Come aumentare il traffico e salire nella gerarchia di Google
Intervista a Giulio Xhaet – Seconda parte

l43-pecore-milano-111001105921_bigCome si fanno i titoli, post lunghi o brevi, l’email marketing, il crosslinking,
la pubblicità contestuale e i venditori di fumo digitale: continua l’intervista sul web marketing a Giulio Xhaet. Se volete leggere la prima parte cliccate qui.

I titoli sono importanti, ma come farli? Se ad esempio parlo di un libro in un post devo sempre mettere titolo e nome dell’autore se voglio che Google e i motori di ricerca sappiano di cosa parla e lo indicizzino. In questo modo però non si possono fare dei titoli creativi, a meno di non farli lunghissimi aggiungendo, al nome e al titolo del libro, anche un titolo creativo. E’ così? 

La SEO non deve mai ammazzare la creatività, ma bisogna anche spiegare sin dal titolo di cosa e di chi si sta parlando. Bilanciate le informazioni di base e la creatività con lo spazio a disposizione di titoli e sottotitoli. Pensate anche a come intercettare pubblico potenzialmente interessato che però non conosce né l’autore né il titolo in questione e che quindi, non inserirà queste parole chiave, ma keyword più generiche sull’argomento trattato. È uscito un buon romanzo horror italiano? Provate a vedere quali parole chiave correlate a “romanzi” e “horror” sono quelle più cercate in Italia, attraverso strumenti quali Google Adwords: Strumento Parole Chiave e Google Trends: una soluzione potrebbe essere ad esempio: “La nuova rivelazione dell’horror italiano” (titolo post) – “Esce oggi titolo di autore” (sottotitolo post).

Media_IMi è stato consigliato da amici esperti di marketing di scrivere post brevi, o se sono lunghi, dividerli in più parti. Eppure il mio articolo più letto è un articolo in inglese su Murakami: è molto lungo, appassionato e ha un senso compiuto. Credo che se fosse spezzettato non avrebbe lo stesso successo. Perché pubblicare spesso e in modo spezzettato dovrebbe essere meglio?
Perché gli utenti sono abituati a una dieta di lettura su internet breve e sintetica: Twitter docet. Se disponete di contenuti vasti e approfonditi potreste pensare di dividerli in un post a più appuntamenti (parte 1, parte 2 ecc), in modo di avere più contenuti e poi di ragggruppare il tutto in un ebook/dossier scaricabile gratuitamente dagli utenti, magari attraverso modalitá di social payment attraverso le quali gli utenti pagano con una condivisione sui social. Provate Pay With a Tweet: è davvero efficace per moltiplicare la visibilità dei vostri contenuti.

Tra l’altro ho letto su Prima Comunicazione che nei giornali online a pagamento, le notizie non devono essere brevi come quelle che si trovano gratis sul web, ma al contrario lunghe e approfondite, in modo da offrire “un’esperienza immersiva”.
Sono daccordo, anche se gli utenti disposti a pagare con un paywall di questo tipo sono ancora una piccola nicchia, soprattutto in Italia: tendenzialmente se devono pagare preferiscono andare in edicola e sfogliare la cara vecchia carta!

tagRicevo numerose mail in cui mi propongono “database di aziende e clienti interessati alla mia offerta” e mi prospettano di salire nelle prime posizioni dei motori di ricerca. In America quando nascono dicono a tutti che diventeranno il presidente degli Stati Uniti, ma poi uno solo diventa il Presidente degli Stati Uniti: è lo stesso per la gerarchia su Google?
I database sono da studiare con attenzione: se troppo generici non funzionano. Inoltre la legislazione è severa con chi “acquista” i dati degli utenti in modo non trasparente nei loro confronti. Le persone non devono sentirsi invase da mail a pioggia, onde evitare l’effetto spam e in definitiva ottenere un effetto boomerang, anche nelle pagine di Google. Quindi andateci estremamente cauti con questi soggetti: spesso si tratta di venditori di fumo digitale. Vi consiglio caldamente la lettura di E-mail Marketing di Nazzareno Gorni, edito da Hoepli, che vi spiega come sviluppare strategie via newsletter e dem (Direct Email Marketing) davvero efficaci. Altrimenti esistono strumenti quali Mailchimp che vi permettono di lanciare una vostra newsletter a migliaia di utenti, e finchè non raggiungete diverse migliaia di contatti nel vostro database, Mailchimp è totally free.

