Il grande circo delle idee
di Miki Bencnaan

RINGLING BROS. CIRCUS ELEPHANTGerusalemme, novembre 2009. Due anziane signore vengono trovate morte nella casa di riposo Yadlitza Norbert. Sulla causa del decesso non ci sono dubbi: asfissia causata dalle esalazioni di una stufetta a gas. Fin qui nulla più di un fatto di cronaca in una terra segnata da ben altre tragedie.
Ma se una delle due signore indossa un costume da elefante e l’altra un vestito da bambola, allora anche il più scalcagnato poliziotto sospetterebbe che c’è qualcosa di stravagante. Eppure in questo romanzo di Miki Bencnaan – scrittrice, scenografa e costumista di Tel Aviv – di sbirri e indagini poliziesche non c’è neppure l’ombra. In realtà, l’indagine c’è ma si svolge su un piano ben più raffinato e sorprendente per il lettore.  Continua a leggere Il grande circo delle idee
di Miki Bencnaan

La moglie di Jhumpa Lahiri

DSC_8955Romanzo geografico dove la mappa delle emozioni prende forma, pagina dopo pagina, nel territorio a volte insondabile dell’umano. La scrittura di Jhumpa Lahiri fluisce come una marea che riporta sulla spiaggia conchiglie e relitti, rami sbiancati come ossa al sole e spezzoni di reti dalle maglie troppo larghe per contenere la complessità delle relazioni umane. Così la fine della lettura de La moglie mi ha lasciato sospeso in un silenzio pensoso, a meditare sulla bellezza del suo raccontare, soprattutto sulle pieghe non nascoste ma certo misteriose e insondabili del nostro animo che Jhumpa Lahiri riesce a far emergere dalla Storia e dai personaggi. Continua a leggere La moglie di Jhumpa Lahiri

Il figlio
di Philipp Meyer

Walker EvansDopo aver finito di leggere Il figlio, il nuovo romanzo di Philipp Meyer appena uscito per Einaudi, sono rimasto tre giorni (quasi) senza leggere altro. L’ho letto in dieci giorni circa e un po’ mi sono sentito in colpa. Philipp Meyer l’ha scritto in cinque anni, ha studiato persino la lingua Comanche e alcuni passaggi li ha riscritti anche cento volte. Ma una tale velocità di lettura rende onore alla storia e all’autore. Cinque sono anche gli anni trascorsi dal suo romanzo d’esordio, Ruggine americana, esplorazione senza veli e ipocrisie, per non dire spietata, della rovina dell’impero industriale statunitense. Acciaierie chiuse, ridotte in macerie; città fantasma; disoccupati cronici che trascinano la vita tra pub e bravate; giovani che cercano una via di fuga per scrollarsi di dosso una sorte che pare sempre nelle mani altrui, capaci ancora di sognare, sì, ma non di scegliere quando si presenta l’occasione della vita. La morte del sogno americano, insomma. Continua a leggere Il figlio
di Philipp Meyer

Etgar Keret e gli autobus a pancia insù

3-Keret 35Ci sono scrittori che s’incontrano per caso e da cui si rimane folgorati sin dalle prime righe. Così è successo con Etgar Keret, giovane scrittore israeliano (classe 1967), ormai uno del maggiori esponenti della nuova generazione di autori di Eretz Israel.
I racconti di Keret sono brevi, alcuni brevissimi ma sempre ironici e arguti. Paradossale e astratta, amara e velata di tristezza, la scrittura di Keret è una voce potente che squarcia il velo dell’apparenza per mostrare la realtà in tutte le sue sfumature. I personaggi sono tratti dalla vita quotidiana di un Israele combattuto e martoriato dalla tensione e dalla guerra latente, costantemente in bilico tra passato e presente. Ma il genio e l’ironia di Keret li prende per mano e li affranca dalla prosaicità del quotidiano per sublimarli in episodi surreali. Continua a leggere Etgar Keret e gli autobus a pancia insù

La trilogia dell’isola di Lewis
di Peter May

Avant la nuit la terre..._2Le persone sono come la terra in cui nascono.
E non cessano di esserlo anche quando vanno a vivere altrove.
Ancor più se sono nati su un’isola. Perché un’isola è un universo a sé.
In un’isola la natura forgia ancora l’animo degli abitanti e le dinamiche sociali. Crea una identità a volte difficile da comprendere per chi arriva da fuori. Il mare col suo ondeggiare ora impetuoso ora tranquillo, gli scogli e le rocce che ne rivelano l’origine, il vento che spazza ogni angolo della superficie.
È proprio questa la sensazione che ho avuto dopo aver letto i due romanzi di Peter May pubblicati da Einaudi, L’isola dei cacciatori di uccelli e L’uomo di Lewis, primi di una trilogia il cui terzo e ultimo romanzo uscirà in Italia nel 2014.  Continua a leggere La trilogia dell’isola di Lewis
di Peter May