True Detective 1 – La sigla

SCHEDA TECNICA 

 

Opening Title Sequence: Elastic
Director: Patrick Clair
Executive Producer: Jennifer Sofio Hall
Design/Animation/Compositing: Antibody
Senior Designer: Raoul Marks
Animation + Compositing: Raoul Marks, Patrick Da Cunha
Producer: Bridget Walsh
Additional Compositing: Breeder
Compositing: Chris Morris, Joyce Ho
Production: Candace Browne, Adam West
Soundtrack: Far From Any Road, The Handsome Family

Sotto la direzione creativa di Patrick Clair, la realizzazione della sigla della serie televisiva più discussa degli ultimi anni, è affidata ad Antibody-tv ed il  proprio partner Elastic. Il lavoro creativo prende forma a partire da una colonna sonora già scelta dalla produzione, il brano degli Handsome Family Far from  any road e dalla visione dei primi quattro episodi della serie. I creativi lavorano con poche informazioni a disposizione e vengono invitati dalla produzione a riflettere su alcune parole chiave: petrochemical America, symbolism, vice, internal division. Vediamole una da una.

Petrochemical America. Il contesto geografico in cui è ambientata la serie rappresenta senz’altro una delle chiavi di lettura dello spaesamento interiore dei protagonisti. La Lousiana degli anni ’90, quella in cui cresce lo stesso autore della serie Nic Pizzolatto, è caratterizzata da una forte presenza di industrie petrolchimiche, con annesso inquinamento fisico e di pensiero degli abitanti. Symbolism. Gli abitanti della Lousiana, i personaggi della serie, vivono invasi dal desiderio di capire: se stessi e le contraddizioni del luogo in cui vivono. Per questo si affidano alle credenze imposta da ogni sorta di simbolismo: religioso, familiare, geografico. Vice. Il mondo popolato dai personaggi della serie è corrotto, dal vizio e dal desiderio. Degenerazione sessuale e compromesso allucinatorio tramite la chimica la fanno da padroni. Internal division. I protagonisti della serie sono uomini frammentati, in lotta per ottenere il bene, comprendere se stessi, sconfiggere l’oscurità.

Dan Mountford
Double exposure photography – Dan Mountford

L’ispirazione visiva dei creativi. Per la parte visiva i creativi si lasciano ispirare da un progetto preciso. Si tratta di The World Inside of Us: un progetto di Dan Mountford, Graphic Designer inglese che unisce fotografia, arte concettuale e impaginazione grafica. Laureata all’Università di Brighton, Dan ha all’attivo diverse personali, nonostante la giovane età, e lavora mescolando molte tecniche visive, dalla fotografia all’illustrazione al Motion Design. Ha lavorato per The Economist, EMI Records, Urban Outfitters, The Barbican, Le Monde e The New Scientist Magazine. La tecnica usata in questo progetto è una doppia esposizione creata direttamente dall’apparecchio fotografico, con post-produzione dei colori con Photoshop e aggiunta di forme vettoriali con Illustrator. L’obiettivo è quello di regalare al pubblico una ricerca interiore, “un viaggio visivo attraverso le nostre menti, calmo e ordinato, che riflette la realtà di tutti i giorni che non vediamo“.

Dan Mountford
Double Exposure Photography – Dan Mountford

La Double Exposure Photography, in generale è l’arte di andare oltre la singola immagine per approdare al Graphic Design. In fotografia, la doppia esposizione, o l’esposizione multipla, è rappresentata dal sommare livelli multipli di frammenti di immagine, per creare una singola visione. I livelli di esposizione possono variare l’uno con l’altro. Concettualmente la doppia esposizione permette la convivenza, all’interno di una stessa struttura visiva, di mondi dai connotati diversi che, completandosi, danno origine ad un possibile mondo  più complesso. Giustapposizione, collage, combinazione concettuale sono le parole chiave per comprendere il simbolismo che ne emerge.

Dentro la sigla. Obiettivo generale della sigla è quello di evocare tutto il mondo di True Detective attraverso la combinazione e l’incastro di frammenti di immagini, legati sia all’interiorità dei personaggi, che ai loro luoghi di vita. In linea con questo obiettivo, si susseguono alcune immagini con forte impatto visivo e ad alta riconoscibilità ed immagini di grande potere evocativo, legate ai misteri irrisolti della serie.

True Detective 1
True Detective 1 – un frame della sigla

Così accanto a ragazze, stripper, chiese, raffinerie, simboli religiosi, abbiamo come dominante il fuoco che condiziona i colori stessi della fotografia e un contrasto luce/tenebra che rappresenta il focus su cui tutto l’asset narrativo della serie si regge. La sigla inizia con delle immagini legate al paesaggio che fa da cornice alla storia. Vediamo industrie petrolchimiche in un ambiente rurale arricchito da elementi di design grafico. I colori sono desaturati. Si percepisce la freddezza del contesto che accoglierà le vite dei protagonisti.

Inquinamento, cemento, desolazione. Gli ambienti si fondono con i suoi protagonisti. I frammenti del paesaggio e le silouhette dei protagonisti diventano una cosa sola. La visione della serie ci permetterà di riconoscerne l’appartenenza. Tra le sagome che compaiono nella prima parte della sigla riconosciamo immediatamente anche delle figure femminili, i cui tratti sono enfatizzati, al contrario di quelle maschili. La bocca, la protuberanza del seno, le braccia.

