Il mondo scritto. I capolavori della letteratura che hanno fatto la storia della civiltà

Una star. Così immaginiamo si muova Martin Puchner nell’ambito della critica letteraria. I suoi scritti comprendono una dozzina di libri, diverse antologie e oltre 60 tra articoli e saggi, tradotti in molte lingue, visto che i suoi interessi spaziano dalla filosofia al teatro, dalla storia alla letteratura mondiale. E’ autore della Norton Anthology of World Literature in sei volumi ed è stato uno dei primi a partecipare al MOOC: il Massive Open Online Course di HarvardX, i corsi gratuiti online, organizzati dalla Harvard University.

Si tratta di un progetto ambizioso che mira alla partecipazione illimitata e alla creazione di una comunità interattiva di insegnanti e studenti. Insomma, impossibile non amarlo. Il suo stile conquista da subito. Forse perché alla serietà delle sue origini tedesche unisce quella capacità tutta anglosassone di essere spigliato e leggero. Cosa decisamente apprezzabile se ci si appresta ad affrontare un testo di circa 400 pagine: Il mondo scritto – I capolavori della letteratura che hanno fatto la storia della civiltà. Pubblicata da Mondadori, è un’opera dalle grandi ambizioni, densa di stimoli interessanti.

L’idea che Puchner porta avanti, forse discutibile ma di certo originale, è quella di un mondo plasmato dalla letteratura. Il mondo è ed esiste (anche) perché esiste il mondo scritto, con i suoi testi fondativi, come ama definirli, e imprescindibili. Non solo quelli a noi più familiari – omerici o religiosi – ma anche quelli cinesi, indiani, maya e africani, meno noti e diffusi nel mondo occidentale.

La scrittura ha percorso una lunghissima strada…

Puchner è un critico letterario e uno studioso, è un insegnante, ma soprattutto è un grande viaggiatore e, seguendo la sua passione, negli anni si è mosso ripercorrendo le tracce delle grandi opere letterarie umane. Questo, unito ad uno stile diretto, semplice, a tratti confidenziale, è uno dei motivi per cui un libro così specifico ha avuto tanto successo anche tra i non addetti ai lavori.

I lettori, infatti, grazie ai racconti, agli aneddoti e alle descrizioni, hanno l’impressione di viaggiare insieme allo scrittore. Sono con lui per le strade di Istanbul o in India durante un colorato festival della letteratura, in Africa Occidentale o in Messico. Oppure alla British Library, mentre lo studioso consulta il Sutra del Diamante, o in Cina in visita alla biblioteca dove nel II secolo D.C. si dispose che i classici venissero scolpiti su pietra.

I suoi viaggi lo hanno sempre più convinto che la letteratura abbia avuto una forte incidenza nella storia che è stata rimodellata da coloro che hanno creduto nel potere della scrittura. E’ il caso di Alessandro Magno che, lettore straordinario e soprattutto innamorato di Omero, ha trasformato la venerazione per il testo in una forza motrice che ha generato la storia.

La scrittura ha percorso una lunghissima e fortunatissima strada. Dalla Mesopotamia in poi ha raggiunto il mondo intero, sottraendosi al dominio iniziale di scribi e sovrani in un processo di democratizzazione, anche grazie all’aiuto della tecnologia. Un processo che è ancora in fieri ed è affascinante osservarne lo sviluppo e il continuo scambio tra vecchio e nuovo, tra mondo cartaceo e digitale. E forse non ha torto quando dice che noi oggi, di fronte ai nostri tablet, somigliamo ad antichi scribi seduti a gambe incrociate con le loro tavolette.

Martin Pucher
Martin Puchner
Ed è arrivata sulla luna

Nell’introduzione Puchner racconta la spedizione dell’Apollo 8 sulla Luna. Era il dicembre 1968 ed il mondo, diviso in due blocchi politici, era davvero diverso da quello che conosciamo oggi. Alla Vigilia di Natale, sulla Terra, ben 500 milioni di persone ascoltavano le parole che provenivano dalla navicella spaziale. Gli astronauti lessero il brano della Genesi in cui Dio crea il Cielo e la Terra, separa la luce dalle tenebre e raccoglie le acque sotto uno stesso cielo; poi si trovarono nella condizione di dover raccontare con parole proprie quanto stavano osservando: “Quassù la sconfinata solitudine della luna è solenne – dissero – è un’esistenza vasta, solitaria, ostile, o una distesa di nulla“. E la Terra è “un’oasi grandiosa nell’enorme vastità dello spazio”. In quel preciso istante, in diretta mondiale i tre astronauti americani, militari e piloti, addestrati al combattimento e alla scienza missilistica – cioè tre tecnici senza alcuna formazione classica o specialistica – diventarono “poeti spaziali“. Azzardarono pensieri alti, in un certo senso letterari, e senza saperlo, entrarono a far parte del “mondo scritto”.

