Il pezzo mancante

Cari lettori, blogghisti, scrittori, narratori, navigatori, viaggiatori eccetera, eccetera, misuratevi con la letteratura italiana! Venite a giocare, ci sono difficoltà per tutti i gusti!
Potete cimentarvi e indovinare solo lo scrittore, o magari il libro e perfino la parola, o il nome mancante. Giocate e non barate! Niente wikipedia!
Il premio? Se sentirvi dei letterati non vi basta, allora avrete una ricca copia delle Affinità Elettive. Ma attenzione dovrete sudarvela perché spetterà solo a chi avrà indovinato ogni pezzo mancante. Parola di Blanche… e buon divermento!

Nota al gioco:
i nomi di persona sono indicati con una X maiuscola; i luoghi con una Y maiuscola.

1) ♦♦♦♦ rispose il buono uomo “io vel dirò. Poi che io usai qui, ho io ogni dì veduto dar qui di fuori a molta povera gente quando una e quando due grandissime caldaie di broda, la quale a’ frati di questo convento e a voi si toglie, sì come ♦♦♦♦ , davanti; per che, se per ognuna cento ve ne fieno rendute, di là voi n’avrete tanta, che voi dentro tutti vi dovrete ♦♦♦♦ Come che gli altri che alla tavola dello ♦♦♦♦ erano tutti ridessono, lo ♦♦♦♦ sentendo trafiggere la lor brodaiuola ipocrisia tutto si turbò; e se non fosse che biasimo portava di quello che fatto avea, un altro ♦♦♦♦ gli avrebbe addosso fatto per ciò che con ridevol motto lui e gli altri poltroni aveva morsi. E per bizzarria gli comandò che quello che più gli piacesse facesse, senza più davanti venirgli.

2) Al legger quella lettera, il principe *** vide subito lo spiraglio aperto alle sue antiche e costanti mire. Mandò a dire a X♦♦♦ che venisse da lui; e aspettandola, si dispose a batter il ferro, mentre era caldo. X♦♦♦ comparve, e, senza alzar gli occhi in viso al padre, gli si buttò in ginocchioni davanti, ed ebbe appena fiato di dire: – ♦♦♦♦ ! – Egli le fece cenno che s’alzasse; ma, con una voce poco atta a rincorare, le rispose che il ♦♦♦♦ non bastava desiderarlo né chiederlo; ch’era cosa troppo agevole e troppo naturale a chiunque sia trovato in colpa, e tema la punizione; che in somma bisognava meritarlo.

3) Nella mia vita ci furono varii periodi in cui credetti di essere avviato alla ♦♦♦♦ e alla ♦♦♦♦ . Mai però tale fede fu tanto forte come nel tempo in cui durò il mio viaggio di nozze eppoi qualche settimana dopo il nostro ritorno a casa. Cominciò con una scoperta che mi stupì: io amavo X♦♦♦ com’essa amava me. Dapprima ♦♦♦♦ , godevo intanto di una giornata e m’aspettavo che la seguente fosse tutt’altra cosa. Ma una seguiva e somigliava all’altra, luminosa, tutta gentilezza di  X♦♦♦ ed anche – ciò ch’era la sorpresa – mia. Ogni mattina ritrovavo in lei lo stesso commosso affetto e in me la stessa riconoscenza che, se non era amore, vi somigliava molto. Chi avrebbe potuto prevederlo quando avevo zoppicato da X♦♦♦ ad X♦♦♦ per arrivare ad X♦♦♦ ? Scoprivo di essere stato non un bestione cieco diretto da altri, ma un uomo abilissimo.

4) La mia ♦♦♦♦ è un’eccellente donna, perché non si occupa che di Giuditta e di Gigi, e mi lascia correre per le vigne a mio bell’agio. Mio Dio! se mi proibisse di saltellare pei campi come lo proibisce ai suoi ♦♦♦♦ sotto pretesto di evitare il pericolo di una caduta o di un colpo di sole… sarei molto infelice, non è vero? Ma probabilmente è più buona e più indulgente verso di me, perché sa che non potrò godermi tutti questi divertimenti per ♦♦♦♦, e che poi tornerò ad esser chiusa fra quattro mura.

Intanto non pensiamo a quelle brutte cose. Adesso sono allegra, felice, e mi stupisco come tutta quella gente abbia paura e maledica il ♦♦♦♦ . Benedetto ♦♦♦♦ che mi fa star qui, in campagna! Se durasse tutto l’anno!

5) Il signor X♦♦♦ si alzò, trasse di tasca un taccuino e mostrò in una paginetta l’appunto scritto a lapis: Mr. X♦♦♦ , thursday, 23 (morning).
– Benissimo. Non capisco; ma fa lo stesso, – disse il signor X♦♦♦ . – S’accomodi. Mio nipote, come vede, non c’è.
– Ni-pote?
– Sissignore. Giustino X♦♦♦ , mio ni-po-te… Nipote, sa? sarebbe… nepos, in latino; neveu, in francese. L’inglese non lo so… Lei capisce l’italiano?
– Sì, poco, – rispose, sempre più smarrito e sconcertato, il signor X♦♦♦ .
– Meno male, – riprese il signor Ippolito. – Ma nipote, intanto, eh?… Veramente, mio nipote, non lo capisco neanche io. Lasciamo andare. C’è stato un contrattempo, veda.
Il signor X♦♦♦ s’agitò un poco su la seggiola, come se certe parole gli facessero proprio male e credesse di non meritarsele.

6) La mia infanzia è come un paese felice, del quale lui è l’assoluto regnante! Egli era sempre di passaggio, sempre in partenza; ma nei brevi ♦♦♦♦ che trascorreva a Y♦♦♦ , io lo seguivo come un cane. Dovevamo essere una buffa coppia, per chi ci incontrava! Lui che avanzava risoluto, come una vela al ♦♦♦♦ , con la sua bionda ♦♦♦♦ forestiera, le labbra gonfie e gli occhi duri, senza guardare nessuno in faccia. E io  che gli tenevo dietro, girando fieramente a destra e a sinistra i miei occhi mori, come a dire: X♦♦♦ , passa mio padre!.

Allora, qual è il libro?
E l’autore?
O magari avete trovato una parola mancante?

Scriveteci le vostre soluzioni…

  1. Affinità elettive? Non si può avere una bella coppa di gelato? O una tavoletta di cioccolato? O un “buono cinema”? O…? 😀
    Comunque: n.4: Storia di una Capinera (tante grazie a Giuditta e Gigi).
    Baci

  2. Brava Cristina! Hai senz’altro guadagnato un bel gelatino, in coppa piccola però! Puoi fare di meglio e conquistare anche una cialda! I n. 2, 3 e 6 sono di sicuro alla tua portata! A presto!

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