Se non riesci a scrivere fai una festa!
Le dritte per scrivere di Chuck Palahniuk

pigmeo_800_800_2«Usa la scrittura come una scusa per organizzare una festa alla settimana, anche se queste feste le chiamerai “riunioni”. Ogni volta che passi del tempo fra persone che valorizzano e sostengono la scrittura, bilancerai tutte le ore che passi a scrivere da solo. Anche se un giorno piazzerai il tuo libro, nessuna somma  potrà ricompensarti di tutto il tempo trascorso da solo. Quindi prenditi un anticipo sullo “stipendio” e fai della scrittura una scusa per stare in mezzo agli altri. Alla fine della vita, credimi, non guarderai indietro per assaporare i momenti in cui sei stato solo
Nelle sue indicazioni per scrivere narrativa, Chuck Palahniuk sostiene di averci messo dentro più roba possibile in modo da fare una specie di calza natalizia, così vi sarà roba totalmente inutile ma anche qualcosa di perfetto. 

“Se non riesci a scrivere fai la lavatrice”.
Trattandosi di Palahniuk ci si aspetterebbe qualcosa come: “Vai al piano di sopra, suona il campanello e se qualcuno apre, fatti una sveltina”, invece lui consiglia la lavatrice… L’idea è quella di mettere la sveglia per un’ora (o mezz’ora) e sedersi a scrivere finché non suona… o fino a che la lavatrice non avràChuck-Palahniuk-4 finito. Se ancora non ci va di scrivere dopo un’ora saremo liberi, ma di solito a quel punto saremo talmente coinvolti e felici, che andremo avanti. “Se invece ancora non sai come continuare la storia” prosegue lo scrittore: “allora pulisci il bagno, cambia le lenzuola e, per amor del cielo, spolvera quel computer!”

Così va avanti con le sue dritte divertenti e irriverenti, ma non prive di profondità. Ad esempio sostiene che il pubblico è più intelligente di quanto non immaginiamo, perciò non bisogna aver paura di sperimentare nuove forme narrative o temporali. La sua teoria è che i lettori disdegnano certi libri, non perché siano più stupidi di quelli del passato, ma al contrario perché sono più intelligenti. Il cinema ci ha resi molto sofisticati riguardo alla narrazione e il pubblico ora è molto più difficile da scioccare. Questo dovrebbero tenerlo bene a mente molti di quelli che scrivano per la tv, che disprezzano il pubblico, giudicandolo becero e ignorante, giustificando così il fatto di dargli in pasto stereotipi triti e ritriti, probabilmente perché sono incapaci di far meglio.

Altre regole sono: “Sorprenditi! Così potrai sorprendere il lettore”;
“Accetta di non sapere tutto, senza forzare, né affrettare la fine di una storia”;
“Scrivi il libro che vorresti leggere”;
“Fatti le foto per la copertina ora che sei giovane”.
Se volete tutte e 13 le dritte le trovate sul blog di Palahniuk.
Chiudo con una che ho sempre cercato di applicare anch’io:
“Scrivi di cose che davvero ti toccano (…that really upset you). Sono le uniche di cui valga la pena raccontare perché la vita è troppo preziosa per passarla a scrivere storie insulse e convenzionali con le quali non hai niente a che spartire”.

Redattrice in programmi Rai, pubblicista, story editor e producer di serie tv, prima in Rai, poi a Mediaset. Scrivo tanto. Nel 2011 ho creato Cronache Letterarie.

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