Kenneth Fearing, il poeta
del noir

Kenneth Flexner Fearing, grande poeta americano, quasi del tutto sconosciuto in Italia, nacque a Oak Park, Illinois, il 28 luglio 1902, da un avvocato e una donna ebrea benestante, proveniente da una famiglia di grandi tradizioni culturali, che divorziarono quando lui aveva un anno, probabilmente perché la donna scoprì che il marito nutriva sentimenti antisemiti. Fearing, per tutta l’infanzia, si divise tra le case dei suoi genitori e fu allevato soprattutto da una zia, Eve Fearing Scholl, che forse aveva qualche problema psicologico.

Kenneth Fearing

Di sicuro la zia soffriva di disturbi del comportamento alimentare. Fearing studiò alla River Forest High School, dove collaborò attivamente al giornale studentesco diretto da uno studente maggiore di lui di tre anni, Ernest Hemingway. Completò la sua formazione con eccellenti studi umanistici presso le università statali dell’Illinois e del Wisconsin. Non riuscì però a conseguire la laurea perché non riuscì a superare un corso di Matematica. Tuttavia, nel 1938, quando era già un poeta famoso, l’Università del Wisconsin lo ricontattò e gli conferì la laurea, retrodatandola al 1924.

Scrivere Pulp Fiction a New York

Kenneth FearingDunque nel ’24, appena lasciato il college, si trasferì prima a Chicago per fare il giornalista e poi a New York. Si stabilì al Greenwich Village e lavorò in giornali e case editrici come editor e redattore, ma occasionalmente anche autore di discorsi per uomini politici di sinistra, essendo simpatizzante socialista. I suoi migliori guadagni però li realizzò scrivendo pulp fiction, ovvero narrativa da quattro soldi, soprattutto gialli ma anche soft porno, che pubblicò con lo pseudonimo di Kirk Wolff. In ogni caso, per molto tempo non guadagnò abbastanza da mantenersi e dovette fare affidamento sull’assegno mensile di 15 dollari che gli inviava la madre. Tentò anche dei lavori non letterari, come quello di boscaiolo, ma con scarso successo. A New York, fu molto aiutato dalla sua prima compagna, la scrittrice femminista Margery Latimer, con cui visse dal 1924 al 1928. La Latimer lo lasciò in seguito a un tradimento e poi sposò uno scrittore di colore, Jean Toomer, destando un significativo scandalo nella società WASP, poi morì partorendo la sua unica figlia.

Un grande poeta

Fearing fu, prima di ogni altra cosa, un poeta, il più importante dei poeti americani nel periodo successivo alla Grande Depressione. Un poeta impegnato politicamente, capace di mettere in versi il disagio, sia di una classe proletaria e sottoproletaria priva di speranze, sia di una classe media che aveva perso ogni certezza nell’avvenire. Un poeta con una forza espressiva capace di passare dal tono tragico a quello ironico, come si vede dai versi qui sotto, che citano l’antica filastrocca inglese intitolata Tinker, Tailor. Fearing era in grado di elaborare versi eleganti e immagini suggestive servendosi dello stesso linguaggio dell’uomo della strada.

Then enter again through a strange door, into a life again strange, / enter as a rich man, or perhaps a poor man, /enter as beggarman or thief, doctor or lawyer or merchant or chief / enter, smiling, enter on tiptoe, enter blowing kisses, enter in tears, / But enter, enter…

Quindi entra ancora attraverso una strana porta, in una vita di nuovo strana, / entra da uomo ricco, o forse povero, /entra da mendicante o ladro, dottore o avvocato o commerciante o capotribù, / entra sorridendo, entra in punta di piedi, entra soffiando baci, entra in lacrime, / Ma entra, entra…
(Da Public Life, in Afternoon of a Pawnbroker, 1943)

Sebbene alcuni critici particolarmente snob lo stroncassero, quelli più influenti, come Edmund Wilson, lo adoravano e recensirono con entusiasmo sia i suoi versi apparsi in riviste letterarie, sia i volumi in cui li raccolse nel tempo.

