E’ ricca, la sposo e l’ammazzo
L’uomo che metteva in ordine il mondo
L’humor nero di Jack Ritchie e di Fredrik Backman

A Natale, quando tutti sono più cattivi, ho letto una raccolta di racconti, tutti rigorosamente noir, ottimi per affrontare le feste. Si tratta di racconti brevi, che ti catturano, divertenti e con un finale a sorpresa.
E’ ricca, la sposo e l’ammazzo, che dà il titolo alla raccolta, narra di un quarantacinquenne che è vissuto grazie all’eredità paterna e una volta finita, ritenendo che quelli che si divertono a lavorare siano dei masochisti, non gli resta che una risorsa: il matrimonio.
“Non ero mai stato contrario a questa istituzione, per gli altri. Mi rendo conto che il cervello medio deve tenersi occupato con qualcosa, che sia il lavoro, i fumetti o il matrimonio. In ogni caso, sono sempre stato felice della mia posizione di indipendenza, e la prospettiva di entrare a far parte di una ‘squadra’ – seppure in una squadra di due persone – era molto deprimente per me. Ma non avevo un centesimo ed era necessario che mi tuffassi nel matrimonio”.

Così comincia la sua ricerca di una moglie, finché, a un tè pomeridiano vede per la prima volta Henrietta.
“I suoi vestiti non erano esattamente fuori moda, ma avevi l’impressione che li avesse acquistati bendata”. In breve lo scapolo squattrinato scopre che lei è molto distratta – rovescia un paio di tazze di tè una dopo l’altra – e straordinariamente ricca.

Dal racconto E’ ricca, la sposo e l’ammazzo, pubblicato da Marcos y Marcos, nel 1971 è stato tratto il film omonimo con Walter Matthau (titolo originale A New Leaf), sceneggiato, diretto e interpretato da Elaine May.
Decisamente Henrietta non è una bellezza, anzi per gli standard hollywoodiani è davvero brutta e sgraziata, ma è a suo modo straordinaria: insegna botanica all’università, è svagata e distratta come il tipico scienziato geniale e per niente attaccata ai soldi. E’ una donna ingenua, circondata da parassiti che le spillano quattrini e il nuovo marito sembrerebbe proprio la persona adatta a proteggerla ma: “Eravamo sposati da tre mesi e io cominciavo a pensare che fosse ora di liberarmi di mia moglie”.

Fantastico Walter Matthau nel ruolo del ricchissimo che si scopre povero: gira con una Ferrari rossa e legge “Guida introduttiva alla tossicologia” la prima notte di nozze per capire come liberarsi di Henrietta. Riuscirà a portare a termine il suo piano, o il matrimonio per interesse potrebbe trasformarsi in qualcos’altro?

Hitchcock era un ammiratore di Jack Ritchie e si è ispirato a diversi suoi racconti per i suoi telefilm, oltre ad averne pubblicato numerosi sull’Alfred Hitchcock’s Mystery Magazine. Ritchie era nato nel 1922 a Milwaukee, era appassionato di libri di storia, amante di puzzle e cruciverba. Se gli chiedevano quali scrittori lo avessero influenzato, rispondeva Agatha Christie, John MacDonald, Rymond Chandler e Donald Westlake. Scrittore di racconti straordinariamente prolifico, è morto nel 1983, subito dopo aver scritto il suo unico romanzo, per un attacco di cuore.
Questi racconti di Ritchie sono pieni di truffe, evasioni, omicidi e vanno giù come cioccolatini (come scrive un lettore in un commento). Ad esempio c’è l’uomo a cui vengono dati quattro mesi di vita che si chiede se noi non uccidiamo perché non troviamo una giustificazione morale per un atto così definitivo, oppure perché abbiamo paura delle conseguenze che dovremmo pagare se venissimo scoperti. Quindi si compra una pistola a tamburo calibro 32 e…

Altro libro corroborante da leggere durante le feste ha per protagonista lo svedese Ove, un tipo silenzioso e scorbutico di 59 anni, con una moglie morta da sei mesi – anche se lui le parla come fosse viva – che viene licenziato dal lavoro alle ferrovie, così avrà più tempo libero.
Ove è un uomo molto preciso, attento che tutto funzioni al meglio nel comprensorio di villette a schiera in cui vive. Controlla le auto nel parcheggio degli ospiti, controlla che nel locale della raccolta differenziata tutto stia al posto giusto, che sia rispettato il divieto di transito nell’area residenziale e che il cagnolino dei vicini non urini sul suo muretto.

A Ove non piace molto chiacchierare e questo è considerato un grande difetto caratteriale in un mondo in cui tutti parlano di fare le cose, ma sembra che farle non abbia alcun valore. Oggi non si può più neanche piantare un chiodo senza consultare internet e ogni cosa è già obsoleta prima ancora di essere usata. Nessuno sa fare più niente.
Questo pensa Ove che invece sa fare di tutto con le mani e la sua cassetta degli attrezzi.
Perciò si mette il completo blu elegante con la camicia bianca che a sua moglie piaceva tanto, pianta un gancio nel soffitto del soggiorno, fissa la fune nel gancio e, dopo aver disdetto bollette e
abbonamento al giornale, lavato la tazza del caffè, sale sullo sgabello, infila la testa nel cappio e si lancia… fa in tempo a sentire la corda serrarsi attorno al collo come le fauci di un enorme predatore, a rivedere tutta la vita scorrergli davanti agli occhi e a cadere con un enorme schianto sul pavimento perché la corda si spezza in due monconi.
“Il mondo è proprio andato in malora, neanche le corde tengono più”.

Se volete seguire le avventure di quest’uomo ostile, intimamente lamentoso ma indubbiamente generoso, potete leggere L’uomo che metteva in ordine il mondo dello svedese Fredrik Backman. Dal romanzo è stato tratto il film omonimo A Man Called Ove, di recente nominato all’Oscar come miglior film straniero (vedi il trailer).

 

Redattrice in programmi Rai, pubblicista, story editor e producer di serie tv, prima in Rai, poi a Mediaset. Scrivo tanto. Nel 2011 ho creato Cronache Letterarie.

  1. ho tutti i libri (pubblicati da marcos y marcos) di Jack Ritchie, che considero un geniaccio originale e incomparabile, e lo tengo per (inarrivabile) maestro di ritmo, spunti e misura. grazie, Tiziana, per averlo ricordato qui con spirito e grazia…

    1. In effetti Carlo, tu non potevi non amare Jack Ritchie 😉
      Sì, è davvero bravo, questo è il mio primo, ma voglio leggere anch’io gli altri suoi racconti pubblicati da Marcos y Marcos…

  2. Grazie mille per i due preziosi consigli. I due libri sembrano avere in comune un tema di non poco conto: l’incapacità di taluni (che in realtà non sono affatto pochi, anzi…) a sviluppare legami affettivi. In questi giorni, in cui molti pensano ad alzare muri e rompere antichi vincoli, si tratta anche di letture molto istruttive….

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