L’amico americano
di Wenders e Highsmith
al Festival del Giallo Tedesco

Nell’intervista che precede la proiezione del film, Wim Wenders racconta com’è nato L’amico americano. Lui adorava Patricia Highsmith e così cercò di acquistare i diritti del suo romanzo preferito. Gli risposero che erano già stati acquistati da uno studio americano. Allora ci riprovò con i diritti del suo secondo romanzo preferito, ma gli dissero che erano già stati presi da uno studio americano. La cosa andò avanti per un po’ e l’ultima risposta la ebbe direttamente dalla Highsmith: “Ho saputo che lei vuole comprare i diritti di tutti i miei romanzi. Venga a trovarmi”. Continua a leggere L’amico americano
di Wenders e Highsmith
al Festival del Giallo Tedesco

Breve trattato sulle coincidenze
di Domenico Dara

Un postino riflessivo e solitario non resiste alla tentazione di leggere le lettere che consegna nel paesino in cui vive e dove apparentemente non succede niente. Il postino, tante volte nella vita ha desiderato trasformarsi in un oggetto per spiare l’intimità della gente. “Cosa c’è di male, in fondo, a leggere la corrispondenza altrui?”
Inizia allora ad aprire tutte le lettere che lo incuriosiscono “scoprendo così nella corrispondenza segreta del paese un mondo straordinario in cui tutti sembravano avere una vita parallela fatta di confessioni, segreti, amori, dolori clandestini”.
La lettera che più lo incuriosisce è scritta con una calligrafia che sembra la sua. E’ una lettera d’amore per una donna la cui vita è “stipata tra una pila di piatti lordi e montagne di panni da stirare”. E lo stupore non finisce qui perché questa lettera assomiglia molto a una che lui stesso ha scritto diversi anni prima e che non ha mai spedito.   Continua a leggere Breve trattato sulle coincidenze
di Domenico Dara

E’ ricca, la sposo e l’ammazzo
L’uomo che metteva in ordine il mondo
L’humor nero di Jack Ritchie e di Fredrik Backman

A Natale, quando tutti sono più cattivi, ho letto una raccolta di racconti, tutti rigorosamente noir, ottimi per affrontare le feste. Si tratta di racconti brevi, che ti catturano, divertenti e con un finale a sorpresa.
E’ ricca, la sposo e l’ammazzo, che dà il titolo alla raccolta, narra di un quarantacinquenne che è vissuto grazie all’eredità paterna e una volta finita, ritenendo che quelli che si divertono a lavorare siano dei masochisti, non gli resta che una risorsa: il matrimonio.
“Non ero mai stato contrario a questa istituzione, per gli altri. Mi rendo conto che il cervello medio deve tenersi occupato con qualcosa, che sia il lavoro, i fumetti o il matrimonio. In ogni caso, sono sempre stato felice della mia posizione di indipendenza, e la prospettiva di entrare a far parte di una ‘squadra’ – seppure in una squadra di due persone – era molto deprimente per me. Ma non avevo un centesimo ed era necessario che mi tuffassi nel matrimonio”. Continua a leggere E’ ricca, la sposo e l’ammazzo
L’uomo che metteva in ordine il mondo
L’humor nero di Jack Ritchie e di Fredrik Backman

La La Land

Quando il rumore di fondo di un ingorgo stradale si trasforma in musica, di radio in radio, fino a diventare una canzone irresistibile, che coinvolge i guidatori in una coreografia trascinante, allora sai che stai per vedere qualcosa di speciale. La sequenza di apertura di La La Land è una delle più efficaci degli ultimi anni, ed è solo l’inizio di un film che entusiasma fino ai titoli di coda.
Damien Chazelle, talentuoso regista e sceneggiatore di un’opera prima del calibro di Whiplash, è riuscito nel difficile compito di superare se stesso con una naturalezza quasi sfacciata. Continua a leggere La La Land

American Pastoral

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L’abbiamo sempre detto, gli adattamenti cinematografici dai romanzi sono operazioni rischiose. E i passaggi da davanti a dietro la macchina da presa non lo sono da meno. Onore al merito quindi a Ewan McGregor che, alla sua prima volta da regista, si è imbarcato nell’impresa di portare sul grande schermo un romanzo importante come Pastorale Americana di Philip Roth.

Sulla figura mitologica del grande romanzo americano si dibatte, se ne parla, si indicano di volta in volta i papabili, si creano fazioni… personalmente ho delle idee molto vaghe in proposito, ma leggendo Pastorale Americana non si può negare che gli ingredienti ci siano tutti. Vicende personali, analizzate miniaturisticamente a livello psicologico, finiscono con l’intrecciarsi alla Storia e all’identità degli Stati Uniti. Continua a leggere American Pastoral

N-Capace

De Chirico L'enigma di un giornoSpeaking with director, producer, actress and writer Eleonora Danco about her most recent brainchild, N-Capace, I openly confessed to her that upon reading the synopsis/presentation of her docu-movie I was not optimistic. It read:
“This movie is about a woman’s conflict with her father, after her mother’s death […] In this journey between Terracina and Rome, amidst the grief that overcomes her, she speaks to elders and teenagers. […] [T]hus two generations having in common emptiness and anxiety undergo comparison.”

I told Eleonora I was wary of yet another neo-neo-realism movie with feminist undertones… and that frankly, the only thing that had caught my attention was Terracina. Having spent considerable time in the unassuming seaside town, I became curious regarding what movie could have come out of that place. Continua a leggere N-Capace

50 sfumature di grigio. Il film

50-sfumature-di-grigio1Che l’adattamento cinematografico del primo capitolo della acclamata, odiata, incensata ma sicuramente molto venduta trilogia di E.L.James sarebbe stato un successo al botteghino era assolutamente prevedibile. Il film ha incassato in un paio di settimane circa 15 milioni di euro solo in Italia. Tutti hanno voluto vedere Mr Grey in carne, ossa e “frustino”: sia chi ha amato i libri, sia chi afferma di averlo fatto solo per curiosità.
Molte erano le scelte editoriali possibili nell’affrontare la sceneggiatura: avrebbero potuto raccontarci il lato oscuro, tormentato e vulnerabile che c’è alla base delle preferenze sessuali di Christian Grey e il perché questo mondo eserciti un fascino sull’ingenua Anastasia, oppure scegliere una narrazione più semplice, inevitabilmente superficiale, che ponesse l’accento sulla storia d’amore classica in cui il lato perverso fosse mostrato solo come aggiunta coreografica e non esplorato nei suoi significati più reconditi. Scegliere la favola edulcorata o affondare la lama come il Lars von Trier di Nynphomaniac? Continua a leggere 50 sfumature di grigio. Il film