartacea e digitale (quelli italiani). Stefano Ceccarelli è uno sceneggiatore di cinema e tv (Due mamme di troppo) che prima di arrivare alla scrittura è stato burattinaio, assicuratore e steward.
Ora sta lavorando a un secondo romanzo sulla fine del mondo…

Da sempre scrivo ed invento storie. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia inizio a lavorare in un programma di storia di Rai3 e prendo il tesserino da pubblicista. Sogno nel cassetto: diventare una sceneggiatrice.

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