filterbubbleAltra cosa che mi propongono sono gli scambi di link gratuiti con altri siti. Devo farli?
Gli scambi di link privi di contenuto per Google contano pochissimo, probabilmente quasi zero. E se fate crosslinking con realtà a caso potrebbe persino danneggiarvi. L’unica cosa che consiglio è creare una pagina di partner / clienti / stakeholder nei quali aggregate in pagine tematiche i loro loghi, immagini e contenuti testuali di riferimento.

Su internet si può conoscere bene il proprio target e quindi è possibile fare una pubblicità mirata, ma siamo proprio sicuri che serva a qualcosa che ogni volta che vado in un sito m’insegua una pubblicità dei voli per Lisbona, dove sono appena andata? Oppure mi propongono un libro che ho già letto e che non ho nessun bisogno di comprare? Che effetti può avere tutto questo se non irritarci come quando riceviamo le innumerevoli telefonate dagli insopportabili gestori telefonici?
La pubblicità contestuale è agli albori e ancora poco raffinata: dati statistici però dimostrano che se ben progettata è efficace per un target specifico. Se proponete argomenti / prodotti / servizi di nicchia può offrire risultati di business non indifferenti. Il mio consiglio è di studiare con attenzione come funziona il retargeting in modo da poterlo gestire e modificare la vostra campagna in tempo reale, sapendo perché lo fate.

FILTER-BUBBLEL’aspetto preoccupante della faccenda si ritrova a mio avviso in quello che Eli Parisier descrive efficacemente nel suo libro The Filter Bubble: la difficoltà sempre maggiore delle persone di trovarsi in rete delle offerte inaspettate e, in generale, limitare l’imprevisto che è alla base della creatività e delle scoperte più interessanti. Infatti le promozioni e i “consigli” dei vari Google, Amazon, Ebay, ecc. sempre più si basano su ciò che ci dovrebbe piacere, in base alla nostra navigazione pregressa, quindi cercano di non offrirci nulla di strano o bizzarro per noi, incasellandoci in un target abbastanza monotematico.
Ma è ancora presto per preoccuparsi: fate su Amazon un regalo ai vostri nipoti cercando tra bambole e costruzioni per bambini ed ecco che la piattaforma comincerà a consigliarvi peluche e omini della Lego. Sotto questo punto di vista il Grande Fratello digitale è ancora giovane, inesperto e, diciamolo, pure un po’ tonto 😉

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Giulio Xhaet è consulente e formatore professionista per grandi aziende e piccole e medie imprese; fondatore di Professioni del Web, coordinatore scientifico e docente presso la Business School del Sole 24 Ore, strategic Consultant presso Ninja Marketing, CEO e Co-Founder di Appluego – startup che si occupa di applicazioni mobile per grandi eventi – e autore per del volume Le Nuove Professioni del Web.

Giulio Xhaet .è consulente e formatore professionista per grandi aziende e piccole e medie imprese; fondatore di Professioni del Web, coordinatore scientifico e docente presso la Business School del Sole 24 Ore, strategic Consultant presso Ninja Marketing, CEO e Co-Founder di Appluego – startup che si occupa di applicazioni mobile per grandi eventi – e autore per del volume Le Nuove Professioni del Web. – See more at: http://cronacheletterarie.com/2013/12/18/come-aumentare-il-traffico-e-salire-nella-gerarchia-di-googleintervista-allesperto/#sthash.RWODhBaS.dpuf

Pubblicato da

Tiziana Zita

Tiziana Zita

Redattrice in programmi Rai, pubblicista, story editor e producer di fiction per la tv, prima in Rai, poi a Mediaset. Scrivo tanto. Nel 2011 ho creato Cronache Letterarie.

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