Emma Bovary contro Anna Karenina

Molti si sono schierati a favore dell’una o dell’altra. Per George Steiner “chi pone Madame Bovary al di sopra di Anna Karenina è in errore”. Allo stesso modo la pensa Alessandro Piperno che non ha dubbi sulla superiorità dell’eroina di Tolstoj, mentre Vargas Llosa ha un’autentica venerazione per la Bovary. 
Il giovane Flaubert
Il giovane Flaubert

Alla fine dell’estate del 1849, Flaubert invita nella sua casa di Croisset, in Normandia, due cari amici. Loro non lo sanno ma lui li sta per sottoporre a una dura prova: vuole che ascoltino il libro che ha appena finito di scrivere. L’eredità ricevuta alla morte del padre, tre anni prima, gli ha permesso di dedicarsi completamente alla professione di scrittore. Perciò intende leggere ai due amici La tentazione di Sant’Antonio: dall’inizio alla fine e ad alta voce.
“Il tour de force dura quattro giorni e una notte”. Per fortuna le lunghe sedute di lettura sono accompagnate da carni rosse, Calvados e torta di mele. All’alba del quinto giorno i due amici si ritirano in una stanza per emettere il loro giudizio.
Che fare? Si chiedono. Essere onesti? Però Gustave è un amico e gli vogliono bene. Alla fine prendono una decisione e invitano Flaubert a dar fuoco al romanzo. Gli consigliano di lasciar perdere i suoi deliri lirici e raccontare una storia realista, come lo scandalo dei coniugi Delamare.

Questo famoso aneddoto si trova nel libro di Piperno, Il manifesto del libero lettore, in cui tra l’altro, mette a confronto Emma Bovary con Anna Karenina, le due grandi eroine suicide. Ora spero che nessuno si risenta perché sto spoilerando, visto che i fatti sono ormai ampiamente noti.

Dopo l’amaro verdetto Flaubert farà un viaggio in Oriente e in Italia che durerà quasi due anni e al ritorno si rimetterà a scrivere Madame Bovary, il suo capolavoro (anche se io preferisco di gran lunga L’educazione sentimentale), prendendo spunto dallo scandalo dei coniugi Delamare. A scriverlo impiegherà cinque anni e alla fine Madame Bovary verrà pubblicato a puntate, nel 1856, provocando un clamoroso scandalo. Flaubert fu incriminato per oltraggio alla morale pubblica e religiosa. Per fortuna il processo si concluse con un’assoluzione.
Non sono molti gli episodi salienti nella vita di Flaubert, scrive Piperno. Lo scrittore è noto per il lavorio incessante e quasi maniacale sulle sue frasi. Per il fatto di limarle fino alla perfezione. Per la sua tormentata e dolorosa ricerca della parola giusta: gli ci vogliono spesso molte ore per trovarla. Per la ricerca spasmodica dello stile.

“Amo il mio lavoro di un amore frenetico e pervertito”

Anna contro Emma. A differenza di Anna Karenina, “Emma è un essere complesso, ambiguo e contraddittorio”. Persino gli splendidi occhi cambiano colore quasi ad ogni scena: sono neri, azzurri o castani? L’ambiguità è il tratto che la contraddistingue e che rende difficile trovare due lettori che provino per lei gli stessi sentimenti. C’è chi la ama e chi la odia. Nabokov ad esempio la ritiene una provincialotta superficiale, mentre Vargas Llosa ha per Emma un’autentica venerazione. Per il primo è una casalinga disperata, per il secondo una spregiudicata libertina.

“Emma vuole godere” scrive Vargas Llosa, ha: “una profonda esigenza sensuale che Charles (il marito) non può soddisfarle perché non sa neppure che esiste e, inoltre, vuole circondare la sua vita di elementi superflui e piacevoli, l’eleganza, la raffinatezza, materializzare in oggetti l’appetito di bellezza che hanno fatto nascere in lei la sua immaginazione, la sua sensibilità e le sue letture”.
Insomma, Emma non sembrerebbe molto diversa da moltissime donne di oggi e se all’epoca questo comportamento era scandaloso, oggi invece è la normalità.
Proust “rimprovera a Flaubert di non aver azzeccato una sola metafora”, mentre per Nabokov questa è una qualità spiegabile col fatto che Flaubert non vuole mettersi al di sopra dei suoi personaggi, ma sposarne il punto di vista ordinario, perciò usa le metafore che userebbe Emma.

