Vaffanculo internet!
Intervista a James Ellroy

Roy Lichtenstein. The One in Front of the Gun...Logo Pagine gialle fissoJames Ellroy entra tra gli applausi del pubblico dell’ Auditorium con le braccia in alto come un pugile nel momento del trionfo. Questo maestro della letteratura, che costruisce gigantesche architetture, non manca di umorismo. Il suo luogo è Los Angeles a cui torna con Perfidia, primo volume di una nuova serie di quattro libri che vanno letti, come dice Ellroy, a cento pagine alla volta. Sì perché quando ci entri, i suoi romanzi sono come una vera e propria droga. Eccolo, intervistato da Antonio Monda.

Monda
Sono molto emozionato di chiacchierare con uno dei miei scrittori preferiti. Poco fa mi diceva che lui non considera i suoi libri come libri di genere, ma come dei grandi romanzi storici. Prima di parlare di Perfidia, il cui titolo ha un significato leggermente diverso da quello che significa in italiano perché “perfidia” in spagnolo significa “tradimento”, vorrei chiedergli qualcosa sul suo stile e sul metodo perché ho scoperto che James Ellroy scrive a penna. E’ così?

Ellroy
Vaffanculo internet! Vaffanculo il cellulare! Scrivo sui fogli bianchi di un quaderno con l’inchiostro nero. Non so scrivere a macchina, non mi sono mai loggato su un computer in tutta la vita. Queste abitudini spartane mi hanno permesso di concentrarmi per le 700 pagine della scaletta, le 1200 pagine del manoscritto e numerose bozze.

Monda
Mentre aspettavamo di là mi ha detto pure che il problema del cinema di oggi non è tanto che nel mondo hollywoodiano si fanno brutti film molto rumorosi, senza grandi idee – il che è anche vero – ma che sono devastati dalla correttezza politica che lei definisce come una patologia dell’arte.

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Gli esseri umani possono essere dipinti in qualsiasi modo scelto da un artista. L’idea che gli esseri umani, o certe classificazioni degli esseri umani, debbano essere dipinte secondo linee minoritarie, linee politiche, linee socio-economiche è riduttiva e immorale. Nel cinema è un fenomeno di questi tempi.

Monda
Ritiene che sia lo stesso in letteratura e in particolare nella letteratura americana?

Ellroy
Non lo so se è lo stesso perché non leggo molto. Però posso dirti che insulti razziali, ritratti di omosessuali non patetici e membri dei gruppi minoritari abbondano nei miei libri e che io non li considero minimamente odiosi, anche se molti critici americani mi accusano di odiarli. Ma andassero afannculo! Perché se non ti piacciono i miei libri, vaffanculo. Einaudi, il più grande editore italiano, ha appena adottato una nuova filosofia non politicamente corretta e il motto che la esprime è: compra o muori!

Monda
E’ vero? Non credo. Sarà perché uno dei suoi libri più belli si chiama White Jazz, ho l’impressione leggendo i libri di James Ellroy che il modo in cui affronta il tema e i personaggi, abbia molto a che fare con il jazz. E’ così?

Ellroy
No.

Monda
Io so però che  lei ama molto la musica.

James-Ellroy-American-dogEllroy
Io amo la musica classica ad esclusione di tutti gli altri tipi di musica. Detto ciò, White Jazz è la storia di un poliziotto razzista, bianco, di Los Angeles che nel mezzo dell’autunno del 1958 diventa inspiegabilmente appassionato di jazz bebop nero. La struttura della storia ridotta a una frase è un’approssimazione del bebop. Non mi piace particolarmente il bebop, ma per questo libro funziona.

Monda
So che lei è un grande ammiratore di Beethoven. Una volta ho avuto il grande privilegio di venirla a trovare in una villa che aveva nel Connecticut e se ricordo bene, l’unico elemento di arredo della villa era un busto di Beethoven.

Il mistero del falcoEllroy
Questo è successo vent’anni fa. Adesso, dopo vent’anni ne ho otto. Beethoven è l’Ellroy tedesco.

Monda
Lei continua a scrivere di Los Angeles che è la sua città. Uno dei suoi titoli più famosi è L.A. Confidential. Perché è così ossessionato da questa città?

Ellroy
“L.A. Came on vacation, go home on probation” (L.A. arrivi in vacanza e te vai in libertà vigilata). Posso solo dire che sono stato fortunato perché la geografia è destino. Sono stato catapultato nell’epicentro del film noir, nel punto più alto dell’era del noir. Se fossi stato italiano e fossi cresciuto a Roma, avrei scritto Roma Confidential che probabilmente assomiglierebbe a La dolce vita di Fellini. Invece di Russell Crowe, che interpreta Bud White in L.A. Confidential, ci sarebbe Marcello Mastroianni. E la protagonista femminile, al posto di Kim Basinger, sarebbe Monica Vitti. Proprio così: la geografia è destino. Sono stato fortunato, o sono stato maledetto, sta a voi deciderlo.

Monda
Lei ha appena dichiarato che non legge molto, ma è inevitabile pensare ai maestri della Hard Boiled School, penso a Dashiell Hammett, Raymond Chandler ed altri. Questi li ha letti e cosa ne pensa?