Questo episodio conferma che nella storia non sempre i protagonisti sono stati scrittori, ma uomini inaspettati che hanno contribuito inconsapevolmente alla creazione del mondo letterario globale come noi lo conosciamo. Dai contabili della Mesopotamia ai ribelli Maya, dai pirati del Golfo del Messico ai funzionari medievali, il loro contributo è stato importante. Non è un caso che gli astronauti statunitensi abbiano letto un brano della Bibbia. Così hanno dato un segnale, un messaggio culturale e politico, rimarcando simbolicamente l’idea di contrapposizione con il blocco dell’Est che invece fondava le sue radici su un testo molto più recente, il Manifesto del Partito Comunista di Marx ed Engels. Ecco, secondo Puchner, un esempio di come il mondo scritto plasmi, indirizzi e, in un certo senso crei, il mondo umano. Due testi fondativi che hanno mosso e orientato l’Umanità: uno antichissimo – cosmogonico ed etico – l’altro molto più recente – politico e rivoluzionario -.

I testi fondativi

Dunque siamo noi a raccontare la storia grazie allo strumento letterario o è esso stesso protagonista e artefice della storia? Alla radice della storia del mondo vi è il racconto della storia al quale si affianca, costruendolo, un sistema di valori e di riferimenti etici che nascono dalla cosmogonia delle varie civiltà. Il Popol Vuh per i Maya, la Bibbia per il mondo occidentale, la Saga di Sunjata per l’Africa: Non a caso queste opere spesso hanno subito censure e controlli serrati da parte di coloro che detenevano il potere, consapevoli del fatto che quelle narrazioni li giustificavano e garantivano la coesione politica e culturale.

Il mondo scritto che Martin Puchner ci propone, è un mondo multicentrico e variegato, molto più vasto di quello che Goethe aveva appena intuito. Lettore curioso di romanzi cinesi e de Il Milione di Marco Polo, Goethe immaginò per primo, nel 1827, che fosse possibile creare una storia della letteratura mondiale. Si tratta di un processo ancora in corso a cui tutti noi partecipiamo. Il progresso della tecnologia, infatti, ha contribuito alla democratizzazione della letteratura raggiungendo un numero crescente di lettori e scrittori.

La rapida obsolescenza dei formati elettronici

L’aspetto più stupefacente della letteratura è sempre stata la sua capacità di proiettare la parola a distanza, nello spazio e nel tempo. Internet l’ha superpotenziata per quanto riguarda lo spazio, consentendoci di inviare in qualsiasi luogo della terra, e in pochi secondi, ciò che abbiamo scritto. Ma che dire del tempo?”

La rapida obsolescenza dei formati elettronici pone problemi riguardo alla ricostruzione del futuro. Forse sarà necessario transcodificare dati antiquati o sistemi per accedere a file illeggibili. Qual è la soluzione, allora? Probabilmente trasmettere tutto su carta, come suggeriscono i bibliotecari. Eh già, proprio la vecchia carta… (leggi qui a questo proposito).

“Ma dalla storia della letteratura si trae la lezione più importante, ossia che l’unica garanzia di sopravvivenza è l’uso continuo. Per durare nel tempo, un testo deve rimanere in vita abbastanza a lungo da essere tradotto, trascritto, transcodificato e letto da ogni generazione. Sarà l’educazione, non la tecnologia, a garantire il futuro della letteratura”.

Difficile non essere d’accordo.

Nata a Roma dove mi sono laureata in Lettere e filosofia, appassionata da sempre di letteratura, poesia e di ogni altra forma di espressione artistica, da circa dieci anni collaboro alla gestione della libreria indipendente Koob.

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