Bovary contro Karenina al ballo

Pensiamo un attimo alle scene del ballo nei rispettivi romanzi.
Nel castello di Vaubyessard, la Bovary è un’intrusa in un ambiente lussuoso e aristocratico (vedi qui cosa combina), viceversa al ballo Anna è la più bella, la più elegante, la più affasciante e tutti gli occhi sono puntati su di lei. Anna è ubriaca “dell’incanto da lei eccitato”. E se fosse stata invitata alla festa, cosa altamente improbabile, anche Emma sarebbe rimasta a guardarla incantata mentre ballava la mazurca con Vronskij.
“Tutti vorremmo vivere nei salotti moscoviti e pietroburghesi frequentati da Anna”, scrive Piperno “ma chi resisterebbe un solo giorno a Tostes nei panni di Emma?”

Giuseppe De Nittis, Il salotto della principessa Matilde, 1883

Entrambe le eroine romantiche possiedono una carica autodistruttiva. Anna diventa ossessivamente e immotivatamente gelosa di Vronskij, dando anche lei segni di squilibrio, ma per buona parte del libro Anna Karenina ci fa innamorare. Invece Madame Bovary è insulsa e noiosa. Non sa animare il ballo della vita, non sa combattere la sua noia. E’ capricciosa e viziata. Pretende un piacere forte e immediato come un tossico. Il suo linguaggio si riduce a questa prepotenza assoluta. E poi si tortura, cerca di espiare ma non ci riesce. La sua sofferenza e la sua fatica sono sterili perché non trova una direzione che abbia senso per lei.
E’ come se Flaubert le donasse la parte di sé di cui più si vergogna, scrive Piperno, quella sentimentale, esotica e sensuale. Ogni tanto si fa beffe di lei con ferocia inaudita e mostra l’amore romantico per ciò che è: uno strazio ridicolo. Attraverso Emma, lo scrittore sancisce la rinuncia agli ideali romantici della sua giovinezza.

“Madame Bovary c’est moi”

Concludo con uno scoop. “Madame Bovary c’est moi”, la celebre affermazione che tutti abbiamo studiato a scuola, ovvero “Madame Bovary sono io”: be’ in realtà Flaubert non l’ha mai detta. La frase è stata riportata da Amélie Bosquet, nota contapalle dice Piperno, e la sua veridicità è stata confutata. Si tratta di una fake news, ma come si sa, sono dure a morire.

kkk

 

 lklkl

  1. Personaggi fondamentali, anche se il giovane Enos, nel mio romanzo “Le tre età dell’uomo”, sta scrivendo una tesi dottorale intitolata “Stupide eroine: Didone, Emma Bovary e Anna Karenina”. 🙂

    1. Forse stupide Franco eppure amatissime… anche a giudicare dalle reazioni che mi arrivano sui social. In genere si esprimono delle nette preferenze, ma uno mi ha scritto : “Personalmente vorrei essere l’amante di entrambe” 🙂

  2. Nel romanzo epistolare Amiche di penna, ed. da Mondadori, abbiamo messo a confronto le due eroine. Si scrivono, per caso, e man mano nasce tra loro un’amicizia dettata più che altro dalla solitudine. Quello che accomuna le due donne, così diverse tra loro, è l’essere sole e vivere in un’epoca in cui l’unico modo che aveva una donna per realizzarsi era l’adulterio.
    La corrispondenza sarà un modo per loro di svelarsi a se stesse e di capire che la loro amicizia è impossibile.

  3. Adoro Madame Bovary, ma voglio rileggere Anna Karenina, ho sempre preferito il primo perché mi sembra più concentrato sulla sola protagonista femminile, il suo scontento, la voglia di fuggire da un ambiente per lei opprimente, la noia di una vita quotidiana sempre uguale, mi sembrano temi molto moderni.

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