Choirboys_WambaughEllroy
Penso che Hammett è inestimabilmente più grande di Chandler. Il motivo in breve è questo: Chandler ha scritto l’uomo che voleva essere, mentre Hammett ha scritto l’uomo che aveva paura di essere. James M. Cain è molto importante, ma più importante di tutti loro è Joseph Wambaugh, il poliziotto di L.A. diventato scrittore: I ragazzi del coro (The Choirboys), I nuovi centurioni (The New Centurions), Il cavaliere blu (The Blue Kinght). Ma il libro più influente nel mio canone di lettore è il romanzo di Don DeLillo Libra. Racconta dell’assassinio di Kennedy, visto attraverso gli occhi di Lee Oswald. E’ l’ispirazione per la mia “Underworld USA Trilogy”.

Monda
C’è qualche altro scrittore che in qualche modo l’ha influenzata come De Lillo?

Ellroy
C’è un libro che tutti voi dovreste leggere. Thomas Mallon WatergateE qui ci sono delle belle notizie e delle brutte notizie. Non è stato tradotto in italiano. Questo per voi è un incentivo per imparare l’inglese perché non c’è nessuna traduzione straniera. E’ il romanzo di Thomas Mallon, intitolato Watergate. Tom Mallon è il più grande romanziere storico vivente. Se mai voleste sapere cosa è realmente successo, o sarebbe potuto succedere, tra l’irruzione nel complesso Watergate, nel giugno 1972, e le dimissioni di Nixon nell’agosto 1974, con al centro una storia d’amore strappacuore, c’è il libro di Tom Mallon. Io e Tom condividiamo un grande tema, la segreta infrastruttura umana dei grandi eventi pubblici.

Monda
Perfidia, questo nuovo ultimo romanzo che consiglio a tutti perché è veramente straordinario, dura solo 23 giorni. Inizia il 6 dicembre del 1941, che è un giorno molto importante per la storia degli Stati Uniti e del mondo intero perché è il giorno precedente a Pearl Harbor. Non vi voglio rivelare che cosa succede, ma nel romanzo ci sono dei personaggi storici realmente esistiti ed altri completamente inventati, oltre ad altri che sono comparsi nei libri precedenti, per esempio Elizabeth Short, la “dalia nera”, e anche tanti altri. Questo crea un affresco di straordinario fascino e secondo me completa i già bellissimi romanzi della tetralogia precedente. Tra i personaggi che compaiono c’è Bette Davis, l’attrice Bette Davis, che nel libro ha un amante, un poliziotto al quale a un certo punto lei dice: “Vai ad ammazzare un giapponese per me”. E quello esce e ammazza veramente un giapponese. Perché proprio Bette Davis?

Ellroy
Bette Davis non ha mai fatto vibrare il mio vindaloo. Sono un uomo alla Joan Crowford. Ma se dovete identificare una star del cinema femminile di quell’epoca, deve essere Bette. Non è un essere umano piacevole. Guardate le sue più importanti interpretazioni, al di là di tutto lei è scabrosa. Non ci vedo molta umanità, ma il particolare personaggio che è innamorato di lei è anche lui un essere umano piuttosto scabroso. Così quello che è rappresentato in questo mio libro è un breve accoppiamento di mostri. Uno di loro, l’uomo, è Dudley Smith, il demoniaco poliziotto irlandese della quadrilogia di L.A. Loro si accoppiano brevemente e lei gli dice: “Perché non vai fuori e uccidi un giapponese per me?” Lui va fuori e ammazza un idiota di giapponese innocente che sta facendo una telefonata in una cabina telefonica. Io ho venduto la mia anima per l’approvazione delle donne, più di una volta, ma non ho mai ucciso nessuno. Ciononostante ed è per questo motivo che scrivo libri, posso immaginare questi momenti così bene. C’è una scena, in Perfidia, in cui Dudley Smith e la sua figlia illegittima, che per caso è Elizabeth Short – la vittima di un assassino più famosa del XX secolo americano: la “dalia nera” – vanno a vedere Citizen Kane (qui Ellroy fa un versaccio… ringhia).

Monda
Perché non le piace Citizen Kane?

Ellroy
Citizen Kane è una stronzata. E’ una visione spicciola, autocommiserativa e irreale dell’America, fatta da quel ventiquattrenne ipernutrito e iperprivilegiato, da quel bambino prodigio di Orson Welles. Questo “succhia il pisello del Chiwawa” (espressione poco traducibile per dire che è un cazzone). Quel film non mi è mai piaciuto. Non mi piace Bette Davis e Dudley Smith ha ragione: è annoiato da Citizen Kane, oltre che sballato di benzedrina e alcol che hanno esasperato la sua esperienza della visione del film.
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Essendo lunga, abbiamo diviso l’intervista di Antonio Monda a Ellroy in due parti. Prossimamente la 2a parte.

Redattrice in programmi Rai, pubblicista, story editor e producer di serie tv, prima in Rai, poi a Mediaset. Scrivo tanto. Nel 2011 ho creato Cronache Letterarie.

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