Festival: Letterature


Parte stasera a Roma, con Don De Lillo, il festival Letterature. Dieci appuntamenti con scrittori italiani e stranieri nella meravigliosa Basilica di Massenzio, al Foro Romano. Quest’anno gli autori leggeranno i loro inediti sul tema storia/storie. Il festival si concluderà il 23 giugno con un omaggio a Elsa Morante. Vedi il programma.

Al Macro di Roma: A Road To Contemporary Art

Dal 5 all’8 maggio si è svolta al Macro, nelle grandi strutture dell’ex mattatoio, la quarta edizione della fiera dell’arte contemporanea: A Road To Contemporary Art. Erano presenti circa 80 gallerie italiane e straniere che hanno proposto il meglio delle nuove tendenze artistiche. Per avere un’idea guardate il video qui sotto.

David Grossman: vedere gli altri dal di dentro

David Grossman è uno dei più grandi scrittori contemporanei. E’ autore di romanzi, saggi e libri per bambini. Scrive inoltre su diversi quotidiani. Nato e vissuto a Gerusalemme, è un grande fautore della pace e del dialogo tra israeliani e palestinesi. Siamo andati a sentirlo alla Festa del libro e della lettura di Roma, dove è stato intervistato da Marino Sinibaldi.
SINIBALDI Perché si scrive? Tu parli del desiderio di “conoscere gli altri dall’interno”, che è anche il titolo di uno dei tuoi saggi.

GROSSMAN Da una parte c’è l’istinto di raccontare storie che trova il suo corrispettivo nell’istinto parallelo di ascoltare storie. Poi c’è il desidero di conoscere l’altro dall’interno. C’è l’istinto di riconosce una storia tra le tante cose che ci vengono incontro ogni giorno e l’esigenza di condividerla con gli altri.
Con i miei figli, ogni volta che uno di loro era nervoso e arrabbiato, quando faceva i capricci e si buttava per terra, avevo l’abitudine di dire: “C’era una volta un gatto…” e immediatamente si fermavano. Quando mi chiedono se i libri avranno un futuro – visto il digitale e tutto il resto – io rispondo che si trasformeranno in tante cose diverse, ma nulla danneggerà la possibilità di raccontare storie.

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“Libri come”: festa del libro e della lettura

Ritorna a Roma “Libri come”, la festa del libro e della lettura. L’edizione 2011 dedica un ampio spazio all’editoria digitale e nel biblet cafè sarà possibile toccare e “sfogliare” diversi ebook. Saranno presenti autori italiani e stranieri, tra cui: David Grossman, Zygmunt Bauman, Tahar Ben Jelloun, Nicole Krauss, Elmore Leonard, Andrea Camilleri, Stefano Bartezzaghi, Carlo Lucarelli, Enzo Bianchi e Claudio Magris.  La festa si svolgerà dal 1 al 10 Aprile 2011 all’Auditorium di Roma.

Più Libri Più Liberi

Dal 4 all’8 dicembre si è svolta, a Roma, Più Libri Più Liberi, la Fiera Nazionale della piccola e media editoria. I visitatori sono stati 52 mila. Erano presenti più di 400 editori con oltre 50 mila titoli. 
Nell’ultimo anno i titoli degli ebook si sono più che triplicati e ora coprono l’1,5% dei titoli. 5900 sono gli ebook in italiano e la loro lettura interessa più di un milione di persone.

Butterfly In Sleep di Mazdak Mirabedini

Vado a vedere Butterfly In Sleep, un film iraniano che parla di psicoanalisi. Fa parte di Asiatica, il festival del cinema orientale che si svolge in questo periodo a Roma. Iran e psicoanalisi insieme non hanno un grosso appeal e infatti tutti gli amici, per un motivo o per l’altro, mi danno buca. Alla fine ne arriva uno, quando la sala è già buia, ma fatalmente… si addormenta.
Il regista Mazdak Mirabedini ha 34 anni e ha studiato negli Stati Uniti. Prima di cominciare ci dice che ha già fatto un film noioso, che questo è il suo secondo film, che da 85 minuti è diventato di 65, che spera che non ci annoieremo.
Il film racconta di uno psicoanalista che ogni tre mesi incontra i nuovi pazienti e ne sceglie uno da prendere in cura. Come in un crudele concorso, questi sono al corrente della situazione, sanno che soltanto uno di loro verrà scelto.
Mi chiedo se una simile pratica sia lecita, se questo è successo davvero e se il regista è stato scelto, visto che alla fine ci dice che è stato otto anni in analisi.

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Last Night di Massy Tadjedin

Mentre eravamo di fuori in fila, aspettando di entrare, un amico ci ha detto che il film aveva avuto pessime recensioni. Stiamo parlando di Last night, il film che ha aperto il Festival internazionale del film di Roma. Perciò mi apprestavo a vedere un’altra schifezza americana dopo Somewhere e Mangia, prega, ama e invece Last night mi è piaciuto e mi ha anche fatto pensare. Scusate, ma ve lo racconto.

Keira Knightley

Lei, Keira Knightly, è una tipa anoressica che quando la vedi in canottiera ti prende un colpo: sembra un ragazzo tisico. Però ha una faccia carina e nel film fa la parte di una ricca, bella e felice, sposata con un tipo anche lui bello e tutto il resto (Sam Worthington, il protagonista di Avatar). I due vanno a una festa e lei vede che il marito è attratto da una bella donna (Eva Mendes) che invece non è per niente anoressica e con cui lui lavora da diversi mesi, senza avergliene mai parlato.
Questo passaggio è reso proprio bene. Si capisce che quei due si piacciono, ma è qualcosa d’ineffabile e impalpabile. E’ il linguaggio muto dell’attrazione. Tornati a casa lei, Keira, gli fa una scenata di gelosia e se ne va a dormire sul divano, dopo che lui, messo alle strette, ha ammesso che l’altra gli piace. Più tardi, lui la raggiunge, le dice che la ama e va a preparare qualcosa da mangiare in una bellissima cucina che sembra quella di un ristorante, piuttosto che quella di una casa. Dopo lo spuntino notturno i due si riappacificano. Ormai per lui è quasi ora di partire per il viaggio di lavoro con la bella collega.
Keira, che è una scrittrice e giornalista free lance, va a fare colazione al bar e incontra un suo ex di passaggio a New York. Lui in realtà è andato lì proprio per cercarla e si capisce subito che tra i due c’è stato qualcosa di speciale. Si capisce che vedendosi provano un’emozione forte e che hanno una straordinaria sintonia. Lui va al lavoro, ma si danno appuntamento per la sera.
Il film si svolge in “tempo reale”. Vediamo in montaggio alternato quello che fa il marito in viaggio e quello che fa la moglie.
La sera, la temperatura dei due rapporti sale e il marito si ritrova da solo con la cubana che lo corteggia, gli chiede se ha mai tradito, se vuole farlo etc. Intanto a New York abbiamo capito che i due sono stati insieme per un periodo non troppo lungo, che è stato bello ma non ha funzionato, che tra loro c’è qualcosa di irrisolto, di interrotto e quindi inesauribile. La loro attrazione reciproca non è mai finita, forse perché il rapporto non è stato vissuto fino in fondo? Non si sa, ma è così per entrambi. Lo prova anche il fatto che lei non ha mai parlato di lui al marito. Insomma abbiamo proprio l’impressione che questi due si amino. Insieme sono deliziosi, anche quando incontrano gli amici di lui che li scambiano, ovviamente, per due fidanzatini. Continua a leggere Last Night di Massy Tadjedin