Ian Rankin e il giallo scozzese
#TartanNoir

I suoi romanzi hanno come protagonista John Rebus, l’ispettore della polizia di Edimburgo, cinico, antisociale, impulsivo e pieno di rabbia. Definito da James Ellroy “il re del giallo scozzese”, Ian Rankin (classe 1960) ha vinto diversi premi ed è stato tradotto in numerose lingue. Ultimo romanzo uscito in Italia è Piuttosto il diavolo. Intervistato da Giancarlo De Cataldo all’Auditorium di Roma, parla del suo personaggio, del modo in cui scrive, della passione per la musica, della letteratura scozzese e svela il titolo del  prossimo romanzo.

De Cataldo
A noi italiani piace molto il whisky scozzese torbato. Quando io te l’ho detto al telefono tu hai fatto una risatina e hai detto: “John Rebus beve whisky delle Highlands”.

Ian Rankin
Forse ho detto di Highland Pack, che è un’isola molto a nord. E il motivo per cui gli piace quello, è perché glielo danno gratis.

De Cataldo
Be’ c’era un grande scrittore molto diverso da te, lo scrittore inglese Colin Dexter, che una volta che gli dettero un premio disse: “Il mio personaggio è molto avaro e sarebbe bello se una volta mi offrisse da bere. Però il whisky che dico io e non la birra che beve lui”. Ian hai un’identità su Twitter che è Beathhigh, intanto volevo chiederti perché “Beathhigh”?

Ian Rankin
E’ il nome della mia scuola, a Fife, il mio paesino. Io sinceramente pensavo che Twitter fosse anonimo, quindi quando mi sono iscritto ho scelto la scuola del mio paesino e dopo qualche settimana mi sono accorto che avevo diverse centinaia di fallowers. Mi sono chiesto come avessero fatto, quindi credo che il mio nome da qualche parte compaia.

De Cataldo
Parliamo di cose serie: perché John Rebus non riesce ad avere un amore stabile?

Ian Rankin
In parte perché per essere felice non deve essere felice. Il secondo motivo è perché ogni volta che invento una donna perché sia sua amica, mia moglie quando legge il libro mi dice: questa è noiosa. A un livello più profondo, è perché è sposato con il suo lavoro. Il lavoro è il suo vero amore e non gli interessa rovinare questo rapporto per un’interazione sociale più normale. Quando ho iniziato a lavorare ai suoi libri ho cominciato a frequentare dei poliziotti e ho visto che erano tutti divorziati. Questo perché quando tornavano a casa per loro era difficile parlare con la moglie, o con il marito, della loro giornata. Dire ad esempio: “Oggi mi sono dovuto occupare di uno stupro, di una overdose, di un suicidio”. Quindi si sviluppa una distanza dalla famiglia e si preferisce stare al bar con altri poliziotti che sono persone con cui si può parlare perché condividono le stesse esperienze. Si sviluppa una distanza sempre maggiore dalla famiglia che poi porta ad una rottura. Se pensiamo ai detective e gli investigatori nei film e nella letteratura, molto spesso non hanno famiglia perché così si concentrano meglio sulla storia. Se c’è un serial killer, l’investigatore non può rispondere: devo andare in vacanza con la famiglia, o devo portare mio figlio alla partita di calcio.

De Cataldo
Come scrivi Ian e a chi fai leggere per primo le tue cose?

Ian Rankin
Innanzitutto scelgo un tema che prendo da un giornale, da una rivista, da una storia che qualcuno mi ha raccontato. Una storia vera. Dopodiché cerco di esplorare quello che nasce nella mia mente sulla base di questo tema che esprime un problema realmente esistente. Poi mi concentro sulla trama. Non pianifico molto, non stabilisco come si evolverà la trama, quindi nella prima stesura sono io il detective che deve scoprire che succede, scoprire i personaggi e il loro modo di interagire e soprattutto chi è il serial killer. Solo a metà della prima stesura, comincio a vedere la forma del romanzo. La prima stesura è un disastro, è piena di errori, di cose da sistemare. Mentre la seconda la faccio vedere a mia moglie.

De Cataldo
Ti è mai capitato di cambiare soluzione, di cambiare plot?

Ian Rankin
Sì, sempre. Questo è il mio nuovo libro (mostra una pennetta USB) che verrà pubblicato in inglese a ottobre. E’ la seconda bozza e mia moglie l’ha appena letto e mi ha dato dei suggerimenti, uno dei quali è di cambiare il finale.

Giancarlo De Cataldo e Ian Rankin all’Auditorium. Rankin mostra la chiavetta USB con la bozza del suo nuovo romanzo.

