Dovunque, eternamente di Simona Rondolini

Rebecca DautremerRecentemente mi sono posta l’oziosa domanda: “cosa distingue un buon libro da un capolavoro?” Diciamolo, non è facile trovare una risposta.
Una bella scrittura, una narrazione avvincente, personaggi ben costruiti?
Questi sono a mio parere strumenti, come possono esserlo una fotografia suggestiva e un montag- gio azzeccato per un film. Alla fine la soluzione mi è stata suggerita proprio dal paragone con il cinema: la differenza è nell’insieme delle parti, nel raggiungimento di un risultato di valore universale, grazie a una felice unione dei vari strumenti a disposizione dell’autore.
Non appena si finisce di leggere Dovunque, eternamente di Simona Rondolini si avverte tanto un senso di completezza, quanto una sottile impressione di vuoto. Il romanzo edito dalla Elliot, finalista al Premio Calvino 2013, dove si è guadagnato la Menzione Speciale della Giuria, è infatti tanto denso quanto sfuggente. Ho impiegato non poco a cercare il motivo di quel vuoto lasciato dalla lettura.

Perché la Rondolini, alla sua prima prova letteraria, ha creato un racconto affascinante, caratterizzato da una scrittura ricca di spunti, complessa nella struttura temporale e verbale. Eppure tanta complessità e ricchezza finiscono a tratti per sfiorare l’eccesso, violando l’aurea regola del less is more che generalmente guida verso quell’universalità di cui si diceva.

La protagonista, Laura, è figlia di un famosissimo direttore d’orchestra e dlogo-PIC-fondo-senape-RGB-640x420i un’ancora più celebre cantante lirica. Educata alla ricerca spasmodica della perfezione, ha riversato i suoi talenti nello studio, rifuggendo o quasi il mondo della musica, già occupato dalle ingombranti figure genitoriali che non hanno mai saputo darle tutta l’attenzione di cui avrebbe avuto bisogno. Ma a un certo punto qualcosa, nel fragile equilibrio familiare, inizia a spezzarsi: il padre si dedica anima e corpo alla direzione di un ciclo mahleriano fino ad uscirne completamente svuotato. Frequenti emicranie precedono una depressione a cui sfuggirà solo con un gesto che finirà per disgregare definitivamente la sua famiglia. Laura decide di scappare di casa, abbandonare la propria città e gli studi universitari per trovare una qualche pace nell’oblio.

Il Calvino è il più importante premio italiano per esordienti.
Per parteciparvi non bisogna aver mai pubblicato un’opera di narrativa.
Il termine ultimo per inviare la propria opera è il 30 settembre.

Eppure anche questa nuova vita è priva di serenità: Laura inizia a lavorare in una fabbrica per la macellazione di conigli, in cui gli anni trascorrono indistinti, scanditi dal sangue e dal grigiore. Poi, a un certo punto lascia che musica e affetti entrino di nuovo, cautamente e sempre a distanza di sicurezza, nella sua vita. Ma la parvenza di equilibrio dura relativamente poco: la realtà finisce infatti con l’irrompere di nuovo, prepotente, costringendola a tornare alla sua città e al suo passato. Dopo tutto quello che ha dovuto affrontare, tutte le esperienze che ha vissuto, o forse subìto, Laura riesce infine a riappacificarsi con la musica, con le proprie fragilità e con la memoria dei suoi genitori.

mahlercorbis460Ed è proprio la musica il filo conduttore, il nucleo del racconto e la protagonista delle pagine migliori del romanzo. Le descrizioni delle sinfonie di Mahler, delle diverse interpretazioni dei vari direttori, dei mondi che le note sono capaci di dipingere, davanti allo sguardo trasognato di Laura o alla caparbietà perfezionista del padre, sono splendide. Così come mirabile è l’intreccio fra musica e vicende, con le citazioni dai testi cantati nelle sinfonie e dalle poesie di Rilke che creano un contrappunto letterario che riflette le vicende in un coinvolgente gioco di specchi.

La scrittrice adotta il punto di vista della protagonista e lascia che sia il suo complicato e irrisolto mondo interiore a dettare il ritmo, i salti temporali, i flashback incastonati uno nell’altro come scatole cinesi.

Dovunque-eternamente-Simona-Rondolini-ElliotEppure proprio quelli che sono i punti di forza del romanzo alla lunga finiscono per diventarne il tallone d’Achille. La varietà dei temi affrontati, tutti interessanti e ricchi di possibilità narrative, se da un lato è stimolante, dall’altro finisce per gravarne l’insieme. La descrizione approfondita delle emicranie del padre di Laura e quella, fenomenologica, della sua depressione, intrecciata con le descrizioni musicali, sono seguite dal racconto-denuncia della catena di montaggio, anzi, di “smontaggio”, della macellazione di conigli, così significativa da meritare forse un romanzo a parte.

Ma soprattutto è lo sguardo soggettivo e introspettivo di Laura che domina ogni pagina a finire talvolta per soffocare il lettore oltre che, ed è questo il peccato maggiore, a negare a Dovunque, eternamente una capacità di rendersi universale e dunque di compiere il salto di qualità, oltrepassando il grado di “bel romanzo”. Nonostante ciò la Rondolini ha creato un lavoro che s’innalza sulla media della produzione contemporanea, un romanzo non facile eppure coinvolgente e ricco, capace di avvolgere il lettore nella sua atmosfera unica. Si consiglia vivamente di seguire la discografia alla fine del libro per un accompagnamento musicale che gli renda merito.

Pubblicato da

Marzia Flamini

Marzia Flamini

Prima di approdare alla Minerva Auctions, sono stata assistente in una galleria d'arte a Via Margutta, guida turistica e stageur fra musei, case d’asta e la rivista ArteeCritica. Vivo circondata dai libri, vado al cinema più spesso di quanto sia consigliabile e viaggio appena posso.

Un pensiero su “Dovunque, eternamente di Simona Rondolini”

  1. Ho scritto anch’io un parere da lettore al romanzo (qui in basso) e non sono d’accordo del tutto con la vostra interessante recensione. Il libro di Simona Rondolini a me è apparso notevolissimo, per autentica rappresentazione del dolore (sordo) della protagonista, in questo senso davvero universale. La scrittrice ha la capacità rara di saper passare da un registro quasi estetizzante (prima parte) ad uno aspro fatto di condizione scalza e senza speranza (seconda parte). È romanzo che merita molta più attenzione da parte della stampa tutta, a mio avviso. Non sta a me decidere se è o non è un capolavoro, bisogna aspettare, ma ci si avvicina. Buona serata.

    http://www.minimaetmoralia.it/wp/dovunque-eternamente/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *