Tre donne vivevano in un paesino. La prima era cattiva, la seconda bugiarda e la terza egoista.
‘Ninfee nere’ di Michel Bussi

ninfee-monetQuesto romanzo ha un’ambientazione straordinaria e un inizio irresistibile. Si svolge nel paesino di Giverny, vicino allo stagno con le ninfee e la casa del pittore. Ci sono tre donne, una vecchia, una bella, una bambina, un ispettore con la battuta pronta, il torrione da cui la donna più anziana che sembra una strega, controlla tutto quello che succede.
Giverny è il luogo dove “il pittore strampalato ha deviato il corso di un fiume per creare uno stagno e si è rinchiuso per trent’anni a dipingere ninfee”. Stiamo parlando di Claude Monet ovviamente. Continua a leggere Tre donne vivevano in un paesino. La prima era cattiva, la seconda bugiarda e la terza egoista.
‘Ninfee nere’ di Michel Bussi

Sangue sulla Beat Generation
Burroughs uccide la moglie giocando a Guglielmo Tell

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Il movimento Beat nasce a New York intorno al 1950 e i suoi capofila sono Allen Ginsberg e Jack Kerouac. Le sue caratteristiche principali sono ribellione, innovazione nello stile, abbondante sperimentazione di droghe, libertà sessuale, interesse per le religioni orientali, rifiuto del materialismo e rappresentazioni crude della condizione umana: insomma, tutte cose che prima si erano già viste, ma mai tutte insieme. Il termine “beat” assume diversi significati: secondo Kerouac (che, a modo suo, era religiosissimo) intende uno stato di beatitudine; secondo altri, sta per “abbattuto” (dalle droghe e dall’emarginazione), ma anche per “ribellione” o “battito” e “ritmo”, questi ultimi in riferimento alla musica Jazz, in particolare quella di Charlie Parker. Continua a leggere Sangue sulla Beat Generation
Burroughs uccide la moglie giocando a Guglielmo Tell

Louis Corkill, lo scrittore cieco di Butte
in “Paura nel plenilunio”

Paura nel plenilunio Louis CorkillI lettori italiani del Giallo Mondadori trovarono il numero 268 della collana in edicola il 20 marzo 1954, un sabato. Il giorno prima era stato plenilunio e il titolo del romanzo era, per uno strano scherzo del destino, Paura nel plenilunio. La copertina raffigurava una scena in cui, sotto la luce spettrale della luna e con un paesaggio disabitato alle spalle, una ragazza evidentemente spaventata stava con le gambe immerse nell’acqua di un lago, mentre sulla sponda più vicina un uomo magrissimo e con una gamba di legno si protendeva verso di lei, non si sa se per aggredirla o per difenderla.
Il titolo originale, a pagina 2, era riportato con un refuso, Fish Lame. In realtà era Fish Lane, il nome dell’immaginaria località in cui era ambientata la storia, un misero villaggio affacciato su un laghetto, sulle pendici nord-orientali delle Montagne Rocciose.Logo Pagine gialle fisso La vicenda era di quelle che catturavano subito l’attenzione del lettore esigente: cornice insolita ma
realistica, personaggi ben delineati, intreccio in cui la suspense comincia a crescere dalla prima pagina e non si dissolve fino all’ultima.  Continua a leggere Louis Corkill, lo scrittore cieco di Butte
in “Paura nel plenilunio”

22.11.63 di Stephen King
#SavingKennedy

Comprimere 768 pagine di narrazione, tanto è lungo 22.11.63 di Stephen King, in otto puntate di una miniserie, pare una sfida ardua, ma è riuscita comunque egregiamente.
La fiction televisiva statunitense del 2016 ha debuttato il 15 febbraio su Hulu, il canale streaming rivale di Netflix, con J.J. Abrams (creatore di Lost), Stephen King, Bryan Burk e Bridget Carpenter nelle vesti di produttori esecutivi. Al momento in Italia è in onda su Sky.
La domanda a cui romanzo e serie vogliono rispondere è: che cosa sarebbe successo all’America e al mondo intero se Kennedy non fosse morto? Continua a leggere 22.11.63 di Stephen King
#SavingKennedy

I migliori libri dell’anno in Francia

maglia blu righe fuma

A dicembre, la rivista francese Lire, stila una lista dei migliori libri dell’anno. Le loro scelte, anche se non sempre pubblicate in Italia, Bandiera_animata_flag_Francia_navalesono molto interessanti e varie. Usare il filtro di un’altra lingua e di un altro paese è comunque una ricchezza. Ecco dunque alcuni dei migliori libri francesi. Continua a leggere I migliori libri dell’anno in Francia

Vengo da un paese dove si ride ai funerali e si festeggiano i divorzi. African Psycho
Intervista ad Alain Mabanckou

Alain Mabanckou-Alain Mabanckou
Io sono nato in Congo che è un piccolo paese di quattro milioni di abitanti che parlano francese. Lì ci sono parecchi scrittori. Tutti vogliono scrivere in Congo, perciò diciamo che abbiamo quattro milioni di abitanti e quattro milioni di scrittori. Sono nato in una famiglia piccola perché sono figlio unico, cosa che è piuttosto rara in Africa, dove si crede che ci siano 32, 34 fratelli per famiglia. Sono arrivato in Francia quando avevo 22 anni per studiare diritto e diventare avvocato, o giudice, ma sono diventato scrittore. Fino ad ora ho pubblicato 11 romanzi scritti in francese, delle raccolte di poesie e dei saggi. Logo Pagine gialle fissoE sono professore di letteratura all’Università della California (UCLA), a Los Angeles, da tredici anni. African Psycho e Pezzi di vetro (Verre cassé) sono i romanzi che mi hanno fatto conoscere in Francia e sono contento che siano stati tradotti in italiano. Continua a leggere Vengo da un paese dove si ride ai funerali e si festeggiano i divorzi. African Psycho
Intervista ad Alain Mabanckou

Süden. Il caso dell’oste scomparso di Friedrich Ani
a Più libri Più liberi

IMG_2784Lo scrittore Friedrich Ani, uno dei migliori giallisti tedeschi, tra Filippo La Porta e Giancarlo De Cataldo, alla presentazione del suo romanzo: il 1° pubblicato in Italia, il 16° della serie.

Filippo La Porta
Qualche anno fa ho scritto una cosa contro il giallo, perciò ogni tanto mi invitano a qualche convegno come nemico ufficiale del giallo italiano. Io ho mosso alcune obiezioni fondamentali al giallo, o al noir, però leggendo il libro di Friedrich Ani ho avuto la sensazione che lui, involontariamente, replicasse alle mie obiezioni. La prima obiezione al genere è il fatto che mettere in scena dei serial killer e delle azioni efferate sia un pretesto perché non si sa raccontare la quotidianità. Per me il serial killer non è interessante, secondo me è più interessante il male. Non il male dispiegato, ma il male potenziale, il male incerto, ed effettivamente il libro di Ani ci racconta proprio la quotidianità, i conflitti famigliari tra madre e figlio, il conflitto di coppia. Un’altra obiezione che facevo al noir è che in un certo senso ci fa identificare con i criminali e ci rende indifferenti alle vittime, quindi è tutto un po’ sadomaso. Continua a leggere Süden. Il caso dell’oste scomparso di Friedrich Ani
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