De Cataldo
Questo suggerimento tua moglie come te le dà?

Ian Rankin
Io stampo il manoscritto, glielo do e lei lo riempie di note a margine. La cosa che più mi spaventa è quando riempie tutto il margine della pagina con un gigantesco punto interrogativo.

De Cataldo
Visto che paliamo di donne, c’è un personaggio femminile che ricorre nella gang di John Rebus, che è Siobhan Clarke. Io devo confessare che ogni volta li vorrei vedere a letto insieme e ogni volta sono un po’ deluso perché non ci vanno mai.

Ian Rankin
No, non funzionerebbe.

De Cataldo
Almeno una volta falli provare…

Ian Rankin
No, lui è molto più in là con gli anni, sarebbe più come uno zio, non c’è attrazione sessuale. E poi come potrebbero lavorare insieme il giorno dopo? C’è una serie francese che mi piaceva molto finché nell’ultima serie i due sono finiti a letto insieme e io ho detto: no, questa cosa non la voglio proprio vedere. La buona notizia è che negli ultimi due libri ho introdotto un’anatomopatologa e mia moglie l’adora.

De Cataldo
Hai accennato alle serie tv. Io so che c’è un rapporto strano tra te e le riduzioni televisive, o cinematografiche, di John Rebus. Ce lo vuoi raccontare?

Ian Rankin
Inizialmente, nella prima serie tv, l’attore che interpretava Rebus era giovane e particolarmente attraente (John Hannah) e il racconto durava due ore per ogni libro. Però ai fan l’attore non piaceva perché ritenevano che fosse troppo giovane e troppo attraente. Lui comunque ha fatto successo, è andato a Hollywood ed è stato sostituito da un altro attore (Ken Stott) che è piaciuto molto di più ai fan. Però poi si è deciso di ridurre gli episodi e farli di una sola ora per ogni libro. Allora io ho detto di no e mi sono ripreso i diritti dei libri. Ora c’è una nuova produzione televisiva che potrebbe occuparsi della trasposizione tv però devono dedicare sei ore ad ogni libro. Uno degli errori che ho fatto è stato disinteressarmene all’inizio e il risultato è stato deludente. Invece in questa nuova produzione avrò voce in capitolo. Però io non ho mai visto un solo episodio perché non volevo e non voglio assolutamente che gli attori sostituiscano i personaggi che ci sono nella mia testa. E sono invidiosissimo che il tuo lavoro sia stato fatto così bene in televisione.

I due attori che hanno interpretato John Rebus nella serie tv “Rebus”: prima John Hannah, poi Ken Stott.

De Cataldo
Io mi sono sempre sporcato le mani, anche accettando delle soluzioni che non erano quelle da me preferite, perché convinto che sono due linguaggi diversi. Il lettore si trova il suo sapore nel libro, lo spettatore nel film o nella televisione. Però a me è andata bene, questo è vero. C’è un altro personaggio del quale dobbiamo assolutamente parlare che è Malcolm Fox. Inizialmente viene presentato come un poliziotto della disciplinare, ovvero quei poliziotti che vanno a dare fastidio ai poliziotti veri. Però poi stranamente Malcolm Fox, che dovrebbe essere un nemico, diventa quasi un alleato di John Rebus.

Ian Rankin
Rebus è dovuto andare in pensione perché ha raggiunto l’età pensionabile per i poliziotti in Scozia. Io volevo continuare a scrivere di un detective ma non volevo che i lettori avessero l’impressione di leggere di Rebus con un nome diverso. Quindi ho creato Malcolm Fox che lavora nella disciplinare e si occupa delle indagini sugli altri poliziotti. Però poi ho scoperto che non è una scelta di carriera quella della disciplinare, ci si resta quattro o cinque anni e poi si torna ad essere come gli altri. Ma quando poi si torna a svolgere il lavoro più tradizionale, tutti ti odiano e nessuno si fida di te, quindi hai bisogno di alleati. Ecco perché adesso c’è questa specie di amicizia che lega Malcolm Fox, John Rebus e Siobhan Clarke.

De Cataldo
Malcolm Fox e Siobhan Clarke sono innamorati?

Ian Rankin
Come sono fissati gli italiani col sesso!

De Cataldo
Siamo molto interessati lo sai.

Ian Rankin in un pub di Edimburgo

Ian Rankin
Noi abbiamo un retroterra un po’ più rigido e non parliamo di sesso. Comunque al terzo volume della serie, ho mandato il libro all’editore. Era un libro molto crudo, molto violento e Rebus aveva una bella avventura di sesso. L’editore mi ha detto: “Non mi piace tutta questa violenza, tutto questo sangue e non mi piace vedere Rebus che fa sesso”. Così mi sono reso conto che si possono scrivere gialli anche senza eccedere nella violenza, o nel sesso.

