Cogli la prima mela

L’autunno è calendariamente arrivato, il fatto che voi siate ancora al mare e qui a Berlino siano accesi i riscaldamenti fa parte di quelle ingiustizie ultraterrene con le quali dobbiamo giornalmente confrontarci.
Sta di fatto che è tempo di uva, zucca, funghi, castagne… e mele! La snobbiamo per tutto il tempo, sta lì insieme all’altra frutta soprattutto per fare volume e ce ne ricordiamo solo la-terribile-strega-del-film-biancaneve-e-i-sette-nani-1937-140184quando la addentiamo a metà mattinata, al posto della pizza bianca e mortadella di cui avremmo voglia, con il risultato di mangiare la mela e la pizza bianca. Eppure la mela fa parte della nostra storia e della nostra cultura da molto prima di Adamo ed Eva; se ne trovano tracce già nell’Olimpo dove Gaia, la Madre Terra, regalò un melo che faceva Pomi d’Oro (no, non quelli da sugo) ad Era, il giorno delle sue nozze con Zeus.

mela-latifoglie- - Versione 3Nonostante a guardia del melo ci fosse un drago a cento teste, Eris, la dea della discordia, riuscì a rubarne una, ci scrisse su “alla più bella” e fece litigare Era (sorella e moglie di Zeus), Afrodite (nata dalla schiuma del mare, quella nella quale si tramuta la Sirenetta alcuni millenni dopo) ed Atena (figlia di Zeus). Tutto questo accadde al matrimonio tra Peleo, nipote di Zeus, e Teti, una tipa della corte di Poseidone, mettendo in mezzo Paride che vendette il suo giudizio per avere Elena, scatenando la guerra di Troia.
Gli sceneggiatori di Beautiful sono dei dilettanti, diciamolo.

Passando per Re Artù e l’isola di Avalon, il cui nome letterale in gallese antico significa “isola delle mele”, arriviamo alla Svizzera medievale dove il prode arciere Guglielmo Tell, per non aver reso omaggio al cappello dell’Imperatore fu costretto – per aver salva la vita – a centrare con la sua balestra una mela posta sulla testa del figlioletto. Ci riuscì e diventò l’eroe nazionale svizzero.
Quisquilie paragonate a Isaac Newton che, cadutagli in testa una mela nel 1666, per vendetta non si limitò a mangiarsela, ma buttò giù la teoria della gravità la quale, con piccole variazioni, è quella ancora in voga.
I fratelli Grimm, un paio di secoli dopo, hanno fatto la loro fortuna con la storia di Biancaneve, i Nani, la Matrigna e la mela, a quanto pare ispirandosi a personaggi realmente vissuti.
apple-logoArriviamo agli anni ’60 che soprannominano New York City “La Grande Mela” per le infinite tentazioni che offre e finiamo alla Mela Mozzicata, I-Cona dei nostri giorni.
Insomma dove ci giriamo ci giriamo, ne troviamo un qualche riferimento; d’altronde ha poche calorie, niente grassi, zuccheri adatti anche ai diabetici, facilita la digestione, contiene antiossidanti contro i radicali liberi che ci sta sempre bene, fa addensare le marmellate grazie alla pectina e leva di torno i medici sgranocchiandone una al giorno…

I primi a coltivare il melo, incrociandone varietà selvatiche furono i Kazaki circa 10.000 anni fa. Ce ne sono millemila varietà in tutto il mondo e a quanto pare l’Italia è, dopo la Polonia, la principale produttrice ed esportatrice in Europa. Vai a capì perché si trova in giro soprattutto la Pink Lady®, marchio registrato di un incrocio australiano degli anni ’70.mela rossa
La torta di mele è la torta per antonomasia, facile buona ed economica, perfetta a colazione e merenda e ogni nonna ha la sua di riferimento, prima tra tutte nonna Papera!

Questa qui è un’ennesima variazione sul tema, modaiola perché utilizza farine alternative e perché HO USATO UNO STAMPO BELLISSIMO!!!!!!! 🙂

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TORTA DI MELE, FARRO E MAIS

Ingredienti:

100 gr farina di farro e 75 gr farina di mais fioretto

75 gr di farina normale (*) e 1 bustina di lievito per dolci

150 gr zucchero di canna e 2 uova

200 ml succo di mela (o latte) e 50 gr di burro

1 limone, 3 o 4 mele (dipende dalla grandezza)

Zucchero a velo e un pizzico di sale

Cannella in polvere (opzionale)

healthy-eating-fresh-apple-row-of-apples_3299880 - Versione 3(*) Volendo si può sostituire completamente con quella di farro mentre della farina di mais, non avendo glutine, non può essere più di tanto aumentata la dose.