L’alcolismo e i matrimoni

Kenneth FearingPurtroppo, Fearing, oltre a fumare come un turco, aveva sviluppato una certa inclinazione all’alcolismo, e questo vizio avrebbe pesato su tutta la sua vita. Ciononostante, nel 1931, un’assistente sociale ebrea, Rachel Meltzer, si innamorò di lui e, sebbene ricambiata in modo piuttosto tiepido, nell’aprile del 1933 finì per sposarlo, contro il volere della propria famiglia. Il lavoro di Rachel servì a mantenere la famiglia, soprattutto quando la madre di Fearing sospese l’assegno mensile, dopo la nascita dell’unico figlio della coppia, Bruce, nel luglio del 1935.
Fearing non era capace di tenersi un lavoro, ma alla fine degli anni ’30 riuscì a farsi assegnare due cospicue borse di lavoro per artisti (pari a 2.500 dollari) dalla Guggenheim Foundation, grazie alle quali riuscì anche a viaggiare con moglie e figlio fino al Regno Unito. Vinse anche dei premi letterari che gli garantirono introiti non trascurabili, come quello da 1.000 dollari ottenuto nel 1944 dalla American Academy of Art and Letters.

L’alcolismo fece naufragare il suo matrimonio intorno al 1942, nonostante i disperati tentativi di Rachel per tirarlo fuori dal vizio. Una volta superata la prima fase della separazione, i due rimarranno in buoni rapporti. Intanto, però Fearing, durante uno dei suoi soggiorni presso la comunità per artisti di Yaddo, a Saratoga Springs vicino New York, aveva conosciuto un’artista figurativa, Nan Lurie, con la quale scoccò un colpo di fulmine. Nan Lurie divenne la sua seconda moglie, nel giugno 1945.

Il grande successo di The Big Clock

Kenneth FearingSubito dopo il matrimonio, prendendo spunto da un fatto di cronaca, l’uccisione, nel 1943, della signora Lonergan, ricca ereditiera newyorkese, e da un romanzo oggi sconosciuto, The Dark Page di Samuel Michael Fuller, Fearing scrisse il romanzo che lo avrebbe reso famoso e temporaneamente ricco, The Big Clock, tradotto in Italiano con il titolo L’enorme ingranaggio, o Il grande orologio. Tra i diritti d’autore e quelli cinematografici, in poco tempo, guadagnò somme enormi, circa 100.000 dollari. Ma a quel tempo era così intossicato dall’alcol che rischiò di morire per aver esagerato con una combinazione di scotch e fenobarbital, un sonnifero. Con molta fatica, facendogli notare il livello già raggiunto dei suoi danni epatici, il suo medico lo convinse a provare a smettere di bere. E, in effetti, Fearing smise. Ma, liberatosi dall’alcol, cominciò a soffrire di depressione e anche Nan finì per lasciarlo. Quasi del tutto privo di senso pratico, nel 1951 aveva già speso quasi tutti i guadagni ottenuti con The Big Clock. I suoi libri successivi ottennero buone recensioni, specie quelli di poesia, ma vendettero poco. Nè la sua fama fu aiutata dal modo istrionico in cui si comportò durante l’audizione presso il Comitato per le Attività Antiamericane cui fu sottoposto nel 1950, in pieno maccarthismo. Quando gli fu chiesto se fosse comunista rispose: “Non ancora”.

Negli anni ’50 riprese a scrivere racconti pulp per le riviste, come aveva già fatto negli anni ’30, ma neanche questo fu sufficiente e, dal 1955 al ’58, dovette lavorare nell’ufficio pubblicità della Muscular Dystrophy Association of America. Scrisse anche molti articoli giornalistici, che però ebbero pochissima diffusione, dato che attaccava con un certa veemenza gli anticomunisti che in quel periodo dominavano la scena politica americana.

Dopo la separazione da Nan, nel 1953 riprese a bere, sia pure senza gli eccessi di prima. Non aveva mai smesso di fumare e la sua salute, con l’andare del tempo, andava sempre peggio. Verso la fine degli anni ’50, le sue condizioni economiche peggiorarono al punto da indurre la madre, ancora vivente, a destinargli un assegno mensile di 150 dollari e anche gli altri parenti cominciarono a preoccuparsi della sua salute. Il fratellastro Ralph, che andò a stare con lui per qualche tempo, restò impressionato dalla tosse che lo tormentava, specie di notte.
All’inizio del 1961, il figlio Bruce si traferì nel suo appartamento dell’Undicesima strada per poterlo assistere, e il 21 giugno lo convinse a farsi ricoverare al Lenox Hill Hospital per degli accertamenti. I primi esami accertarono che Fearing soffriva di un tumore polmonare a uno stadio molto avanzato ma, prima di poter iniziare qualunque terapia o programmare un intervento, lo scrittore morì nel sonno, il 26 giugno 1961.

