Premio Strega 2018.
In letteratura vince il multiculturalismo

Dopo 15 anni il Premio Strega viene assegnato ad una donna. Ma la notizia non è questa. E’ che la donna a cui è stato assegnato il premio ha un cognome difficile ed una storia tutta da studiare. Soprattutto di questi tempi. E poi scrive di arte e di cultura. Come piace a noi.
Helena Janeczek

Helena Janeczek ha vinto la 72ª edizione del premio Strega, assegnato a Roma il 5 luglio, con il romanzo La ragazza con la Leica (Guanda). La protagonista del romanzo è la fotografa Gerda Taro, compagna e “inventrice” di Robert Capa. Una ragazza morta a 27 anni travolta da un carro armato su uno scenario di guerra, per seguire la sua passione e la voglia di raccontare la realtà e l’antifascismo.

Il romanzo racconta una storia esemplare del passato per farci riflettere sui lati oscuri del secolo scorso, permettendoci di interpretarne molte delle sue angosce. Ansie e tormenti a cui sono legate anche le vicende personali della scrittrice. Janeczek, infatti, non è il suo vero cognome. Helena il suo vero cognome non lo conosce proprio perché si è perso, come per tante altre famiglie, nel caos della fine della Seconda Guerra Mondiale. I genitori di Helena, ebrei-polacchi, dopo Auschwitz hanno cercato di ricrearsi una vita partendo da zero. Hanno tenuto la figlia all’oscuro delle violenze e delle ingiustizie che la follia umana può produrre spesso senza motivo. Così Helena conduce una vita normalissima a Monaco di Baviera, ma il vuoto che aleggia nelle vite dei genitori, di certo lei lo percepisce.

E per questo inizia a scrivere. Il modo è simile all’approccio alla vita dei genitori. Come loro prendono le distanze da alcuni fatti della vita, lei le prende da un certo modo di scrivere. Per esempio, decide di non usare la sua lingua madre, ma l’italiano, di cui si innamora dopo essersi trasferita in Italia del Nord nei primi anni ’80.

La storia di Helena è pertanto una storia di migrazioni: geografiche, familiari, linguistiche, culturali. Per questo la sua vittoria è simbolica. Soprattutto in questo periodo. Va oltre la letteratura per abbracciare in modo concreto il significato di una parola il cui senso positivo spesso viene trascurato: multiculturalismo.

Il Premio Strega del 2018 è un inno alla solidarietà e all’integrazione. Se solo la sua eco travalicasse le librerie…

 

Lascia un commento

*