Notte prima dello Strega

Per il terzo anno, la libreria Scripta Manent, a Roma, ha organizzato un incontro con tutti i candidati al Premio Strega, prima che la giuria si riunisca per scegliere la dozzina finale. Ora i candidati sono 27. Organizzato da Lina Monaco, il reading dà a ogni scrittore circa 20 minuti di tempo per raccontare in breve il proprio libro e leggere un brano a piacere. Poi si brinda con un goccio di Strega. Una bella iniziativa che permette di vedere da vicino questi scrittori e ascoltare la loro voce mentre leggono la propria opera.

Allora cominciamo. Il primo è Paolo Cognetti che ha scritto Le otto montagne, pubblicato da Einaudi. Arriva abbronzato come un montanaro. La montagna è il posto in cui i suoi genitori si sono conosciuti e innamorati, è una passione comune, il luogo su cui si fonda il loro rapporto e dove lo portavano da bambino.  Continua a leggere Notte prima dello Strega

Il cadavere parla
Workshop sul giallo

Quando leggi un romanzo giallo, o guardi un thriller a volte ti dici: “No, questo non sta né in cielo, né in terra!” Come si fa ad essere verosimili quando si scrive un giallo? Per scoprirlo l’Ewwa, l’associazione delle scrittrici europee, ha radunato un gruppetto di esperti. Tra questi c’è Antonio Del Greco, ex dirigente della Omicidi e della squadra mobile di Roma, si è occupato del delitto di via Poma, del Canaro e della Banda della Magliana. E’ stato tra l’altro consulente per serie tv come Distretto di Polizia, La squadra e Ris.

La prima cosa che mi dà fastidio nel vedere un interrogatorio è il poliziotto che parla e racconta all’interrogato come sono andati i fatti. E’ una cosa assurda che non si deve fare, anche perché la realtà la conoscono solo la vittima e l’assassino, perciò se ti sbagli, quello capisce che non sai cos’è successo. Quindi meno parli e meglio è.  Continua a leggere Il cadavere parla
Workshop sul giallo

All’incrocio fra la Biblioteca Marconi e 66thand2nd
c’è ‘Tokyo transit’ di Fabrizio Patriarca

Con i suoi 3.000 metri quadrati la Biblioteca Marconi è la più grande di Roma. Nei suoi tre piani ci sono lo spazio per i bambini, la sala mostre, la grande sala di lettura, quella per il cinema, la caffetteria, l’emeroteca, la sala dei corsi di italiano per stranieri, l’ufficio interculturale, il salotto per il gruppo di lettura, gli spazi per facilitare l’accesso al digitale e altro ancora.
In questi giorni, dal 15 al 18 dicembre, la biblioteca organizza Il Suq del Libro: cinque incontri con cinque editori che raccontano il loro mestiere, presentano libri e si confrontano 66thand2nd_400x400con il pubblico. L’editore di venerdì pomeriggio è 66thand2nd e lo scrittore è Fabrizio Patriarca. Ecco cosa pubblicano e come lavorano. Continua a leggere All’incrocio fra la Biblioteca Marconi e 66thand2nd
c’è ‘Tokyo transit’ di Fabrizio Patriarca

Il fattore Borges
seconda parte

Il fattore Borges Cover

Lo scrittore argentino Alan Pauls ha presentato a Roma
Il fattore Borges
(vedi qui la prima parte)

Ora io posso parlarvi di come e perché ho scritto Il fattore Borges. E’ stato in parte scritto per un incarico, avuto verso la fine degli anni Novanta, quando si avvicinava il centenario della nascita di Borges. Ma la mia è stata anche la risposta a una stanchezza rispetto alle critiche fatte a Borges, un fastidio e un’irritazione che mi suscitava il fatto che la molteplicità di Borges fosse soffocata da una serie di luoghi comuni che pesavano su di lui per cui era considerato una sorta di saggio, un po’ autistico, che scriveva dalla sua torre d’avorio testi che non tutti potevano capire.  Continua a leggere Il fattore Borges
seconda parte

Noi adoratori di Borges

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In piazza Ponte Milvio, davanti al bar libreria Pallotta, lo scrittore argentino Alan Pauls presenta il suo libro Il fattore Borges. Con lui, malgrado abbia l’influenza, c’è Goffredo Fofi. L’incontro avviene in mezzo a gente che passa da tutti i lati, macchine, autobus, motorini, il suono dei clacson, donne e bambini a passeggio, uomini e cani, gente che va nella vicina trattoria, o che ne esce per fumare, oppure si dirige negli svariati locali del quartiere. E intanto noi, qui seduti, con l’impressione di stare al centro di tutto, cerchiamo di capire che cos’è Il fattore Borges. Continua a leggere Noi adoratori di Borges

Süden. Il caso dell’oste scomparso di Friedrich Ani
a Più libri Più liberi

IMG_2784Lo scrittore Friedrich Ani, uno dei migliori giallisti tedeschi, tra Filippo La Porta e Giancarlo De Cataldo, alla presentazione del suo romanzo: il 1° pubblicato in Italia, il 16° della serie.

Filippo La Porta
Qualche anno fa ho scritto una cosa contro il giallo, perciò ogni tanto mi invitano a qualche convegno come nemico ufficiale del giallo italiano. Io ho mosso alcune obiezioni fondamentali al giallo, o al noir, però leggendo il libro di Friedrich Ani ho avuto la sensazione che lui, involontariamente, replicasse alle mie obiezioni. La prima obiezione al genere è il fatto che mettere in scena dei serial killer e delle azioni efferate sia un pretesto perché non si sa raccontare la quotidianità. Per me il serial killer non è interessante, secondo me è più interessante il male. Non il male dispiegato, ma il male potenziale, il male incerto, ed effettivamente il libro di Ani ci racconta proprio la quotidianità, i conflitti famigliari tra madre e figlio, il conflitto di coppia. Un’altra obiezione che facevo al noir è che in un certo senso ci fa identificare con i criminali e ci rende indifferenti alle vittime, quindi è tutto un po’ sadomaso. Continua a leggere Süden. Il caso dell’oste scomparso di Friedrich Ani
a Più libri Più liberi

Come accade che il tempo che abbiamo vissuto diviene la nostra vita?
Gli anni di Annie Ernaux

Pippo OnoratiLa presentazione de’ Gli anni, all’interno di Più Libri, a Roma, era nata sotto i migliori auspici. Una lunga fila attendeva fuori dalla sala Diamante, dove si stava svolgendo l’incontro con Erri De Luca, anche quello parecchio affollato. Finalmente loro escono e noi entriamo, la sala è gremita, molti restano in piedi. Oltre alla scrittrice Annie Ernaux, classe 1940, che dunque ha 75 anni, sono presenti il suo traduttore Lorenzo Flabbi, che per l’occasione le fa da interprete, e Marcello Fois.
Sarà che questo è un libro insolito e dunque non è facile parlarne, ma tra la lettura di Sonia Bergamasco – che “ha il capo sulle spalle come un lume” e legge dei lunghi pezzi con cadenza monotona e drammatica – e gli interventi di Marcello Fois, vagamente irreali, a poco a poco la gente ha cominciato ad alzarsi e ad andarsene. L’impressione è che si sia trattato di un dialogo tra sordi. Continua a leggere Come accade che il tempo che abbiamo vissuto diviene la nostra vita?
Gli anni di Annie Ernaux