Imburrare e infarinare una tortiera di circa 22 cm di diametro e accendete il forno a 180°.
Mescolare le farine con il lievito ed il sale. Sciogliere il burro a fuoco lentissimo, o al microonde.
Lavate le mele, sbucciatele se proprio non potete farne a meno (io ho lasciato la buccia per il colore e perché fa fibra!!), tagliatene una a cubetti, le altre a spicchi e poi ogni spicchio a fettine. Bagnatele di succo di limone per non farle annerire e tenete da parte fettine e cubetti in due contenitori separati.
Dividere gli albumi dai tuorli e montare questi ultimi con lo zucchero di canna finché abbiano almeno raddoppiato il volume poi, un cucchiaio alla volta e sempre sbattendo, aggiungere le farine, il succo di mela (o latte.) e metà del burro fuso. A impasto pronto, unire la mela cubettata, la cannella se vi piace, poi gli albumi precedentemente montati a neve, mescolando con una spatola dall’alto verso il basso.
Versare nella tortiera e disporre le fettine sulla superficie dell’impasto, spingendole un po’ all’interno; spennellare con il burro rimasto e cuocere per circa un’ora in forno. Controllare la cottura infilando uno stecchino al centro: deve uscire asciutto. Se vedete che serve ancora un po’ di tempo ma la superficie si sta bruciando copritela con un foglio di carta argentata.
Fare raffreddare, sformare e servire spolverata di zucchero a velo.

Torta mele

Napoletana di nascita e romana per scelta, da sempre sono innamorata della cara vecchia Inghilterra. Lavoro nella produzione cinematografica e da che ho memoria sono appassionata di cucina e passo quasi ogni momento libero spignattando e infornando a più non posso. Cinefila e profondamente gattara, vivrei in un autunno perenne con libri e tè.

  1. Un piccolo, doveroso contributo: aggiungerei la storia di John Chapman detto Johnny Appleseed (Giovannino Semedimela), il pioniere americano che nel corso della sua vita piantò migliaia di meli in un territorio di centinaia di chilometri quadrati. Ve lo accludo nella versione Walt Disney:

    http://www.youtube.com/watch?v=cm4xsHXrSGs

    Non per nulla la torta di mele, negli Usa, è definita “American pie”, e allora, altro doveroso contributo, eccovi la mitica canzione di Don McLean:

  2. Grazie per farci ricordare che la vita può essere dolce come una torta di mele, ciò è : qualche cosa di acido, qualche cosa di dolciastro, un pizzico di fantasia e qualche chilo in più. Ma la soddisfazione di accontentare lo stomaco e l’anima.
    Ne faccio spesso uso di questo frutto per le cose elencate nell’articolo, e non mi sento in colpa come Eva. Io al suo posto sarei rimasta in paradiso a godermi tutti i privilegi che offriva. Peccato ha sbagliato decisione, ma anche ha imparato che doveva responsabilizarsi dei suoi atti; mai si finisce di sbagliare e di imparare in questo universo in continuo movimento.

  3. @ Franco: E’ veroo!! Grazie di averlo raccontato!! E le mie citazioni musicali si erano fermate a Branduardi… hai ragione, questa di Don McLean è proprio una canzone mitica!

    @ Silvia: dici che Eva si è pentita?? 🙂
    Il problema ultimamente è che nessuno crede mai di aver sbagliato, per cui nessuno impara più dai propri errori… speriamo nella nuova consapevolezza, ne vedo tracce in giro. Ancora poche, ma ci sono.

  4. In quanto Dj Amanda non posso non quotare la celebre canzone di Don McLean del 1971, in omaggio a tre grandi che scomparvero in volo (Buddy Holly, Ritchie Valens e J.P. Richardson) e non ricordare la versione del 2000 di Madonna…
    Come Francesco mi limito ad ammirare (purtroppo non si può assaggiare) il tuo capolavoro e a complimentarmi per il brillante excursus storico-miologico 😉
    E ora, in omaggio al cinema anni ’80, si può dire che è davvero arrivato…
    Il tempo delle mele.

  5. Sophie Marceau era nella lista, giuro, poi me la sono dimenticata…. Con tutte queste citazioni toccherà fare una seconda melapuntata!!!!

  6. LA VERITA E CHE NON DICO CHE EVA SI SIA PENTITA GIA CHE NON CREDO CHE SIA ESISTITA EVA, DICO SCHERZOSAMENTE: GIA CHE PARLANO TANTO BENE DEL PARADISO FORSE POTEVA APPROFITTARE
    L’OCCASIONE COME QUANDO CI SONO I SALDI. PENSO DE OGGI GIORNO PER TROVARE UN BEL POSTO IN PARADISO SIA UN PO PIU CARO DI ALLORA…JAJAJAJAJAJA

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