Al posto tuo. 2a parte
Così web e robot ci stanno rubando il lavoro

Al posto tuo, il libro che Riccardo Staglianò ha presentato alla biblioteca Moby Dick, parla di come le macchine sostituiscono giornalisti, medici e professori universitari, ovvero del rapporto diretto fra innovazione tecnologica e disoccupazione. Un problema spesso così angosciante che si preferisce non vederlo, aspettare che passi la crisi e che tutto torni come prima. Ma stavolta non sarà così. Questa è la 2a parte, se volete leggere la 1a cliccate qui.

Com’è possibile che colossi come Facebook e Google che non vendono nulla e ti offrono tutto a titolo gratuito, poi hanno delle capitalizzazioni di borsa enormi? Siamo noi che in qualche modo stiamo fornendo loro questa ricchezza? Continua a leggere Al posto tuo. 2a parte
Così web e robot ci stanno rubando il lavoro

Al posto tuo
Così web e robot ci stanno rubando il lavoro

Riccardo Staglianò, giornalista di Repubblica, inviato all’estero che si occupa di giornalismo online e nuovi media, ha scritto Al posto tuo. Così web e robot ci stanno rubando il lavoro. Alla biblioteca Moby Dick, dove lo ha presentato insieme a Giovanni Mazzetti, docente di politica dello sviluppo economico, è nato un discorso davvero interessante sulla relazione, ogni giorno più evidente, fra progresso tecnologico e disoccupazione.

Marzo 2016, il giocatore di go coreano Lee Sedol, uno dei più forti al mondo, è stato battuto da AlphaGo, un computer sviluppato da Google DeepMind, impresa britannica di Intelligenza Artificiale. E’ la prima volta che un software sconfigge un essere umano in questo gioco da sempre considerato inespugnabile dalle macchine perché troppo imprevedibile e creativo, troppo complicato per essere ridotto a mero calcolo.  Continua a leggere Al posto tuo
Così web e robot ci stanno rubando il lavoro

Guida al mestiere del Self Publisher
Intervista a Rita Carla Francesca Monticelli

E’ un’autrice di fantascienza e thriller, sarda, vive a Cagliari, ha iniziato a pubblicare nel 2012 quando Kindle Direct Publishing è arrivato in Italia. Attualmente ha 11 titoli in italiano e 6 in inglese, tutti auto pubblicati, tranne uno pubblicato da Amazon Crossing. In Italia ha venduto circa 13 mila copie, mentre i suoi romanzi tradotti in inglese hanno venduto oltre 170 mila copie. E’ stata considerata uno dei migliori autori italiani indipendenti da Wired Magazine. Segni particolari: parla a raffica, ma come un libro stampato. Nome in rete: Anakina. Questa sua intervista è un’ottima guida al Self Publishing.

Cominciamo dall’inizio. Nel Self Publishing non si lavora da soli ma ci si avvale dell’aiuto di professionisti per le varie fasi di preparazione del libro: editing, beta reading, copertina, correzione di bozze e promozione. Tu di quali collaboratori ti avvali? Continua a leggere Guida al mestiere del Self Publisher
Intervista a Rita Carla Francesca Monticelli

Growth Hacking
Il marketing digitale e innovativo che ha messo fuori uso il marketing

Dropbox, Groupon, Instagram e Pinterest, aziende che pochi anni fa a mala pena esistevano, hanno accumulato miliardi di dollari. Eppure nessuna agenzia pubblicitaria è responsabile del loro successo, nessuna di loro si è avvalsa di risorse da sempre considerate indispensabili. Com’è stato possibile allora? Grazie al growth hacking, un tipo di marketing digitale e innovativo che ha permesso di creare qualcosa dal nulla e farlo diventare enorme. Fare tanto con poco è il paradosso che muove tutti i venditori e gli imprenditori. Con strategie innovative e a basso costo, i growth hacker hanno trasformato le loro aziende in marchi miliardari. Vediamo come. Continua a leggere Growth Hacking
Il marketing digitale e innovativo che ha messo fuori uso il marketing

La straordinaria crescita del
Self Publishing in Italia

ereader-sony-prs-t3Negli ultimi cinque anni 27, 28 mila persone, in Italia, hanno deciso di auto pubblicarsi. Il dato è già di per sé impressionante, ma lo è ancora di più la crescita degli ebook che sono passati dai 146 titoli del 2010, ai 25.817 del 2015. Questi numeri non comprendono Kindle Direct Publishing, la piattaforma di self publishing di Amazon che non rende noti i suoi dati.
Secondo la scrittrice Rita Carla Francesca Monticelli un simile incremento è dovuto proprio al fatto che nel 2010 è comparso Amazon in Italia, e poco dopo, nel 2011, la sua piattaforma per i self publisher. Continua a leggere La straordinaria crescita del
Self Publishing in Italia

Meglio il self publishing o gli editori?
L’autore ibrido

Si potrebbe pensare che si autopubblichi solo chi non ha ancora trovato un editore, ma oggi non è più così. Se sia meglio il self publishing o un editore non è più una scelta evidente. Perciò l’abbiamo chiesto a 5 autori ibridi. Il primo, Riccardo Bruni, un autore di gialli, candidato al Premio Strega con La notte delle falene, sta facendo parlare di sé perché è la prima volta che un auto pubblicato viene candidato allo Strega.

“Tanto per chiarire La notte delle falene non è un self publishing, è stato pubblicato da Amazon Publishing, un editore che da dicembre è attivo anche in Italia. Il mio libro è stato uno dei primi quattro che hanno pubblicato. Però io vengo dal self publishing. Lavorando come self ti trovi a occuparti di tutta una serie di cose che devi imparare a gestire, dal cercarti un buon editor, fino alla grafica della copertina, mentre con un editore ci saranno dei professionisti che cureranno quegli aspetti. Il primo libro che ho autoprodotto superando tutti i vari passaggi è Zona d’ombra alla fine del 2012. Nei primi due, tre mesi, ha venduto qualche migliaio di copie che mi hanno fatto subito salire in classifica. Ti ritrovi accanto a Grisham e lì ti rendi conto che nell’editoria qualcosa è cambiato. Continua a leggere Meglio il self publishing o gli editori?
L’autore ibrido

I mediatori culturali hanno le ore contate. Al loro posto algoritmi e influencer
Intervista a Frédéric Martel

internet Cronache LetterarieNel suo libro Smart, inchiesta sulle reti, Frédéric Martel dice che non è vero che internet porta all’omologazione e alla globalizzazione. Dice che i mediatori culturali tradizionali, i critici, stanno scomparendo e che saranno sostituiti da algoritmi e influencer. Dice che gli scrittori devono essere pagati ad ogni apparizione pubblica. La sua indagine fra le pieghe della rete l’ha fatta, andando fisicamente sul campo. Eccolo intervistato da Loredana Lipperini a Libri Come.

Quando ci si interessa a internet, si pensa che si possa visitare da casa propria col proprio computer. In realtà io ho deciso di fare il contrario. Sono andato sul posto per vedere come funzionavano le cose. Ho lavorato per due, tre anni sul campo, ho intervistato migliaia di persone, in più di cinquanta paesi”. Continua a leggere I mediatori culturali hanno le ore contate. Al loro posto algoritmi e influencer
Intervista a Frédéric Martel