Strettamente Matrimoniale

Lei, infaticabile, si sveglia all’alba, porta i figli a scuola, poi di corsa al lavoro, dove ricopre un ruolo di responsabilità, e la sera tutta per la casa e la famiglia.
Lui creativo, o “presunto tale”, si alza con calma, lavora prevalentemente a casa, indisturbato, dove dipinge, scrive, compone, pensa.
Lei orgogliosa di aver sposato un artista,  convinta che il successo prima poi arriverà.
Lui per niente imbarazzato a farsi accudire, e spesso mantenere, dalla moglie, senza dare il minimo contributo in casa, tutto intento a coltivare sogni di gloria. 

E’ questa  l’ultima versione del matrimonio scandagliata dalla scrittrice americana  Pamela Haag nel libro Marriage Confidential, in cui ci racconta la vita assai impegnativa delle ambitissime “workhorse wives”, mogli che mantengono la famiglia e seguono i figli da sole perché lui possa creare e che per questo sono diventate, tra gli uomini americani della recessione, quello che si dice  un “buon partito”.
Nulla di male, si potrebbe osservare, se il “menage” va bene a entrambi e lei si sobbarca tutto in attesa che il consorte produca un capolavoro. Ma, secondo la Haag, dietro il crescente numero di mogli infaticabili che assecondano in tutto e per tutto le ambizioni artistiche e i castelli in aria del marito, si celano in realtà donne in preda a sensi di colpa e ansia da prestazione: manager e dirigenti che, nonostante il successo raggiunto e l’eredità del femminismo, non sanno liberarsi della sindrome dell’aspirapolvere. Signore all’apparenza forti e decise che mettono davanti a tutto la vocazione del marito perché, in fondo, non hanno ancora imparato a metterci se stesse.
Alla analisi della Haag fa eco Andrew J. Cherlin, autore di un’altra indagine sulla famiglia e il matrimonio, The Marriage-Go-Round, convinto che l’America abbia ancora i valori di una volta, in netto contrasto con la società di oggi.
Certo questa nuova versione della coppia contemporanea “moglie factotum e marito creativo” fa riflettere sulla strana sorte delle donne. Dopo tanta fatica e tante lotte per essere indipendenti e affrancarsi dagli uomini, affermarsi nel mondo del lavoro, imporsi negli ambitissimi ruoli di potere, le ritroviamo ad accollarsi “volontariamente” casa figli e consorte come le loro mamme e nonne; ad annullarsi in nome dell’unica cosa davanti alla quale “evidentemente” ancora vacillano e soccombono: l’amore. Sarà almeno quello con la “A” maiuscola?

Autore televisivo, dal 1993 lavoro per la Rai in vari programmi sulle tre reti. Giornalista pubblicista, laureata in Lingue e Letterature Straniere, ho insegnato inglese e svolto uffici stampa. Vivo a Roma, sono sposata e ho un figlio.

  1. Speriamo che sia veramente amore con la “A” maiuscola altrimenti appena si accorgeranno dell’inganno ci sarà una altra concentrazione di divorzi…

    1. Tutto e’ possibile ma, come sai, il mestiere della crocerossina e’ ancora molto in voga tra noi esponenti del sesso femminile…..la nuova ondata di divorzi puo’ attendere!!!

    1. Cara Patrizia, concetto chiarissimo! Hai espresso con efficacia il tuo pensiero, dritta al sodo senza giri di parole, sembri avere le idee chiare sull’argomento, ….ma non e’ che sotto sotto sei un po’ disincantata sull’ Amore, o sbaglio?

  2. Purtroppo sono d’accordo con Patrizia e non perché sia una disincantata dell’amore, come pure giustamente suggerisce Fabiana… Quale uomo che ami una donna non dividerebbe con lei la fatica? Un egoista? Un egogentrico? Un egotista? Un solipsista? Un “distratto”? Qualunque cosa sia, mi pare che mal si combini con la parola “amore”… 🙂

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