LA CICATRICE
Sul confine tra Messico e Stati Uniti

Tremiladuecento chilometri è lungo il confine tra Messico e Stati Uniti, più di un terzo dei quali segnato dal muro della frontiera.

Quello che proprio non sapevo, e meno male che sono da sempre appassionata di storia, è che questo confine fu teatro nel 1846 di una vera e propria invasione. Due anni di guerra, alla fine della quale gli Stati Uniti inglobarono il 55% del territorio messicano: stiamo parlando degli attuali California, Nevada, Utah, Colorado, New Mexico e Arizona. La particolarità di questa guerra sta nel fatto che l’esercito statunitense era formato soprattutto da irlandesi, ma anche da italiani e altri europei di recente immigrazione. Si erano arruolati con la prospettiva di fortuna e magari di un pezzo di terra ma, resisi conto dell’ingiustizia della guerra che stavano combattendo, disertarono e si unirono ai messicani. Era il Battaglione di San Patrizio, della cui storia si narra e si canta anche nel disco San Patricio, del 2010, dei Chieftains feat. Ry Cooder.

Churubusco di Andrea FerrarisL’ascolto di questo disco, con relativa scoperta dei San Patricios, diede ad Andrea Ferraris, fumettista genovese con esperienza ventennale alla Disney, lo spunto per scrivere e disegnare una graphic novel a loro ispirata, Churubusco, pubblicata nel 2015. Churubusco ora è un quartiere di città del Messico, mentre all’epoca della guerra era un villaggio dove messicani e ribelli opposero una strenua difesa, creando non pochi problemi all’esercito americano.

Una curiosità, le tavole degli incubi del protagonista sono state disegnate usando… caffè!

Per raccontare quello che succede oggi sul quel confine Andrea Ferraris ha coinvolto mio fratello, il regista Renato Chiocca e insieme hanno realizzato un nuovo libro, La Cicatrice.
L’intento era creare una contaminazione stilistica e i due autori ci sono riusciti benissimo: l’impostazione cinematografica delle tavole e la fusione di finzione e documentario, rendono perfettamente la complessa realtà della frontiera.

La Cicatrice. Sul confine tra Messico e Stati Uniti

LA CICATRICE è il muro che divide Messico e Stati Uniti. Segna un confine di territori che un tempo erano messicani, a cui i messicani anelano non solo alla ricerca di una vita migliore, ma proprio in una sorta di atavico riscatto della terra.
We did not cross the border, the border crossed us è il detto dei latinos che rende perfettamente l’idea.

Il libro è nettamente diviso in due parti, sia narrativamente che stilisticamente. La prima è più classicamente fumettistica, con la storia di un fatto realmente accaduto a Nogales, la città divisa in due dal muro.
Berlino non aveva l’esclusiva anche se, per paradosso storico, la costruzione del muro americano è iniziata pochi mesi dopo la caduta di quello tedesco.

La seconda parte ha invece una struttura narrativa da carnet de voyage, racconta infatti una spedizione nel deserto a cui Andrea e Renato hanno partecipato durante il viaggio in quei territori, nel quale hanno raccolto le testimonianze di chi su quel confine ci vive e ne è segnato. Guardie di frontiera, associazioni che assistono i migranti, volontari che, come odierni Hansel e Gretel, spargono nel deserto cibo ad alta concentrazione energetica di pronto utilizzo (come frutta secca) e galloni d’acqua per i viandanti.
Un’umanità variegata che vive in una sorta di terra di nessuno dove però, passano e muoiono centinaia di persone ogni anno. Perché, come mi spiega Renato, il problema non è tanto attraversare il confine, ma sopravvivere al deserto, messicano o americano poco importa.

Il libro lascia emozioni forti e la constatazione che il Mare Nostrum non è molto diverso dal deserto tra Messico e USA; la drammaticità delle storie de La Cicatrice è facilmente adattabile alla nostra realtà mediterranea.

Vi lascio con questa riflessione e vado a preparare due specialità messicane perfette per l’aperitivo.

ioioi
GUACAMOLE
Ingredienti

Avocado, cipollotto fresco, lime, sale, un pomodoro da insalata (facoltativo)

L’avocado deve essere morbido ma ancora verde, pulitelo e schiacciatene la polpa con una forchetta. Non lo frullate che vi ritrovate con una poltiglia verde non molto appetibile, mi raccomando!
A parte, tritate la parte bianca del cipollotto e unitela in una ciotola all’avocado schiacciato, insieme a sale e a una spruzzata di lime. Se lo avete in frigo cubettate il pomodoro e aggiungetelo, ma non è indispensabile.
La morte sua è con i nachos, i triangolini di polenta, intinti nella ciotola come se non ci fosse un domani!

GUACAMOLE

PICO DE GALLO
Ingredienti

Pomodoro, cipolla, coriandolo, peperoncino piccante verde fresco, lime, olio d’oliva

Tagliate tutti gli ingredienti a pezzetti e mescolateli insieme, condendo con sale e olio e decorando con coriandolo tritato. Anche con questa salsa si accompagnano bene i nachos, o quelle che i messicani chiamano totopos, che sono triangolini di tortilla bianca fritti. La tortilla di mais bianco non è molto facile da trovare in Italia. Può essere sostituita da una piadina tagliata e fritta in olio di semi, i messicani ci perdoneranno!

PICO DE GALLO

 

Napoletana di nascita e romana per scelta, da sempre sono innamorata della cara vecchia Inghilterra. Lavoro nella produzione cinematografica e da che ho memoria sono appassionata di cucina e passo quasi ogni momento libero spignattando e infornando a più non posso. Cinefila e profondamente gattara, vivrei in un autunno perenne con libri e tè.

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