I due protagonisti della serie, Rustin Cohle e Marty Hart, appaiono nella sigla contaminati dalle industrie, dal fuoco sprigionato dal loro funzionamento, nella geografia in cui vivono. Frammenti di freddezza. Il volto dei protagonisti non si vede mai nella sua interezza, ma alcuni loro dettagli vengono sottolineati. Talvolta gli occhi, altre volte la bocca. I personaggi sono contemporaneamente pervasi, ma anche divisi, dalle caratteristiche fisiche dell’ambiente in cui vivono. Le loro vite dipendono dal suo isolamento, ma contemporaneamente ne sono incancreniti.

Oltre ai protagnositi, la chiesa, con la sua iconografia, rappresenta un altro nodo narrativo importante per la serie. Viene introdotta nell’immaginario visivo della sigla subito dopo la presentazione dei personaggi. La rappresentazione scelta ne indica la pervasività, ma anche il ruolo di rottura. A metà tra il letterale e il metaforico, l’uso della iconografia cristiana rappresenterà sempre un elemento ambiguo nella serie. La connessione tra il vizio e l’ambito religioso viene suggerito grazie alla promiscuità nella rappresentazione delle figure femminili.

True Detective 1
True Detective 1 – Un frame della sigla

Tra le immagini più belle della sigla, la convivenza tra glamour e decadenza economica viene resa con grande impatto nella figura sopra. Le location sono le stesse della serie. Le curve della stripper appaiono quasi astratte ed eteree nel mondo evanescente dei sobborghi in cui si muove. E’ così che la natura, la vita selvaggia degli animali, si fondono con gli istinti umani più bassi in un’atmosfera surreale. Sensualità e carnalità sono parole chiavi imprescindibili della serie, e quindi, della sigla. Si tratta della Lousiana degli anni ’90 in cui gli abitanti, persi nella ricerca di una energia fisica e mentale inquinata da falsi moralismi e corruzione, incarnano la loro perdizione attraverso un vuoto interiore fatto di paesaggi desolati. In questo modo si apre la via al vizio, all’adulterio, all’abuso e alla criminalità.

La sigla si chiude con il suo protagonista assoluto: il fuoco, la via della Luce, che si impregna di significato simbolico. Il fuoco rappresenta la chiave di lettura dominante dell’intera serie. L’elemento da cui emergono definitivamente loro: i veri detective che non sono spinti dal potere riconosciuto, ma dal legame con la propria natura umana, verso l’unica ricerca di verità che abbia senso: quella esistenziale. Dal fuoco prende luce un nuovo scenario. I dubbi permangono, ma assumono definitivamente una nuova veste.

La sigla di True Detective 1 sintetizza alcuni nodi concettuali che permettono allo sguardo dello spettatore di orientarsi sin dalla sua prima visione. I nodi che essa propone visivamente verranno sciolti lentamente nel corso delle puntate, ma il punto di vista è già svelato sin nella sua radice.

Davvero un ottimo lavoro per una serie che si è rivelata memorabile e per la quale la casa di produzione HBO ha da poco confermato una terza stagione.

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* The Handsome Family sono un duo alternative country formatosi a Chicago, Illinois, nel 1993, che attualmente fa base ad Albuquerque, New Mexico. Esso è composto dai coniugi Brett Sparks (vocals, guitar, keyboards) e Rennie Sparks (bass, banjo, vocals), marito e moglie nella vita reale. Il loro genere è un country apparentemente molto conservatore, con testi spesso macabri, che trattano di omicidi e circostanze oscure. Per questi motivi, in alcuni ambienti, per riferirsi a questo gruppo, si usa anche l’etichetta country dark. Far From Any Road è una traccia estratta da Singing Bones, loro sesto album di studio pubblicato nel 2003, che è un concept album sulla morte. La Handsome Family faceva parte di quel filone di artisti che tra fine anni Novanta e primi Duemila furono chiamati “alt-country”, rappresentando la loro musica, quasi un ponte tra la mitologia tradizionale degli Stati Uniti e rimuginamenti esistenzialisti-nichilisti sulla natura del mondo. Ecco il testo e la relativa traduzione di Far From Any Road:

Far From any road/Lontano da ogni strada

From the dusty mesa/Dalla polverosa mesa

her looming shadow grows/la sua ombra incombente cresce

hidden in the branches of the poison creosote/nascosto tra i rami del velenoso creosote

She twines her spines up slowly/Si allaccia lentamente il corpetto

towards the boiling sun/verso il sole bollente

and when I touched her skin/E quando ho toccato la sua pelle

my fingers ran with blood/le mie dita correvano con il sangue

In the hushing dusk/Nel silenzioso crepuscolo

under a swollen silver moon/sotto una luna gonfia d’argento

I came walking with the wind/sono venuto a camminare con il vento

to watcht the cactus bloom/a guardare la fioritura del cactus

a stragne hunger haunted me/una strana fame mi perseguitava

the looming shadow dances/le ombre incombenti danzavano

I fell down to the thorny brush/sono caduto sul cespuglio spinoso

and felt a trembling hand/e ho sentito una mano tremante

When the last light warms the rocks/Quando l’ultima luce riscalda le rocce

and the rattlesnakes unfold/e i serpenti a sonagli si srotolano

mountain cats will/I gatti di montagna verranno

come to drag away your bones/a trascinare via le ossa

And rise with me forever/E sorgi con me per sempre

acrosso the silent sand/attraverso la sabbia silenziosa

and the stars will be your eyes/E le stelle saranno i tuoi occhi

and the wind will be my hands/e il vento sarà le mie mani.

Semiologa del testo multimediale, Project manager e Consulente di marketing strategico. Insegna per passione, scrive per dedizione, progetta per desiderio.

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