Centrifugo senza rispetto
di Andrea Alessio Cavarretta

Né uomo, né donna, né angelo, né diavolo, né ali, né peli, né coda… comincia con una serie ininterrotta di negazioni parossistiche la sorprendente raccolta di racconti di Andrea Alessio Cavarretta.
Il testo potrebbe senz’altro definirsi un “romanzo a racconti” perché ogni singola storia è la tappa di un viaggio, una cartolina dell’autore da un luogo della sua anima e del mondo, che lui ha appena scoperto e che ci mostra usando toni diversi e contrastanti: il surreale, il metafisico, il giallo, addirittura il thriller, e poi la commedia, il dramma e anche, perché no, un sofferto realismo.
Il testo si legge quasi come una partitura musicale. I primi sette racconti sono una cavalcata senza fiato nell’assurdo, tra i vizi e le ossessioni di questo mondo fatto di selfie, che vengono riconosciuti e cristallizzati, ma non stigmatizzati. Di fondo, forse, c’è una domanda: si può essere diversi da così? Diversi da chi deve mettere su Facebook qualsiasi cosa, perfino un delitto? Da chi pur di avere successo è disposto a fare un hamburger dalle carni della propria madre? Continua a leggere Centrifugo senza rispetto
di Andrea Alessio Cavarretta

E’ ricca, la sposo e l’ammazzo
L’uomo che metteva in ordine il mondo
L’humor nero di Jack Ritchie e di Fredrik Backman

A Natale, quando tutti sono più cattivi, ho letto una raccolta di racconti, tutti rigorosamente noir, ottimi per affrontare le feste. Si tratta di racconti brevi, che ti catturano, divertenti e con un finale a sorpresa.
E’ ricca, la sposo e l’ammazzo, che dà il titolo alla raccolta, narra di un quarantacinquenne che è vissuto grazie all’eredità paterna e una volta finita, ritenendo che quelli che si divertono a lavorare siano dei masochisti, non gli resta che una risorsa: il matrimonio.
“Non ero mai stato contrario a questa istituzione, per gli altri. Mi rendo conto che il cervello medio deve tenersi occupato con qualcosa, che sia il lavoro, i fumetti o il matrimonio. In ogni caso, sono sempre stato felice della mia posizione di indipendenza, e la prospettiva di entrare a far parte di una ‘squadra’ – seppure in una squadra di due persone – era molto deprimente per me. Ma non avevo un centesimo ed era necessario che mi tuffassi nel matrimonio”. Continua a leggere E’ ricca, la sposo e l’ammazzo
L’uomo che metteva in ordine il mondo
L’humor nero di Jack Ritchie e di Fredrik Backman