Cosa si legge in Germania

aboud-saaed_ilusL’idea era quella di sederci all’aperto per prendere un aperitivo, ma a Berlino quella sera si era levato un ventaccio che ci ha convinte a ripararci all’interno di un bar di Kreuzberg, nei pressi della Markthalle, e a ordinare una bella cioccolata calda. Già in macchina Inge, professoressa di letteratura tedesca in pensione, mi diceva che avrebbe voluto imparare l’italiano solo per leggere Gadda – il Gadda non ancora tradotto in tedesco, che è poi la maggior parte della sua produzione. Ma lei, che adora più La cognizione del dolore che il Pasticciaccio, vorrebbe tanto leggere romanzi, racconti e carteggi, specie la corrispondenza con Tecchi e Betti.
Insomma, di Gadda non ne nascono più, mi chiede sconsolata. Chi lo sa, le rispondo io con un sopracciglio alzato in un’espressione ironica: magari ce n’è uno in gestazione che vedrà la luce insieme all’erede di Thomas Mann

Ecco il momento buono per farle le domande che mi stavano a cuore (e che erano poi quelle che mi aveva suggerito Tiziana): ma cosa si legge oggi in Germania? Quali sono i nuovi miti letterari dei giovani tedeschi?

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Winfried Sebald

Mito è una parola grossa, mi risponde Inge perentoria. Ma alcuni giovani autori non sono per niente male. Prendi Aboud Saeed, ad esempio, un trentenne siriano che vive qui a Berlino e che per certi aspetti ricorda certo Sebald, il Sebald emigrato, quello oltraggiato per le ferite inferte dalla guerra al proprio paese. E anche, perché no, il Sebald dallo humour solforico: in tivù hanno già soprannominato Saeed “il Bukowski siriano”.

Annoto il nome di Saeed, non l’ho mai sentito nominare.
E, per rimanere in tema, anche Saša Stanišić è interessante: arriva in Germania per sfuggire – lui, figlio di una bosniaca e di un serbo – alla guerra civile in Bosnia. E della guerra parla nei suoi romanzi, la guerra vista con gli occhi di un bambino. Del suo La storia del soldato che riparò il grammofono è stato tratto uno spettacolo teatrale che ha avuto molto successo.

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Saša Stanišić

Mentre prendo nota anche di questo giovane scrittore, vedo gli occhi di Inge smarrirsi – lei è un po’ come me, adora divagare. A che pensi, le chiedo.
A proposito di teatro: lo hai visto Kill your darlings, lo spettacolo di Pollesch?
Sì, sono andata proprio un paio di settimane fa.
Beh, Pollesch lo conosciamo tutti, le sue prese di posizione contro il capitalismo e il razzismo sono ben note. Ma il suo spettacolo, complice anche l’omonimia col film di Krokidas, ha avuto il grande pregio di far riscoprire ai ventenni la beat generation: ho diversi miei ex alunni che mi chiedono entusiasti notizie di Ginsberg, Kerouac, Burroughs. Li vedi seduti al bar che leggono Sulla strada. E mentre leggono vedi la loro bocca atteggiata al sorriso, gli occhi che brillano…
Ragazzi che vanno al bar per leggersi un libro – quanto tempo è che non ne vedo a Roma? Ma Inge interrompe subito il flusso dei miei pensieri.
Un autore molto amato è anche Frank Schätzing: non è giovanissimo, ma voi dovreste conoscerlo in Italia perché è stato ampiamente tradotto.
Dovrei, le faccio io, ma in realtà l’ho sentito appena nominare, non sono un’appassionata di fantascienza.

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Frank Schätzing

E qui ti sbagli, mi fa lei rispolverando il suo dismesso tono professorale: come genere di evasione non è affatto male – non credere che non ci sia altro al di fuori di Brown, King e Follett, cara mia. E secondo me potrebbe diventare un saggista di tutto rispetto: un’amica biologa mi ha regalato il suo Il mondo d’acqua, e l’ho trovato interessantissimo.
Ma dimmi: cosa leggono i ragazzi italiani? C’è qualche autore nuovo che attira la loro attenzione?
Ero tentata di dirle che sono anni che non vedo un ragazzo leggere in autobus o al bar, che dovunque si trovino stanno tutti con gli occhi incollati al telefonino. Ero tentata di dirle che i giovani autori non mancherebbero, ma mancano i giovani lettori. Ero tentata di dirle che l’età media dei clienti di Feltrinelli supera abbondantemente la quarantina. Ma ho preferito defilarmi per andare in bagno per poi cambiare spericolatamente discorso.

Pubblicato da

Gae Liberati

Gae Liberati

Lavoratrice dipendente prestata alla scrittura, sta tentando di pubblicare il suo primo romanzo, un polpettone di 400 pagine che finora è stato letto – neanche troppo spontaneamente – solo da amici fidati.

3 pensieri su “Cosa si legge in Germania”

  1. Molto interessante! Grazie!
    Schätzing, è vero, è autore di evasione ma molto preparato. Volendo usare un cliché, molto “tedesco” nella documentazione, fino a rasentare la pignoleria. “Il quinto giorno” è, a mio parere, molto meglio di tanti altri parti veloci di autori americani di bestseller.

  2. Intervista interessante, ti ringrazio non tanto per i consigli letterari tedeschi che al momento non sono nella mia gia’ lunghissima lista di letture ma, soprattutto, per una cosa:
    avermi fatto venire voglia di andare in un bel bar con un BUON libro e mettermi a leggere li per qualche ora, non l’ho mai fatto e mi meraviglio che non lo abbia pensato prima. Unica nota strana, devo farlo a Singapore ci sara’ l’atmosfera adatta? credo di si.
    Per rispondere su cosa leggono i giovani italiani (ho 30anni), direi come parere personale: Lagioia, Tartt, Missiroli, VanDermeer, Carrere, Tutta la letteratura Americana del 1900 capitanata da Faulkner e Hemingway.
    Saluti

  3. Caro Massimiliano, leggere un (buon) libro in un (bel) bar è un’esperienza da fare, e si può fare a qualunque età – io ho cominciato, ragazzina, a Parigi ed è un’abitudine che non ho più perso (anche se a volte ti guardano un po’ strano, specie in Italia…). A Singapore non so come funzioni ma, viste le temperature, ti consiglierei di scegliere con criterio il tuo bar… Una buona lettura potrebbe essere, per rimanere in tema di letteratura tedesca, l’ultimo libro di Daniel Kehlmann, “I fratelli Friedland”. Poi mi dirai se ti è piaciuto leggere “in pubblico”… Buona estate!
    E buona estate anche a Letizia: mi sono annotata il tuo titolo, ma non dirò a Inge che sei stata tu a darmelo – potrebbe risentirsi…
    Un saluto anche a Tiziana, e a risentirci presto.

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