Notte prima dello Strega

Per il terzo anno, la libreria Scripta Manent, a Roma, ha organizzato un incontro con tutti i candidati al Premio Strega, prima che la giuria si riunisca per scegliere la dozzina finale. Ora i candidati sono 27. Organizzato da Lina Monaco, il reading dà a ogni scrittore circa 20 minuti di tempo per raccontare in breve il proprio libro e leggere un brano a piacere. Poi si brinda con un goccio di Strega. Una bella iniziativa che permette di vedere da vicino questi scrittori e ascoltare la loro voce mentre leggono la propria opera.

Allora cominciamo. Il primo è Paolo Cognetti che ha scritto Le otto montagne, pubblicato da Einaudi. Arriva abbronzato come un montanaro. La montagna è il posto in cui i suoi genitori si sono conosciuti e innamorati, è una passione comune, il luogo su cui si fonda il loro rapporto e dove lo portavano da bambino. 

Paolo Cognetti

Anche per lui, dopo un periodo di crisi sentimentale e personale, è stato il punto da cui ripartire perché lì i pensieri si fanno più nitidi. Stiamo parlando delle Dolomiti, un posto che condivide con Natalia Ginzburg, il cui libro, Lessico Famigliare, è per lui un testo fondamentale che ha letto, riletto e studiato.

Lina Monaco offre lo Strega al pubblico

 

 

Marco Ferrante ha scritto Gin tonic a occhi chiusi pubblicato da Giunti. Narra delle devastanti storie d’amore di tre fratelli che gli sono antipatici ma verso i quali prova una certa tenerezza. Non è un libro autobiografico, precisa. Una mamma ha tre figli maschi ma gliene piace soltanto uno. Gli altri due li detesta e alimenta l’odio tra di loro. La frase del titolo, Gin tonic a occhi chiusi, è quello che si dicono due prima di un bacio. Il romanzo parla del disfacimento della dimensione sentimentale delle dieci persone di questa famiglia.

Marco Ferrante con Alberto Fiori che presenta la serata

Mangia con gli occhi di Carmela Pierri, edito da Aracne Editrice, è la storia di un furto, quello di tre sensi – tatto, olfatto e gusto – che le sono spariti tutti all’improvviso. E’ una storia autobiografica, ci dice la Pierri. Il romanzo tratta di queste disabilità minori di cui non si parla mai. Fare la spesa se non hai il gusto è una noia mortale. Sentire lo yogurt come una melma sulla lingua… però lei ha trovato un antidoto: la cura è la bellezza.  C’è un recupero dei sensi attraverso il bello. La Pierri è un’esordiente ed è strafelice  di essere candidata allo Strega. Legge il brano in cui la mattina si sveglia e non sente più l’odore del caffè, poi quello del bagno schiuma quando fa la doccia, pensa a un raffreddore e invece…

Carmela Pierri

I giochi di ruolo sono stati demonizzati dai giornali, sostiene Vanni Santoni, autore di La stanza profonda, pubblicato da Laterza. Si diceva persino che spingessero al suicidio, invece hanno anticipato i videogame, attingendo all’immaginario fantasy che prima era di nicchia, molto di nicchia, mentre oggi tutti guardano Il trono di spade, o hanno visto Il signore degli anelli e le famiglie hanno la Wii. “Perché drogarsi se possiamo drogarci con Dungeons & Dragons?” diceva un suo amico. Un omaggio ai garage, non solo perché vi si facevano i giochi di ruolo, ma erano anche i posti dove nascevano le band, dove Bill Gates e simili fondavano imperi. Nei salotti si consumavano riti privi di senso, mentre nella stanza meno importante della casa si costruiva qualcosa di nuovo.

Vanni Santoni

Anna Giurickovic Dato, autrice de La figlia femminaedito da Fazi, è laureata in giurisprudenza e appassionata di criminologia. Dai casi studiati, ritiene che vittime e carnefici si amino. Nei casi di femminicidio si dice: “L’ho uccisa perché l’amavo troppo”. I pedofili credono di avere un rapporto d’amore con i bambini, un rapporto d’amore speciale, vedi il padre che ama la figlia. Raramente si odia il proprio carnefice e spesso il bambino non lo denuncia perché teme quello che potrà accadere a chi l’abusa. Detto questo, l’abuso è l’evento traumatico di questo romanzo che però narra del rapporto fra una madre e una figlia, prima bambina e poi tredicenne.

Anna Giurickovic Dato insieme a Cecila Tosi che presenta la seconda parte della serata
Frabrizio Patriarca

Tokyo transit di Fabrizio Patriarca, pubblicato da 66thand2nd, parla di due uomini, uno italiano e uno maltese, ma il centro del romanzo è una donna di sessant’anni, sopravvissuta all’attacco terroristico alla metropolitana di Tokyo. Lei ha una fedeltà verso il fondatore della setta Asahara Shoko e ha una passione per il protagonista italiano. L’autore legge la scena in cui Motoko lecca il frigorifero e poi ci fa sesso (non è chiaro come). Dice che ha deciso di scrivere un romanzo dopo aver letto Underground di Murakami, di cui non ama molto i romanzi ma che questo libro – che racconta degli attentati terroristici al metrò – gli ha provocato una forma d’invidia che l’ha messo in ginocchio.

A questo punto si è fatto tardi e io devo andare. Mi spiace di non poter raccontare anche gli altri candidati fino in fondo. In ogni caso domani, 20 aprile, sapremo quali avranno passato il turno e faranno parte della splendida dozzina.

Pubblicato da

Tiziana Zita

Tiziana Zita

Redattrice in programmi Rai, pubblicista, story editor e producer di fiction per la tv, prima in Rai, poi a Mediaset. Scrivo tanto. Nel 2011 ho creato Cronache Letterarie.

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