Louis Corkill, lo scrittore cieco di Butte
in “Paura nel plenilunio”

Paura nel plenilunio Louis CorkillI lettori italiani del Giallo Mondadori trovarono il numero 268 della collana in edicola il 20 marzo 1954, un sabato. Il giorno prima era stato plenilunio e il titolo del romanzo era, per uno strano scherzo del destino, Paura nel plenilunio. La copertina raffigurava una scena in cui, sotto la luce spettrale della luna e con un paesaggio disabitato alle spalle, una ragazza evidentemente spaventata stava con le gambe immerse nell’acqua di un lago, mentre sulla sponda più vicina un uomo magrissimo e con una gamba di legno si protendeva verso di lei, non si sa se per aggredirla o per difenderla.
Il titolo originale, a pagina 2, era riportato con un refuso, Fish Lame. In realtà era Fish Lane, il nome dell’immaginaria località in cui era ambientata la storia, un misero villaggio affacciato su un laghetto, sulle pendici nord-orientali delle Montagne Rocciose.Logo Pagine gialle fisso La vicenda era di quelle che catturavano subito l’attenzione del lettore esigente: cornice insolita ma
realistica, personaggi ben delineati, intreccio in cui la suspense comincia a crescere dalla prima pagina e non si dissolve fino all’ultima.  Continua a leggere Louis Corkill, lo scrittore cieco di Butte
in “Paura nel plenilunio”

22.11.63 di Stephen King
#SavingKennedy

Comprimere 768 pagine di narrazione, tanto è lungo 22.11.63 di Stephen King, in otto puntate di una miniserie, pare una sfida ardua, ma è riuscita comunque egregiamente.
La fiction televisiva statunitense del 2016 ha debuttato il 15 febbraio su Hulu, il canale streaming rivale di Netflix, con J.J. Abrams (creatore di Lost), Stephen King, Bryan Burk e Bridget Carpenter nelle vesti di produttori esecutivi. Al momento in Italia è in onda su Sky.
La domanda a cui romanzo e serie vogliono rispondere è: che cosa sarebbe successo all’America e al mondo intero se Kennedy non fosse morto? Continua a leggere 22.11.63 di Stephen King
#SavingKennedy

I migliori libri dell’anno in Francia

maglia blu righe fuma

A dicembre, la rivista francese Lire, stila una lista dei migliori libri dell’anno. Le loro scelte, anche se non sempre pubblicate in Italia, Bandiera_animata_flag_Francia_navalesono molto interessanti e varie. Usare il filtro di un’altra lingua e di un altro paese è comunque una ricchezza. Ecco dunque alcuni dei migliori libri francesi. Continua a leggere I migliori libri dell’anno in Francia

Vengo da un paese dove si ride ai funerali e si festeggiano i divorzi. African Psycho
Intervista ad Alain Mabanckou

Alain Mabanckou-Alain Mabanckou
Io sono nato in Congo che è un piccolo paese di quattro milioni di abitanti che parlano francese. Lì ci sono parecchi scrittori. Tutti vogliono scrivere in Congo, perciò diciamo che abbiamo quattro milioni di abitanti e quattro milioni di scrittori. Sono nato in una famiglia piccola perché sono figlio unico, cosa che è piuttosto rara in Africa, dove si crede che ci siano 32, 34 fratelli per famiglia. Sono arrivato in Francia quando avevo 22 anni per studiare diritto e diventare avvocato, o giudice, ma sono diventato scrittore. Fino ad ora ho pubblicato 11 romanzi scritti in francese, delle raccolte di poesie e dei saggi. Logo Pagine gialle fissoE sono professore di letteratura all’Università della California (UCLA), a Los Angeles, da tredici anni. African Psycho e Pezzi di vetro (Verre cassé) sono i romanzi che mi hanno fatto conoscere in Francia e sono contento che siano stati tradotti in italiano. Continua a leggere Vengo da un paese dove si ride ai funerali e si festeggiano i divorzi. African Psycho
Intervista ad Alain Mabanckou

Süden. Il caso dell’oste scomparso di Friedrich Ani
a Più libri Più liberi

IMG_2784Lo scrittore Friedrich Ani, uno dei migliori giallisti tedeschi, tra Filippo La Porta e Giancarlo De Cataldo, alla presentazione del suo romanzo: il 1° pubblicato in Italia, il 16° della serie.