Maureen O’Sullivan e Ray Milland in “Il tempo si è fermato”

Solo 6 giorni dopo, il 2 luglio, a Ketchum, Idaho, il suo ex compagno di scuola Hemingway, con cui Fearing non aveva più rapporti da molto tempo, si uccise sparandosi un colpo di fucile al volto.

L’opera omnia di Fearing non è molto consistente, appena 7 raccolte di poesie (uscite tra il 1929 e il 1956) e 8 romanzi (usciti tra il 1939 e il 1960), mentre i suoi racconti non sono mai stati antologizzati. In Italiano sono stati tradotti solo tre romanzi: oltre a The Big Clock, che ha avuto più di un’edizione, sono usciti Dagger of the Mind (1941) con il titolo Il pugnale del destino nel 1953, nella prima serie dei Gialli Garzanti; e The Generous Heart (1954) con il titolo di Cosmetici e veleni nel 1955, sempre nei Gialli Garzanti.

La costruzione dei suoi romanzi

Tutti i romanzi di Fearing sono costruiti alla maniera di Rashomon di Akutagawa e di Dracula il vampiro di Stoker, ossia sono fatti di capitoli in cui i personaggi principali parlano in prima persona, esprimendo il proprio punto di vista sui vari avvenimenti, man mano che l’intreccio si sviluppa.

The Big Clock

Il romanzo ha ispirato tre famosi film: Il tempo si è fermato, del 1948, di John Farrow, protagonista Ray Milland; Police Python 357, di Alain Corneau, protagonista Yves Montand; e Senza via di scampo, del 1987, di Roger Donaldson, protagonista Kevin Costner. Al centro della storia c’è un giornalista, George Stroud, che fa il caporedattore in un giornale che si occupa di cronaca nera. Il suo editore, Earl Janoth, ha una relazione con una bellissima donna, Pauline Delos. George incontra casualmente Pauline in un bar, senza sapere chi sia, tra i due scoppia un colpo di fulmine a cui fanno seguito alcuni intensi giorni d’amore. Una sera, però, mentre la riaccompagna a casa, George nota sotto il palazzo la presenza di un uomo e riconosce Earl Janoth, il quale però non lo riconosce. Ma dopo che George è andato via, Janoth sale da Pauline, pazzo di gelosia, e durante la successiva discussione, la uccide. Il mattino dopo, Janoth convoca George in ufficio e gli ordina di cercare dappertutto quell’uomo sconosciuto, al quale intende addossare la colpa del delitto. George capisce subito che Janoth è il vero assassino ed elabora una strategia per smascherarlo.

Kevin Costner e Sean Young in Senza via di scampo del 1987
Dagger of Mind

Invece, Dagger of Mind (Il pugnale del destino) si svolge in una comunità di artisti come quella di Yaddo, che Fearing conosceva fin troppo bene. L’ambiente sembra sereno e stimolante, ma in realtà i rapporti sono improntati all’invidia e alla competizione esasperata. Un critico letterario dal carattere odioso e prepotente, Walter Nichols, viene ucciso da una pugnalata che gli viene inferta di notte, mentre quasi tutti dormono. Delle indagini, viene incaricato il tranquillo capitano di polizia Wessex, che però va a sbattere contro un muro di omertà.

The Generous Heart

Kenneth FearingThe Generous Heart (Cosmetici e veleni) è ambientato in un’altra realtà che Fearing conosceva direttamente, quella delle organizzazioni di beneficenza: un’agenzia che organizza campagne pubblicitarie in cui sono raccolti milioni di dollari di finanziamenti è teatro di una lotta intestina.

A parte The Big Clock, che è il suo libro più famoso, gli altri suoi libri tradotti sono reperibili solo sulle bancarelle o su siti come eBay. Alcuni siti americani trattano invece degli altri romanzi di Kenneth Fearing, quelli non tradotti, e da come li descrivono sembrerebbero molto originali e interessanti. Purtroppo, l’editoria italiana tende a rincorrere soprattutto il facile successo e un poeta del secolo scorso, con il vizio di scrivere noir, per quanto importante, non pare una scelta tanto redditizia da meritare un minimo di investimento.

Classe 1964, insegnante di liceo, autore di un piccolo successo editoriale (Il giardino sommerso, Lettere Animate, 2017) e di altre opere di narrativa, collaboratore di Cronache Letterarie e di Vanilla Magazine; amo i misteri e i gialli, sia quelli veri sia quelli inventati, con preferenza per quelli dimenticati e soprattutto quelli introvabili: vedi la mia rubrica su Cronache Letterarie.

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