Casa d’altri di Silvio d’Arzo

“E’ di un linfoma che è morto Silvio d’Arzo nel 1952, all’età di trentadue anni… Quando la malattia si è manifestata, aveva al suo attivo alcune raccolte di versi e delle opere in prosa, fra cui un romanzo – niente d’indimenticabile. La vita non gli lasciava che un pugno di mesi di supplizio per produrre il suo capolavoro, il libro che portava in sé senza conoscerne una frase, forse senza neanche sospettarne il tema. Immagino che abbia tagliato i ponti col mondo e si sia sistemato come un trappista per mettere su carta Casa d’altri: sessanta pagine toccate dalla grazia, abbaglianti di semplicità e delle quali è difficile credere che siano state scritte col fiato della Bestia sul collo. Destini solo abbozzati, ma tutti con una portata universale, un suicidio appena suggerito, la cui tragica banalità scuote tutto il senso che sei riuscito a mettere nella tua breve vita spuntata fuori dal nulla. Se ne esce strizzati e gelosi, pronti a dare il proprio regno e non solo, per scrivere un simile libro – e poi ci si torna su, se ne addomesticano le immagini come le curve di un sentiero, le parole come alberi o pietre, e si continua a non capire come un moribondo abbia potuto scrivere tutto ciò”.
E’ quanto dice Emmanuel Venet – medico e scrittore – di Casa d’altri che, se non bastasse, è stato definito da Montale “un racconto perfetto”. Continua a leggere Casa d’altri di Silvio d’Arzo

Gli uomini leggono per aggiustare, le donne per evadere

Sono le donne che leggono di più, questo ormai è evidente, al punto che le case editrici creano copertine femminili anche per romanzi che femminili non sono. Vincent Monadé, Presidente del centro nazionale del libro francese, ha scritto un libro breve e divertente che s’intitola “Come far leggere gli uomini della vostra vita”.
Eppure per molto tempo la lettura è stata considerata un’attività pericolosa per le donne perché le faceva evadere dalla loro vita di mogli e madri. Vedi Madame Bovary che è diventata quello che era proprio per aver letto dei romanzi.
La letteratura ha una grande potenza emancipatrice, sostiene Monadé, ed è un peccato che i maschi se ne privino. I ragazzi smettono di leggere verso i 13, 14 anni. Il perché nessuno lo sa, ma questa tendenza si sta accentuando. Dopo l’adolescenza non ricominciano a leggere romanzi, a differenza delle ragazze il cui rapporto con la letteratura si evolve per tutta la vita. I maschi smettono di leggere per piacere e cominciano a leggere cose utili, per lavoro. Leggono libri scientifici e libri di storia, giornali e se proprio devono evadere, fumetti: in questo superano le donne. Gli uomini leggono per approfondire la loro conoscenza, le donne per evadere. Continua a leggere Gli uomini leggono per aggiustare, le donne per evadere

Il punto cieco di Javier Cercas

Quando lo hanno invitato a tenere una serie di conferenze di Letteratura Comparata all’Università di Oxford, Javier Cercas ha temuto che fosse uno scherzo e si è ricordato di quanto gli aveva raccontato il suo editor spagnolo Miguel Aguilar.
“Da giovane Miguel giocava a rugby e, un giorno, uno dei suoi compagni di squadra ricevette la notizia che era stato convocato dalla Nazionale spagnola. Il compagno di Miguel non era un gran giocatore, in realtà era un giocatore fra i tanti, se non uno dei peggiori della squadra, però, superato il primo momento di perplessità, entrò in uno stato di euforia, sentì che finalmente veniva riconosciuto il suo talento di rugbista e trascorse un fine settimana meraviglioso, godendosi quel riconoscimento inatteso; finché il lunedì gli comunicarono la cattiva notizia: non era stato convocato dalla Nazionale, il convocato era un altro, si era verificato uno spiacevole errore”.

Quando Cercas è stato chiamato a tenere delle conferenze che prima di lui erano state affidate a George Steiner, Vargas Llosa e Umberto Eco, ha temuto lo scherzo o l’errore, ma si è preparato come se fosse vero.  Continua a leggere Il punto cieco di Javier Cercas

Tra i diritti del lettore c’è anche quello di buttare i libri dal finestrino
Bentornato Pennac!

