The written word changes abode

Papyrus, parchment, books and finally e-books. The written word has come a long way. Letter by letter, word by word, writing has marched forward, in Indian file, on its calm, inexorable way towards the e-book. It has abandoned its original host and migrated to a fresh platform, where films, music and TV series have already gone. This is a world in which lines follow lines, but do not remain still. Change the size of the characters and the written page turns into a measuring tape which lengthens and shortens according to what it is being used to measure. The e-book has brought about one of the profoundest changes which our society has had to face. The written word forms the instructions by which human civilisation is being built. “On the written word have been built houses, cities and states.” This explains why the topic has aroused such strong reactions: with books, there comes considerable emotive baggage. It is more acute than the transition to the euro!  Continua a leggere The written word changes abode

La scrittura trasloca

Papiri, pergamene, libri e infine ebook. La scrittura ha fatto un lungo viaggio. Lettera dopo lettera, parola dopo parola, in fila indiana continua il suo cammino tranquillo e inesorabile fino all’ebook. Lascia la materia che l’ospitava per trasferirsi su un nuovo supporto, dove si sono già spostati film, musica e serie tv. E’ un mondo in cui le righe si dispongono sempre l’una dopo l’altra, ma non stanno ferme. Cambiano le dimensioni dei caratteri e dunque la pagina diventa come un metro che si allunga e si accorcia a seconda di quello che ci devi misurare.
Quello degli ebook è uno dei mutamenti più profondi che la nostra società si trova ad affrontare. La parola scritta sono le istruzioni con le quali è costruita la civiltà umana. “Su questa abbiamo costruito case, città e stati”. Ecco perché l’argomento suscita forti reazioni: c’è tutto un portato emotivo legato ai libri. E’ peggio del passaggio dalla lira all’euro!
Alcuni “affermano che il libro di carta sia troppo comodo e troppo intriso di sentimenti e abitudini, che non lo ab- bandoneremo mai”: scrive Mauro Sandrini. Ma sono gli stessi che un secolo e mezzo fa avrebbero detto che le donne erano troppo affezio- nate ad ago e filo per passare alla macchina da cucire, o che preferivano lavare a mano piuttosto che in lavatrice.
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Splendori e miserie di Wikipedia: la più estesa mappa del sapere umano

Se ho una mela e te la do, io la perdo. Se ho un’informazione e te la do, io non la perdo. Posso anche darla a tutti e lo stesso non la perdo. Wikipedia, l’enciclopedia gratuita di internet, si basa su questo principio. L’intento del suo fondatore, Jimmy Wales, è proprio quello di creare un’enciclopedia che racchiuda la totale conoscenza umana, che arrivi a ogni persona del pianeta, nella sua lingua.
Nata nel gennaio 2001 l’enciclopedia ha appena compiuto 10 anni e con i suoi 60 milioni di accessi al giorno, è diventata uno dei dieci siti più visitati al mondo.
La libera enciclopedia comprende circa 17 milioni di voci ed è tradotta in 270 lingue. Con 400 milioni di utenti, in continua crescita, Wikipedia sta col fiato sul collo a Facebook che ha superato i 500 milioni di utenti.
Nel 2007 ha superato l’enciclopedia cinese Yongle: commissionata nel 1403 dall’imperatore Yongle della dinastia Ming, ha mantenuto il primato per 600 anni. Insomma Wikipedia è la più grande enciclopedia mai esistita, il mostro che mangia tutto, l’oracolo onnisciente.

Enciclopedia Yongle

Quando Jimmy Wales ha chiesto aiuto ai lettori per mantenerla indipendente e senza pubblicità, ha avuto una sollecita risposta e ha raccolto 16 milioni di dollari.
Wikipedia “è come una biblioteca in un parco” ha detto Wales: “E’ come un tempio della mente. E’ un posto dove tutti possiamo andare a pensare, a imparare, a dividere la nostra conoscenza con gli altri”.
Sembra così realizzarsi il sogno e l’utopia di tanti filosofi e pensatori. “La democrazia assoluta del sapere e la collaborazione di intelligenze molteplici” scrive  Grillo “dà vita a una sorta di intelligenza collettiva”. Ma la reputazione dell’enciclopedia veloce (wiki è un termine hawaiano che significa “veloce” e pedia è “cultura” in greco) è controversa. La principale accusa che le viene mossa è di essere inattendibile e piena di errori. Questo perché non c’è nessuno che la controlla dall’alto e i controllori sono gli stessi lettori .
Wikipedia è una perfetta metafora di internet: non ha un comitato centrale. L’enciclopedia è scritta dai lettori per i lettori. Tutto viene dal basso. Il fatto che tutti possono scriverci la espone agli errori, sia a quelli involontari, che a quelli intenzionali. Eccone alcuni.   Continua a leggere Splendori e miserie di Wikipedia: la più estesa mappa del sapere umano