De Cataldo
Io ho portato un regalo a Ian Rankin, ho saccheggiato la mia collezione di vinili e gli ho portato un disco degli Incredible String Band, un originale di Liquid Acrobat as Regards the Air del 1971, perché nei suoi libri c’è tanta musica. Vorrei che ci parlassi del tuo rapporto con la musica.

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Ian Rankin

Grazie, tante grazie. E’ un gruppo di Edimburgo che ha suonato anche a Woodstock. Come molti scrittori di gialli, io sono una rockstar mancata. Quando ero bambino ho inventato un gruppo che esisteva solo nella mia testa e sulla carta. A 18 anni sono entrato a far parte di un gruppo punk e ho cantato con quel gruppo per qualche anno. E quando ho cominciato a scrivere Rebus ho pensato che anche lui avrebbe amato la musica. La musica nei libri è molto importante per diverse ragioni. Innanzitutto ci dice tantissimo di un personaggio. Prendiamo ad esempio Rebus, quando lo vediamo nel suo appartamento che ascolta Leonard Cohen, Van Morrison, oppure i Rolling Stones, capiamo subito qual è la sua età, qual è la sua classe sociale e come si pone nei confronti del mondo. Il secondo motivo è che visto che c’è così tanta musica nei miei libri, i musicisti diventano fan dei miei libri.

De Cataldo
Va bene, la prossima volta ti porto un disco di Van Morrison perché c’è una generazione dietro a questo.

Ian Rankin
Sì, senz’altro c’è una questione generazionale. Io sono più giovane di Rebus quindi dovevo essere certo che il suo gusto musicale fosse diverso dal mio perché a me magari piacciono gruppi un po’ più giovani e diversi. Lui non compra un disco dal 1975.

De Cataldo
Certo, tutto quello che è venuto dopo è un po’ noioso. Com’è la scena letteraria scozzese in questo momento, sia come crime che come letteratura in generale?

Ian Rankin
Non c’è una tradizione di gialli in Scozia, ma c’è di thriller psicologici. C’è una tradizione gotica di cui Jekyll e Hyde è chiaramente un esempio. I gialli sono una forma letteraria piuttosto recente per la Scozia però stanno andando molto bene. E adesso in molte parti della Scozia, nelle Highlands, nelle città, ci sono scrittori di gialli che cercano di spiegare questo mondo attraverso i loro libri.

“Cerchi e croci”, pubblicato nel 2001, è il primo romanzo della serie con John Rebus.

De Cataldo
Ora ti faccio la domanda contraria, ma da voi arriva qualcosa di italiano?

Ian Rankin
Quando ero uno studente ho letto un sacco di letteratura italiana. Ho letto Il nome della rosa di Umberto Eco, un libro molto importante per me, poi Leonardo Sciascia, Italo Calvino. Ci sono molti autori contemporanei che mi interessano che dimostrano il lato più oscuro dell’Italia. Avendo l’Italia una lunga storia di corruzione, ad alti livelli, la letteratura gialla mi consente di approfondire questo aspetto. Sono anche un fan di Montalbano quindi è stato molto gratificante per me quando ho scoperto che Camilleri era un fan di Rebus.

De Cataldo
Questo nuovo romanzo di cui sei alla seconda stesura, che tipo di storia è?

Ian Rankin
Non lo posso dire perché devo ancora farlo vedere al mio editore e non ho neanche riletto la seconda stesura. L’avevo portato con me ma Roma è troppo bella, quindi non ho avuto modo di concentrarmi. Ma devo fare dei cambiamenti. Vi posso dire il titolo che è In a House of Lies, “Una casa di menzogne”.

De Cataldo
A un certo punto, quando entra in scena Malcolm Fox, Rebus esce di scena. Io da lettore affezionato di vecchi polizieschi ho pensato: vuole lanciare un nuovo personaggio. Poi è tornato John Rebus e allora mi sono detto: non è che Rankin si è rotto le scatole del suo eroe e quindi voleva cambiare, ma poi ci ha ripensato?

Ian Rankin
Per me non funziona così. Io prima penso alla trama e poi vedo quale personaggio sia il migliore per approfondire questo tema. Finora era stato sempre Rebus, magari in futuro sarà Siobhan Clarke, oppure un personaggio nuovo, non lo so. Non ho piani. Non so cosa farò l’anno prossimo.

De Cataldo
Io azzardo una profezia. Noi vogliamo lunga vita per John Rebus, anche con il fegato a pezzi. Questo fegato faglielo cucire perché lo vogliamo sano!

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