Fin dove si possono spingere gli uomini? Cuore di tenebra di Joseph Conrad

La definizione di “bel romanzo” in me coincide con la sua capacità di nutrirmi di qualcosa di nuovo e profondo, che mi faccia conoscere non tanto le caratteristiche dei suoi personaggi, bensì me stessa.

Cuore di tenebra di Joseph ConradCuore di tenebra di Joseph Conrad è un grande romanzo, anche se piccolo come numero di pagine, prima di tutto per la scrittura: raffinata e controllata, ma espressiva al tempo stesso, fa più intuire che conoscere.

“Si fece scalo in qualche altro luogo dal nome farsesco, dove la gioconda danza del commercio e della morte procede in un’atmosfera greve e terrosa come quella di una catacomba infuocata”.

Il tema di Cuore di tenebra è Il male. Non è che il cuore umano sia di per sé di tenebra, cioè votato innatamente al male. Male si diventa. Quello raccontato in Cuore di tenebra è un male totalmente inconsapevole di sé. Il colonialismo europeo del XIX secolo – di questo tratta il romanzo – fu un grande male, ma chi lo praticava pensava fosse un grande bene per le nazioni europee che, grazie ad esso, si arricchirono. E arricchirsi da che mondo e mondo è considerato dai più un bene.
Per arrivare a questo cuore di tenebra dell’arricchimento, nel romanzo bisogna percorrere il grande fiume che porta dal noto all’ignoto e giungere in quel mondo selvatico dove ci sono le ricchezze (in questo caso l’avorio) e che è diametralmente opposto per natura e abitudini al “mondo civile” occidentale.

L’attualità più evidente del romanzo, apparso per la prima volta nel 1902, consiste nella convinzione da parte dei potenti e di larga parte della popolazione occidentale, che l’unica cultura degna di questo nome sia la propria. E’ passato molto tempo dalla colonizzazione del Congo di cui si tratta, ma l’alterità, la paura di chi è diverso rimane la stessa.
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L’enigma del cuore umano

C’è però un messaggio più nascosto e più profondo in Cuore di tenebra. In realtà, sembra raccontarci Conrad, non c’è nessuna cultura, nessun meglio o peggio, nessun bene o male. Esiste il cuore umano che è per propria natura selvaggio, assetato di potere e ricchezza. La cultura ha lo scopo di nascondere questa sua natura originaria, preistorica. Ma non appena si trova nel suo elemento primordiale, il cuore umano torna ad essere se stesso, cioè avido. Questo è l’enigma.

“Stare a guardare una costa mentre scivola via lungo la nave è come meditare su un enigma”.

L’enigma su cui si è interrogato e ci interroga il romanzo è il cuore umano. La vita scorre come una nave che costeggia un paese sconosciuto. Solo le donne (quelle che popolano il romanzo) sono esentate dallo scoprire la vera natura del cuore umano.

“Perché le donne sono fuori dal contatto con la verità. Vivono in un mondo tutto proprio, e niente è esistito mai che gli somigli, e niente potrà mai esistere”.

Le donne dunque non entrano mai in contatto con il cuore di tenebra, con l’insaziabile fame di potere degli uomini. Quelle che incontriamo nel romanzo, la zia del protagonista Marlow e la fidanzata di Kurtz – che è il “cuore di tenebra” nella sua massima espressione – non sono contaminate dal male del mondo e in questo rappresentano un porto sicuro, l’unico che gli uomini abbiano nella loro vorace e selvaggia esistenza.

Il mondo degli uomini invece
“è una solitudine abbandonata da Dio”.

Cuore di tenebraUna solitudine dove si fanno schiavi gli uomini che abitano i luoghi che vengono colonizzati a causa di quello che Marlow definisce “il demone flaccido, pretenzioso e miope di una rapace e spietata follia”. E dove degli esseri umani vanno a morire quando sono troppo stremati dalla loro condizione di schiavi all’ombra di alcuni alberi, mentre poco lontano il contabile di una compagnia commerciale che li ha fatti schiavi avanza tutto agghindato come un lord inglese in vacanza.

Tutto questo avviene sotto lo sguardo del personaggio di Marlow che ha ottenuto l’ingaggio di risalire il fiume Congo fin dove vive Kurtz, il più bravo tra i funzionari commerciali di avorio. Il compito di Marlow è riportarlo a casa perché si vocifera che sia andato oltre i suoi compiti e anche perché è molto malato.

Kurtz si è insediato nella parte più inaccessibile della foresta congolese, accumulando quantità enormi di avorio. Qui si è creato un suo piccolo regno personale in cui è adorato come una divinità dalla popolazione locale. Lui premia e punisce a sua discrezione; teste mozzate “decorano” la sua capanna. Marlow è affascinato da questo personaggio e mentre risale il fiume Congo fantastica sulla capacità che Kurz ha di conquistare il favore di chiunque. Ma arriverà quando Kurz ormai è in fin di vita e morirà durante il viaggio di ritorno sul fiume Congo.

Il bello di Cuore di tenebra, come dicevo, è la scrittura, anche se in questo caso scrittura e storia coincidono. Conrad conosceva molto bene l’argomento di cui tratta, avendo navigato in qualità di comandante su quello stesso fiume.

Cuore di tenebraLa vita di Conrad è stata molto ricca e si può riassumere dicendo che nella prima parte ha navigato e nella seconda ha scritto. E’ stato comandante di vascelli prevalentemente della flotta inglese. Polacco di nascita, parlava anche il francese e imparò l’inglese – la terza lingua – faticosamente ma alla perfezione, partecipando dal 1883 al 1894 ad un gran numero di viaggi in Oriente e in Africa. In seguito si dedicò solo alla scrittura di romanzi in cui riversò tutta la sua esperienza di viaggiatore. Basti ricordare La follia di Almayer, Un reietto delle isole, Lord JimNostromo, L’agente segreto Sotto gli occhi dell’occidente, I duellanti (da cui è stato tratto il primo film diretto da Ridley Scott) e La linea d’ombra.

Sarebbe stato troppo facile per lui scrivere un romanzo a tesi sulla crudeltà della colonizzazione, ma a Conrad interessava raccontare una storia che ruotasse intorno ad un interrogativo: fin dove si possono spingere gli uomini quando si trovano nelle condizioni di esercitare un potere assoluto?

Il romanzo, come forse saprete, è stato lo spunto per Fancis Coppola per il suo Apocalypse Now del 1979 (vedi qui il trailer). Ambientato durante la guerra americana in Vietnam, il film ricalca il motivo principale del romanzo di Conrad, ovvero la discesa agli inferi degli uomini quando sono assetati di potere. Il Kurtz di Apocalypse Now è lo stesso di Cuore di tenebra. Pare che Coppola ne fosse ossessionato e che durante le riprese del film portasse sempre con sé il romanzo di Conrad. Voleva che combaciassero anche se in tempi e luoghi diversi. Sia nel film che nel romanzo, Kurtz è andato oltre, ha abbandonato l’ipocrisia della guerra giusta che porta benessere e felicità, per la nuda e cruda verità della sopraffazione. L’orrore è l’ultima parola in entrambe le opere.

Marlon Brando in Apocalypse Now di Francis Ford Coppola del 1979

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A chi vuole approfondire…

propongo anche  una bellissima conversazione  tra Antonio Debenedetti e Dacia Maraini su Cuore di tenebra: la trovate qui.
E poi una lezione su Cuore di tenebra dello scrittore, saggista e traduttore di Conrad, Simone Barillari, che si è tenuta alla Scuola Holden.

 

Scrive romanzi, poesie e haiku; ha insegnato lettere e guidato corsi di scrittura creativa. Appassionata di letteratura beat e hippy, soprattutto Kerouac, Ginsberg e la poetessa americana Lenore Kandel. Gli ultimi suoi romanzi pubblicati sono “Il bardo psichedelico di Neal” ( ispirato alla figura di Neal Cassidy e “Verso Kathmandu alla ricerca della felicità”.

  1. Cuore di Tenebra è un capolavoro assoluto, ma non serve leggere questo capolavoro, per capire che l’essenza dell’essere umano è follia e malvagità. Basta leggere le cronache, studiare la storia (anche recente), vedere a cosa è ridotta la vita degli uomini nelle grandi città… Certo ci sono le oasi felici…, certo ci sono spiriti gentili persino tra gli esseri umani… Ma è bene non farsi troppe illusioni. L’apocalisse è già avvenuta – o forse avviene ogni giorno.

  2. Buongiorno, grazie del suo commento, credo che l’ attualità di Cuore di tenebra risieda proprio il quello che lei dice, ed è per questo che l’ho riletto e ne ho fatte le mie riflessioni. Libro profetico dunque ma anche capolavoro letterario, quella di Conrad non vuole essere una denuncia dei mali del mondo ma una distaccata presa d’atto.

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