Le Vendicatrici di Carlotto e Videtta

Per il ciclo di Carlotto-Videtta, Cronache Letterarie vi propone due opinioni, una al miele e l’altra al fiele… buona lettura! 941560_562920083729911_1249212994_n

Miele… di Livia Russo

In una società quotidianamente scossa dalla violenza sulle donne, c’è chi ha declinato al femminile il termine “violenza”. Lo sanno bene Massimo Carlotto e Marco Videtta, autori della quadrilogia Le Vendicatrici. Quattro mani per quattro episodi. Quattro storie per quattro vite spezzate dalla violenza di genere. “Fare arrabbiare una donna è pericoloso. Farne arrabbiare quattro è da pazzi”. Questa la perfetta tag line dei romanzi.
Il palco sul quale si muove la vicenda è quello della città di Roma. La capitale della criminalità organizzata, quella delle slot machines taroccate che rovinano le famiglie e quella degli usurai e dei debiti insanabili. Ma anche la Roma dei vestiti di lusso, delle macchine potenti, delle persone “perbene” che mascherano illegalità e traffici. Continua a leggere Le Vendicatrici di Carlotto e Videtta

La cena, di Herman Koch

All’inizio sembra una semplice cena, neanche troppo divertente. Uno di quegli impegni noiosi che proprio non è possibile rimandare. E’ quello che succede a Paul e Claire, protagonisti de  La cena – romanzo dell’olandese Herman Koch – che preferirebbero una serata a base di costolette fritte al bar sotto casa ed invece si trovano ben vestiti ad un elegante tavolo del ristorante più lussuoso della città. Ad aspettarli Serge, fratello di Paul, e sua moglie Babette.
Gli argomenti sono dei più svariati, dagli ultimi film visti ai progetti per le vacanze estive. Ma dietro queste “chiacchiere da ascensore”, Koch sparge i semi di una dolorosa verità che i partecipanti alla cena devono affrontare, riguardo ai loro figli adolescenti che hanno picchiato ed ucciso una barbona e ripreso tutto con i cellulari. Nel mondo multimediale, l’orrendo gesto è finito in rete e i quattro genitori hanno paura per il futuro dei figli e per il loro.  Continua a leggere La cena, di Herman Koch

E poi, Paulette…

Si può ancora sperare nella vita quando si è anziani e soli?
Secondo me è stato questa la domanda che si è posta la sceneggiatrice e scrittrice fran- cese Barbara Constantine quando ha cominciato a scrivere E poi, Paulette, il suo ultimo romanzo, edito da Einaudi.
Quant’è bella giovinezza si cantava nella Firenze del Quattrocento, ma pure la vecchiaia che ci dipinge la Constantine non sembra essere tanto male.
Ferdinand è un signore di quasi ottant’anni che vive solo in una grande fattoria della campagna francese, un tempo teatro di vita sfrenata, ora cimelio di vecchi ricordi. Ferdinand è solo da quando la moglie è morta e il figlio, la nuora e i due nipotini adorati hanno preferito una piccola casa nel centro del paese, piuttosto che rimanere nella fattoria. Ferdinand vive per i suoi due nipoti e aspetta con ansia le quattro del pomeriggio, quando gli sono concessi quei venti minuti per vederli, all’uscita di scuola.  Continua a leggere E poi, Paulette…

Amiche Nemiche
GCB

Ci sono storie che agli americani piacciono tanto perché sono fortemente legate alla loro società e al mondo in cui nascono e crescono. Noi d’oltreoceano possiamo solo stare a guardare e ad immaginare. Immaginare come potrebbe essere frequentare un enorme college, crescere tra riti di passaggio e confraternite, aspettare con ansia il ballo di fine anno ed invidiare la reginetta di turno, la più bella, meravigliosa ed intelligente (ed ovviamente biondissima) fanciulla americana.  Dentro Amiche Nemiche, serie televisiva statunitense creata da Robert Harling e prodotta da Darren Star (già produttore di Sex and the city, Beverly Hills 90210 e Merlose Place), questi ingredienti ci sono tutti. Continua a leggere Amiche Nemiche
GCB

Vita segreta di Maria Capasso di Salvatore Piscicelli

«Non cerco giustificazioni o attenuanti. Ho agito per amore, e tanto basta. Quando la vita ti mette con le spalle al muro o soccombi o reagisci. E io ho reagito, sfruttando le circostanze, senza guardare in faccia a nessuno. Come si dice: mors tua vita mea. L’ho fatto principalmente per i miei figli, e anche per me stessa, non lo nego; per dare a loro e a me una vita migliore, più dignitosa. Chi mi può giudicare?» Continua a leggere Vita segreta di Maria Capasso di Salvatore Piscicelli

Gli scrittori sono dei palloni gonfiati
Cambiare idea di Zadie Smith

«Questi ultimi anni dell’era postmoderna mi sono sembrati un po’ come quando sei alle superiori e i tuoi genitori partono e tu organizzi una festa. Chiami tutti i tuoi amici e metti su questo selvaggio, disgustoso, favoloso party, e per un po’ va benissimo, è sfrenato e liberatorio, l’autorità parentale se ne è andata, è spodestata, il gatto è via e i topi gozzovigliano nel dionisiaco. Ma poi il tempo passa e il party si fa sempre più chiassoso, e le droghe finiscono, e nessuno ha soldi per comprarne altre, e le cose cominciano a rompersi e rovesciarsi, e ci sono bruciature di sigarette sul sofà, e tu sei il padrone di casa, è anche casa tua, e così pian piano, cominci a desiderare che i tuoi tornino e ristabiliscano un po’ di ordine, cazzo. Non è una similitudine perfetta, ma è come mi sento, è come sento la mia generazione di scrittori e intellettuali o qualunque cosa siano; sento che sono le tre del mattino e il sofà è bruciacchiato e qualcuno ha vomitato nel portaombrelli e noi vorremmo che la baldoria finisse. Continua a leggere Gli scrittori sono dei palloni gonfiati
Cambiare idea di Zadie Smith

Everyman di Philp Roth

Quando un libro inizia con la morte del protagonista non lascia molta speranza. Ma  non tutta la letteratura, per fortuna, racconta storie a lieto fine, o descrive in modo lineare l’oggetto del suo racconto. Everyman (carta e ebook) di Philip Roth – pubblicato nel 2006 – ne è un validissimo esempio. Il venticinquesimo romanzo dello scrittore statunitense, classe 1933, già premio Pulitzer per Pastorale Americana nel 1997 e autore di molti successi a partire dal 1959, racconta la storia di un uomo senza nome che ripercorre tutta la propria esistenza, cominciando dal giorno della sua morte. Non è un viaggio a ritroso, troppo semplice per Roth, ma un vero e proprio alternarsi di eventi della vita dell’innominato protagonista, basati essenzialmente sulle malattie, sul sesso e sul rapporto con l’amato ed invidiato fratello Howie: Continua a leggere Everyman di Philp Roth