Il premio letterario
Ewwa

La biblioteca Moby Dick si trova in quello che un tempo era lo spazio dei bagni pubblici che servivano i palazzi popolari dei dintorni. Siamo a Roma, nel quartiere della Garbatella – quello de I Cesaroni per intenderci – qui si è svolta la premiazione del Premio Letterario Ewwa per romanzi inediti. Le tre le finaliste sono tutte e tre scrittrici di genere, soprattutto di gialli e romance.
Lidia Calvano

L’Ewwa è un’associazione di scrittrici, nata con l’intento di aiutarsi ad affrontare il difficile mondo dell’editoria, mettendo in comune esperienze e competenze delle giornaliste, editor, traduttrici, sceneggiatrici, blogger e ovviamente romanziere, che ne fanno parte.
Il premio, aperto a tutti, è nato con il Patrocinio della Regione Lazio e la collaborazione di Amazon Publishing che pubblicherà il romanzo della prima classificata in formato cartaceo e digitale.
“Storie di rinascita. Le sfide e le cadute, gli ostacoli e i traguardi nel cammino di una donna”: questo il tema senza preclusioni rispetto al genere letterario.

And the winner is…

Lidia Calvano con il suo romanzo H, è la prima classificata. La Calvano è medico e psicoterapeuta, appassionata di astrologia ed esoterismo, ha pubblicato con Delos Digital romanzi romance. Nel 2016 ha esordito anche come selfpublisher con la serie rosa-erotica “Rehab“.

Monica Zappelli, sceneggiatrice de I cento passi, ha ricevuto una menzione per il lavoro svolto sul tema del femminicidio.

Un lettore Kindle è andato a tutte e tre le finaliste. La seconda e la terza classificata, ovvero Rosa Cerrato e Maria Masella, sono entrambe insegnanti e scrittrici di gialli. La Masella scrive anche romanzi storici e romance.

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Ecco un brano di H, il romanzo vincitore:

Si dice che le persone muoiano una volta sola, ma non vale per tutti. Mia madre, ad esempio, è già morta due volte. La prima quando io nacqui. La seconda quando la lasciai. Ma fu soltanto dopo che me ne fui andato che poté ricominciare a vivere. Una vita per una vita, questo il nostro patto mai detto. Io non scelsi di venire al mondo né di lasciarlo. Fui felice di averla accanto nel tempo che c’è stato concesso, così come di andarmene perché lei potesse avere anni più felici senza di me.
Non crediate però che la mia esistenza sia stata solo un susseguirsi di dolori e disgrazie, anzi credo di aver fatto di tutto per godermela fino in fondo. A tutt’oggi, se qualcuno mi chiedesse se avrei preferito non vedere mai la luce, risponderei di no con la massima convinzione. Ho conosciuto lei, già solo per questo n’è valsa la pena. Sono sicuro, nel profondo del cuore, che anche mia madre se potesse tornare indietro, accetterebbe di concepirmi di nuovo. Questa dunque è la nostra storia. Molti la chiamerebbero una storia d’amore.

Alessandra Tavella, editor di Amazon e membro della giuria, ha consegnato le targhe alle tre finaliste.

“E’ una storia che già dalla prima pagina parla di ottimismo, anche se leggendo la sinossi potrebbe sembrare estremamente dolorosa”, ha dichiarato Alessandra Tavella, l’editor di Amazon Publishing che pubblicherà il romanzo. “La storia di un bambino che ha moltissime limitazioni fisiche, ma questo bambino, che è pure la voce narrante, ha la capacità di raccontare con una delicatezza di tono che ci ha stregato”.

Alessandra Bazardi, editore e vice presidente Ewwa, con lo scrittore Carlo Animato, membro della giuria del Premio Ewwa.

Infine due parole della vincitrice, Lidia Calvano: “Di H è difficile non fare spoiler. Abbiamo giocato tutto con una storia dura e un po’ fuori dai canoni. Abbiamo osato tanto. E ringrazio perché è stata premiata questa audacia narrativa. Vorrei dire a chi lo leggerà che il personaggio di H non è una facile esca alla pancia dei lettori, ma è stato ispirato da una persona realmente esistita a me molto vicina”.

Redattrice in programmi Rai, pubblicista, story editor e producer di serie tv, prima in Rai, poi a Mediaset. Scrivo tanto. Nel 2011 ho creato Cronache Letterarie.

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