Intervista al regista Francesco Bruni

E’ lo sceneggiatore di tutti i film di Virzì e di Montalbano. Quest’anno ha esordito alla regia con Scialla, che è stato presentato a Venezia dove ha vinto il premio per i lungometraggi narrativi. In seguito ha vinto il David di Donatello come miglior regista esordiente.

Cominciamo dai libri: leggi tanto, poco o niente?
Abbastanza, sono un lettore disordinato. D’estate leggo molto, d’inverno poco. I periodi in cui non lavoro e ho più tempo leggo continuamente, altri periodi non ci riesco, anche perché sono uno che per leggere ha bisogno di avere molte ore a disposizione. Non mi piace leggere dieci minuti prima di andare a dormire.

Quali tic, rituali e scaramanzie adotti quando scrivi, o anche quanto leggi?
Come sceneggiatore sono abituato a scrivere in qualsiasi condizione. Non c’è il tipo di concentrazione che può avere uno scrittore. Scrivo anche a casa con la gente che parla e mi gira intorno. Come lettore invece mi piace stare tranquillo, sdraiato: avere molta tranquillità e tempo. 

Saggi, romanzi, o poesie?
Romanzi, ma anche qualcosa di saggistica.

Qual è stata la tua formazione letteraria: cosa leggevi da bambino?
Dunque Zanna Bianca, Pinocchio, Tom Sawyer, I ragazzi della via Pál, insomma tutti i classici della letteratura per ragazzi.

Quali sono i tuoi dèi letterari?
I miei autori di riferimento, quelli che amo di più sono Cechov, sia per quanto riguarda il teatro che per quanto riguarda i racconti. Ci metterei assolutamente Dickens, qualche autore americano come Roth e certamente anche Tolstoj.

Chi sono, a tuo avviso, i migliori scrittori italiani contemporanei? E secondo te stiamo vivendo una fase di crisi creativa?
Diciamo che la grande narrativa è un pochettino in crisi. Non c’è il grande romanzo epico e ponderoso, a parte forse la Mazzucco che ha scritto un bel libro che tra l’altro abbiamo anche sceneggiato con Virzì. Vita, quello sull’emigrazione negli Stati Uniti che ha vinto anche lo Strega. Gli scrittori che non mi perdo mai sono Veronesi, Starnone, ovviamente Piccolo che è anche un amico molto caro. Però il mio scrittore preferito in questo momento è uno scrittore che si chiama Ugo Cornia. Era pubblicato da Sellerio, adesso è pubblicato da Feltrinelli. Ha da poco pubblicato un libro che si chiama Il professionale che è un resoconto della sua esperienza come insegnante di sostegno.

Ti piace rileggere?
Ho riletto qualcosa che avevo letto da giovane e magari non avevo l’età giusta e mi erano parsi libri pesanti. Ed era vero. Ho riletto I promessi sposi, ho riletto La coscienza di Zeno, però in generale no, mi sembra che il tempo sia così poco che mi piace leggere cose nuove.

Sei un viaggiatore o un sedentario?
Credo di essere un sedentario che viaggia parecchio, anche per lavoro. Non credo di avere una vera natura da viaggiatore. Mi piace fare dei viaggi, però quando sono in viaggio penso che ho molta voglia di tornare a casa.

Che cosa ti ha insegnato Montalbano?
Mi ha insegnato il segreto della narrazione gialla, poliziesca, che è quello che non ci sono scene inutili, che ogni scena porta a una progressione del racconto verso un punto di arrivo che è appunto la scoperta del colpevole. Questo dovrebbe essere un paradigma per tutta la narrativa. In generale bisognerebbe che un film, o un libro, chiedessero di andare avanti perché vuoi vedere come va a finire.

Sono d’accordissimo! Parliamo un attimo di Scialla. Sceneggiatore da sempre e poi all’improvviso un film. Era una tua ambizione? Com’è stato questo passaggio?
Se lo era, lo era a livello inconscio. Io ero e sono ancora molto contento del lavoro di sceneggiatore. E’ successo che per la prima volta in tanti anni ho scritto una sceneggiatura senza un regista a cui fosse destinata. Mi era stato chiesto di scrivere una commedia e io ho tradito il tema che mi era stato assegnato e ho scritto una cosa e quando l’ho consegnata al produttore mi ha detto: “Sì, mi piace, ma la dovresti girare tu”. A quel punto io ho accettato volentieri perché era una storia molto personale.

E infatti questa era la mia prossima domanda: hai un figlio quindicenne? Insomma chi ti ha ispirato? Perché sembri conoscere bene l’argomento…
Il figlio nel frattempo è diventato diciassettenne e anzi sta per farne diciotto. Sì, c’è qualcosa di lui e dei ragazzi che frequentano casa mia, dei suoi amici. Gli ho rubato sicuramente il gergo, ma il resto è invenzione romanzesca. Si parte dall’idea comica, ma anche seria, di un intellettuale che rifiuta la cultura, però il resto è tutta invenzione romanzesca.

Dunque sei uno sceneggiatore felice e quindi nel futuro che succederà: farai un altro film da regista o continuerai a fare lo sceneggiatore?
Ho già continuato perché ormai Scialla è uscito da un anno. Ho già scritto due copioni per Virzì, uno dei quali lo anche già girato. Si chiama Tutti i santi giorni e uscirà in autunno. Ho continuato a fare lo sceneggiatore di Montalbano e ho scritto una serie di Montalbano classico, non quello giovane. Sto scrivendo anche delle sceneggiature di una seria tratta da Malvaldi e nel frattempo sto mettendo in cantiere, con calma, un secondo film che spero di girare l’anno prossimo.

Che rapporto hai con Facebook e i social network? Li utilizzi?
No, non li utilizzo e sono anche molto diffidente. Detto molto rozzamente, mi sembrano una gran perdita di tempo. Siccome io sono uno che ha la tendenza a perder tempo già per conto suo, ho deciso di rifiutarli a priori e non ne ho mai fatto uso.

Diciamo che per molti sono uno strumento di marketing e promozione e forse tu non ne hai bisogno.
Non è tanto per quello, è che penso che starei tutto il giorno a scrivere bischerate agli amici.

E degli ebook che cosa pensi?
Faccio un pochino fatica. Io anche i copioni che scrivo, per rileggerli li stampo. Ho bisogno di avere in mano della carta quando leggo. Quindi non sono ancora diventato un utente di ebook.

Ci consigli un libro imperdibile da leggere questa estate?
Ma ecco…

Insomma uno che ti è piaciuto.
Allora direi proprio: Ugo Cornia Il professionale pubblicato da Feltrinelli da poco. O qualsiasi libro di Ugo Cornia che vi capiti per le mani.

Sarà una buona occasione per conoscerlo visto che non l’ho mai letto.
E’ molto divertente e molto poetico. Un altro libro che ti posso consigliare è il Lunario del paradiso di Gianni Celati.

Pubblicato da

Tiziana Zita

Tiziana Zita

Redattrice in programmi Rai, pubblicista, story editor e producer di fiction per la tv, prima in Rai, poi a Mediaset. Scrivo tanto. Nel 2011 ho creato Cronache Letterarie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *