E se a Natale volete regalare un libro… I consigli del Prof. Camerini 2018

Amos Oz, Finché morte non sopraggiunga, Feltrinelli

Due “racconti lunghi” del 1971, ora pubblicati. Non aspettatevi lo straordinario Giuda, ma i temi dello scrittore israeliano ci sono tutti: la solitudine, i rimorsi, lo scacco dell’incomunicabilità, il tentativo di conferire comunque un senso all’esistenza. Stile esemplare.

Abraham Yehoshua, Il tunnel, Einaudi

Gallerie sotterranee di confine come inquietanti metafore di fragili labirinti mentali. Tutto ciò che scrive l’altro autorevole esponente della letteratura israeliana va letto. Sempre.
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Javier Marías, Berta Isla, Einaudi
L’illusorietà dei rapporti sentimentali, il potere magnetico del sogno e quello devastante del caso, il mistero e l’attesa che connotano le nostre vite sono temi cari a Marías che, da adesso, non sarà più solo l’autore di Domani nella battaglia pensa a me: ci volevano un indimenticabile ritratto di donna, una trama avvincente – come mai prima nella sua produzione tinta di giallo – una tecnica narrativa emendata di ogni leziosità che rasenta la perfezione. Rimane il tributo a Shakespeare ed Enrico V non fa rimpiangere Riccardo III. Il romanzo dell’anno  (leggi qui la nostra recensione).

Patrick Modiano, Ricordi dormienti, Einaudi
“Nello stile umbratile del Premio Nobel 2014 l’incontro, sul filo della memoria, con un brulichio di nostri simili, nelle strade di Parigi”, ha scritto Mario Fortunato. Non solo per chi ama uno scrittore inquietante e ipnotico (leggi qui su Modiano).

Gina Berriault, Piaceri rubati, Mattioli 1885
Perché Alice Munro e non Gina Berriault? Sarebbe come dire perché Gadda e non Manganelli. Misconosciuta scrittrice americana nata nel 1926 e cara ai colleghi della sua generazione, tradotta per la prima volta in Italia, i suoi splendidi racconti sono minimalisti, nitidi, lirici referti di un’umanità quotidiana e mai eroica. Da scoprire e amare.

Jeffrey Eugenides, Una cosa sull’amore, Mondadori
Nel deserto rovinoso di un presente segnato da incomprensioni e sconfitte, dieci racconti esemplari di naufragi matrimoniali, frustranti derive economiche, lancinanti smarrimenti esistenziali ma anche ostinata fiducia in quel che resta dell’amore. Eugenides è uno dei più originali e talentuosi scrittori americani degli ultimi vent’anni (leggi la nostra recensione).

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Daniel Pennac, Mio fratello, Feltrinelli
L’eccentrico creatore di Malassène dedica al fratello scomparso un romanzo struggente e ironico, intessuto di ricordi affettuosi, divertenti e spietati… con la partecipazione straordinaria di Melville. Soprattutto per chi “non” conosce Pennac.

Kazuo Ishiguro, Crooner, Einaudi
Operazione furba e, francamente, commerciale del Premio Nobel 2017, che ho sempre seguito con interesse e doverosamente segnalato. Nelle 60 pagine di un racconto tratto dalla raccolta Notturni del 2009, per metà illustrate da Bianca Bagnarelli, c’è Venezia e la storia – narrativamente troppo esile – di una relazione finita in linea con la poetica dell’autore, da sempre incentrata sul recupero memoriale di un passato rimpianto e irrimediabilmente perduto. Solo per gli estimatori irriducibili, in attesa del nuovo romanzo.

Jonathan Coe, Middle England, Feltrinelli
Romanzo “politico”, riflessione sarcastica e, insieme, drammatica sull’Inghilterra della Brexit con la ricomparsa di protagonisti – invecchiati – de La banda dei brocchi. Lo scrittore non si discute, certo è che l’ispirazione sembra essersi un po’ esaurita e senza scomodare il mitico La casa del sonno – alla fine il suo libro migliore – anche La famiglia Winshaw e I terribili segreti di Maxwell Sim appaiono decisamente lontani. Anzi, se non li avete letti…

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Joël Dicker, La scomparsa di Stephanie Mailer, La nave di Teseo
Accertatevi che il destinatario del libro non sia un cultore del thriller, altrimenti potrebbe averlo già letto. Regalarlo – magari insieme al caso letterario del 2013 La verità sul caso Harry Quebert, che impose il nome di Dicker – sarà una strenna molto gradita, non economica, capace comunque di far amare il genere anche ai neofiti. E questo perché lo scrittore smentisce clamorosamente il noto giudizio di Ellery Queen, uno che se intendeva: “Al lettore di gialli non importa come scrivi e nemmeno se tratteggi a fondo la psicologia di un personaggio, ma solo se sai costruire un intreccio logico, imprevedibile e appassionante” (qui trovi  la nostra recensione).

Roberto Costantini, Da molto lontano, Marsilio
Appassionate come quelli di Roberto Costantini che, seguito da un’agguerrita e numerosa schiera di fedelissimi, sta riscrivendo le regole del nostro noir. La sua capacità di delineare sfondi e caratteri è la negazione del principio sopra citato. Il suo commissario Balistreri appare sempre più coscienza e voce di 40 anni di storia e costume italiani (qui trovi la nostra intervista a Costantini).

Giuseppe Antonelli, Il museo della lingua italiana, Mondadori
Uno studioso di chiara fama racconta la lingua attraverso gli oggetti, perché immagini e parole sono strettamente connesse e le une rendono vive le altre. Geniale e raffinato, mai accademico. 

Leoardo Colombati, Bruce Springsteen. Come un killer sotto il sole: testi scelti 1972-2017, Mondadori
Un contributo ricchissimo e criticamente definitivo sulla più trascinante icona rock degli ultimi 40 anni. I testi delle canzoni confermano la propria autonomia e dignità letterarie, scandendo angosce ed emozioni, rabbia e ideali dell’America contemporanea. Da… ascoltare, assolutamente.

Elio Pecora, Rifrazioni, Mondadori
“Le parole sono pensieri che respirano e parole che bruciano” – Thomas Gray – necessario e prezioso dono di “una dea vestita di stracci” – C.S.Weise – al nostro fragile, rumoroso, smarrito presente.
Elio Pecora è il più sensibile, colto e rigoroso dei poeti italiani contemporanei. I suoi versi, destinati a rimanere, provocano la mente e allertano il cuore (leggi la nostra recensione).

Carlo Emilio Gadda, Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana, Adelphi
Convinti che siano assolutamente necessari per chiunque coltivi la lettura, inseriamo la segnalazione di un classico. In una nuova edizione critica curata da Giorgio Pinotti che risolve l’enigma del “finale aperto – tale rimaneva nelle edizioni dl’46 e del ’57 – Adelphi ristampa l’opera del più sperimentale, innovativo e schivo scrittore italiano del ‘900. Per cultori e studiosi dell’ingegnere in blu, ma anche per quanti desiderano confrontarsi con un autore tanto linguisticamente impervio quanto affascinante e inevitabile, che buona parte della prosa contemporanea europea ha dovuto, magari inconsapevolmente, “attraversare” e troppo la scuola italiana continua, colpevolmente, a trascurare.

Regalando un libro donate sempre una parte di voi. Probabilmente la migliore.
Buon Natale e sereno Anno Nuovo

 

 

Formatosi alla scuola storico-critica di Walter Binni – di cui è stato allievo e con il quale ha collaborato negli anni conclusivi del suo magistero accademico alla Sapienza di Roma – affianca all’impegno di docente di Lingua e Letteratura italiana presso i Licei, l’attività di critico letterario e saggista, con interessi rivolti alla lirica novecentesca e al romanzo post-moderno.

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