The No.1 Ladies’ Dectective Agency

Estate, tempo di gialli. Con tutto questo caldo sembra quasi di stare in Africa… ed eccoci trasferiti a Gaborone, capitale del Botswana, dove c’è la No.1 Ladies’ Detective Agency. La fondatrice, Precious Ramotswe, è una donna di taglia tradizionale (mooolto abbondante) che la gestisce insieme alla sua segretaria occhialuta, la signorina Makutsi, che si è rivelata talmente sveglia da essere promossa assistente detective.
La signora Ramotswe è fidanzata col signor JLB Matekoni, di professione meccanico. Veramente, dopo la breve e disastrosa esperienza coniugale con Note Mokoti, trombettista jazz e incorreggibile donnaiolo, aveva deciso di non sposarsi più e questo nonostante non le mancassero le proposte (Le lacrime della giraffa). Perciò la prima volta che il signor JLB Matekoni si era fatto avanti, lei gli aveva risposto di no. 

«Ma poi in quella notte noumenica, seduti insieme sulla veranda, dopo che lui aveva passato il pomeriggio a ripararle  il  furgoncino bianco, lei gli aveva detto di sì. E gli aveva dato questa risposta in modo tanto semplice e gentile, e così privo della minima ambiguità, da confermare la sua convinzione che la signora Ramotswe fosse una delle donne migliori del Botswana.»

In un’Africa coloratissima, caldissima e piena di sole, la signora Ramotswe e la signorina Makutsi se ne stanno nell’agenzia investigativa a bere abbondanti dosi di tè rosso che le aiuta a riflettere sui casi che devono risolvere e non solo. Ad esempio la signora Ramotswe  sta pensando (Il tè è sempre una soluzione) che il Botswana è un paese fortunato, una terra che un po’ di anni prima non offriva quasi nulla, con solo tre scuole superiori, pochi ospedali e 15 miseri chilometri di strada asfaltata, era diventato:

«Un paese tanto grande che sembrava non finire mai. Un cielo così aperto e spazioso da permettere allo spirito di innalzarsi liberamente senza mai sentirsi costretto. E c’erano le persone, la gente tranquilla e paziente che era riuscita a sopravvivere in quella terra e che la amava tanto. La loro tenacia era stata ricompensata, perché sottoterra si trovavano i diamanti e il bestiame prosperava. Mattone su mattone avevano costruito una nazione di cui chiunque sarebbe andato fiero».

In questo giallo fuori dagli schemi, il punto di vista dei personaggi è schietto e disarmante. Sembra di stare in un mondo dove tutto è più semplice.
Alexander McCall Smith, uno degli scrittori più prolifici e apprezzati degli ultimi tempi, è nato e cresciuto nello Zimbabwe, ha studiato diritto all’università di Edimburgo, quindi ha insegnato in Botswana, per poi tornare a Edimburgo. Ideatore di due serie gialle, ha raggiunto il successo con la “No.1 Ladies’ Detective Agency“. L’altra serie è “Il club dei filosofi dilettanti” e ha come protagonista Isabel Dolhouse, scozzese, filosofa di professione e con il “vizio imperdonabile di andare a ficcanasare”.
McCall Smith riesce a delineare due personaggi femminili e due visioni del mondo. Da una parte c’è quell’Africa dove “tutti si alzano presto” piena di colori sgargianti (come le copertine dei suoi libri) su cui regna il giallo brillante del sole e il celeste degli abiti, la confusione dei bambini che vanno a scuola e dei saluti a voce alta delle donne. E poi c’è Precius Ramotswe a cui gli abitanti di Gaborone si rivolgono, quando c’è un problema che non riescono a risolvere.

Agli antipodi, in altro continente, passando dal sud dell’Africa al nord dell’Euoropa, sotto il cielo plumbeo di Edimburgo, c’è Isabel Dolhouse: filosofa ed editrice di una rivista di etica applicata. Con lo sguardo indagatore di chi conosce i più eccelsi pensatori di tutti i tempi, Isabel osserva le persone che le stanno accanto. Guarda come agiscono, che scelte fanno e quali motivazioni le spingono.
Mentre sorridiamo di fronte al nuovo caso risolto dalla signora Ratmowe e assistiamo agli imbarazzati e teneri gesti di JKB Maketoni, il buon meccanico innamorato di lei da anni, Isabel vive una passione molto più struggente.

Ne Il piacere sottile della pioggia – terzo romanzo della serie “Il club the filosofi dilettanti” non deve risolvere una morte misteriosa, ma affrontare quello che è il sentimento più antico del mondo, quello che persino Platone ha tentato di spiegare e che si annida nel cuore della protagonista con la semplicità e la forza della passione più spontanea e profonda. Così, veniamo introdotti mano a mano nel suo mondo, conosciamo la sua governante Grace, sorta di fedele e saggia guida spirituale, sua nipote Cat, giovane indipendente ed emancipata e Jamie, il giovane bassista che scuote il cuore di Isabel come mai era accaduto prima.
Scandito da tazze di tè, articoli di filosofia, mostre e gite in provincia, il tutto è ricoperto dalla sottile pioggia scozzese.Nel gialli di Alexander McCall Smith la trama è debole, l’indagine lenta, il ritmo indolente, ma se questo diventa un punto di forza nell’impasto della splendente serie africana, nella cervellotica serie scozzese siamo a rischio di noia ed è bene sapere in anticipo che il giallo è un pretesto per le riflessioni filosofiche della protagonista (che secondo alcuni maligni è un’impicciona zitellona). Insomma, se cercato un thriller alla Connelly lasciate perdere.

1 Commento

  1. Alexander McCall Smith fa sorridere e divertire nella serie ambientata in Africa, mentre delude in quella ambientata in Scozia, che manca di quel “giallo” di cui invece l’autore vorrebbe colorarla… I personaggi possono convincere, ma non c’è quel senso di mistero e quella voglia di arrivare il prima possibile all’ultima pagina per scoprire chi è il colpevole. E’ un peccato perché McCall Smith ha dimostrato, nella prima serie, di essere in grado di convincere e appassionare il lettore, sempre più desideroso di immergersi nei paesaggi africani e di seguire Precious Ramotswe nei suoi nuovi casi. Con Isabel Dolhouse la sua ironia e il suo estro si spengono un po’, forse in vista di qualcosa di nuovo di ancora più interessante e divertente! Noi, intanto, lo aspettiamo 🙂

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