Filippo La Porta
Qualche anno fa ho scritto una cosa contro il giallo, perciò ogni tanto mi invitano a qualche convegno come nemico ufficiale del giallo italiano. Io ho mosso alcune obiezioni fondamentali al giallo, o al noir, però leggendo il libro di Friedrich Ani ho avuto la sensazione che lui, involontariamente, replicasse alle mie obiezioni. La prima obiezione al genere è il fatto che mettere in scena dei serial killer e delle azioni efferate sia un pretesto perché non si sa raccontare la quotidianità. Per me il serial killer non è interessante, secondo me è più interessante il male. Non il male dispiegato, ma il male potenziale, il male incerto, ed effettivamente il libro di Ani ci racconta proprio la quotidianità, i conflitti famigliari tra madre e figlio, il conflitto di coppia. Un’altra obiezione che facevo al noir è che in un certo senso ci fa identificare con i criminali e ci rende indifferenti alle vittime, quindi è tutto un po’ sadomaso. Continua a leggere Süden. Il caso dell’oste scomparso di Friedrich Ani
a Più libri Più liberi

Guardate The Americans!
Parola di Stephen King

The_AmericansIl maestro della suspense Stephen King, interrogato nel 2013 su quale fosse la migliore serie TV dell’anno, non ha avuto dubbi nell’indicare The Americans. Nel 2013 la prima stagione è stata trasmessa sul canale via cavo FX, poi c’è stata una seconda stagione, già proposta in Italia da Sky, dove è appena partita la terza stagione. E visto il successo di critica e pubblico, che aumenta a ogni nuova sceneggiatura, è già prevista una quarta serie. The Americans infatti, a differenza di altre serie che perdono verve andando avanti, è un intrigo che cresce in complessità senza annoiare, ma anzi, i personaggi in gioco acquistano uno spessore crescente. La storia, in breve, è la seguente: Continua a leggere Guardate The Americans!
Parola di Stephen King

Intervista a Pierre Lemaitre

Lemaitre“In Francia ci sono solo tre cose che possono cambiarvi la vita radicalmente: il colpo di fulmine, l’infarto e il Goncourt. Io ho avuto il Goncourt”.
Insegnante, sceneggiatore, grande scrittore di gialli, Pierre Lemaitre ha vinto il Premio Goncourt nel 2013 con Ci rivediamo lassù che è un libro straordinario. Questo erede del ‘romanzo popolare’ è pieno d’umorismo e i
suoi romanzi hanno un ritmo incalzante anche quando non sono gialli.  Eccolo intervistato da Antonio D’Orrico all’Auditorium di Roma.

Che consigli darebbe a un giovane che vuole scrivere romanzi gialli?
Il romanzo giallo è molto particolare. E’ l’unico tipo di romanzo che comincia sempre dalla fine. Comincia con il delitto, con il crimine, e ripercorre a ritroso una storia che è finita. Questo costringe a fare una sorta di ginnastica piuttosto complicata, tanto più che si tratta del genere nel quale ci sono dei vincoli molto stringenti da rispettare. Per fare un vero e proprio romanzo giallo ci vuole suspense, ci vogliono dei rimbalzi, delle false piste, degli indizi, il colpevole, un commissario, un investigatore, dei complici. Ecco, tutti questi ingredienti sono necessari per cui io direi che un buon romanzo giallo è il risultato di uno slalom tra tutti questi paletti. Perciò gli direi: allenati a fare lo slalom. Continua a leggere Intervista a Pierre Lemaitre