Correva l’anno 1992 quando Daniel Pennac venne a Roma per presentare Come un romanzo, un breve saggio in cui enunciava i famosi dieci diritti del lettore: quello di non leggere, di saltare le pagine, di non finire il libro, di rileggere, di spizzicare e così via. Allora stavo facendo la pratica per diventare pubblicista ed essendo un’appassionata lettrice dei suoi romanzi, sono corsa a via Ripetta, dove lo presentava insieme a Domenico Starnone e Stefano Benni. In quell’occasione ci comunicò che avrebbe pubblicato un quarto e ultimo romanzo della saga di Malaussène e poi basta, fine.
E invece no. 22 anni dopo la pubblicazione de Il signor Malaussène, apparso nel 1995, Daniel Pennac sforna Il caso Malaussène (titolo originale Ils m’ont menti), quinto romanzo della serie. Perciò ieri mi sono precipitata alla presentazione alla Feltrinelli di via Appia, a Roma.   Continua a leggere Tra i diritti del lettore c’è anche quello di buttare i libri dal finestrino
Bentornato Pennac!

Breve trattato sulle coincidenze
di Domenico Dara

Un postino riflessivo e solitario non resiste alla tentazione di leggere le lettere che consegna nel paesino in cui vive e dove apparentemente non succede niente. Il postino, tante volte nella vita ha desiderato trasformarsi in un oggetto per spiare l’intimità della gente. “Cosa c’è di male, in fondo, a leggere la corrispondenza altrui?”
Inizia allora ad aprire tutte le lettere che lo incuriosiscono “scoprendo così nella corrispondenza segreta del paese un mondo straordinario in cui tutti sembravano avere una vita parallela fatta di confessioni, segreti, amori, dolori clandestini”.
La lettera che più lo incuriosisce è scritta con una calligrafia che sembra la sua. E’ una lettera d’amore per una donna la cui vita è “stipata tra una pila di piatti lordi e montagne di panni da stirare”. E lo stupore non finisce qui perché questa lettera assomiglia molto a una che lui stesso ha scritto diversi anni prima e che non ha mai spedito.   Continua a leggere Breve trattato sulle coincidenze
di Domenico Dara

Non è un paese per vecchi
e la teoria delle finestre rotte

Mark Powell Envelopes

Mentre Llewelyn Moss va a caccia di antilopi nei territori selvaggi al confine tra Texas e Messico, si ritrova in un posto pieno di cadaveri, dove c’è stato un regolamento di conti tra narcotrafficanti. Moss, un reduce dal Vietnam che vive con la sua giovane compagna in una roulotte, non resiste alla tentazione di prendere la valigetta con un bottino di oltre due milioni di dollari. Non sa in che guaio si sta ficcando perché tutti cominciano a corrergli dietro, a partire da una schiera di ferocissimi narcotrafficanti, seguiti dal killer psicopatico Anton Chigurh e infine dallo sceriffo Ed Tom Bell, che vorrebbe trovarlo prima degli altri per salvarlo.
Non è un paese per vecchi è un thriller, pieno di inseguimenti.  Continua a leggere Non è un paese per vecchi
e la teoria delle finestre rotte

Notte prima dello Strega

Per il terzo anno, la libreria Scripta Manent, a Roma, ha organizzato un incontro con tutti i candidati al Premio Strega, prima che la giuria si riunisca per scegliere la dozzina finale. Ora i candidati sono 27. Organizzato da Lina Monaco, il reading dà a ogni scrittore circa 20 minuti di tempo per raccontare in breve il proprio libro e leggere un brano a piacere. Poi si brinda con un goccio di Strega. Una bella iniziativa che permette di vedere da vicino questi scrittori e ascoltare la loro voce mentre leggono la propria opera.

Allora cominciamo. Il primo è Paolo Cognetti che ha scritto Le otto montagne, pubblicato da Einaudi. Arriva abbronzato come un montanaro. La montagna è il posto in cui i suoi genitori si sono conosciuti e innamorati, è una passione comune, il luogo su cui si fonda il loro rapporto e dove lo portavano da bambino.  Continua a leggere Notte prima dello Strega