Un indovino mi disse
di Tiziano Terzani

Ragazze Cambogia

Anche se mi ripromettevo di farlo da un sacco di tempo, non avevo mai letto Terzani. Perciò, quando sono partita per il Vietnam e la Cambogia, ho messo Un indovino mi disse in valigia e di nuovo mi è successo quello che mi era capitato col Portogallo e Saramago. Il mio viaggio si è espanso, è diventato più ricco perché Terzani mi raccontava i luoghi che stavo visitando, di come erano nel ‘93 quando scriveva e ancora prima, essendo già due decenni che viveva in Oriente.
Un indovino mi disse è forse il suo libro più famoso. La storia è nota. Un indovino cinese gli aveva predetto, molti anni prima, che nel 1993, non avrebbe dovuto volare perché avrebbe rischiato di morire, perciò lui, giornalista per Der Spiegel, sempre in volo, spesso in zone di guerra, decide di non prendere aerei per un anno e si sposta con mezzi terrestri e marini. Continua a leggere Un indovino mi disse
di Tiziano Terzani

No Road, Just Us
di Paola De Santiago Haas

Train Landscape by Eric RavilliousAberdeen Art Gallery and Museums CollectionI viaggi sono sempre importanti, anche i più brevi. Questa è una delle lezioni di vita che Paola de Santiago Haas con il suo No Road, Just Us ci invita a non dimenticare. Sembrerebbe una lezione che lei ha imparato abbastanza in fretta, durante una vita trascorsa attorno al mondo per studio, lavoro e piacere. In questa affascinante raccolta di storie brevi, la maggior parte delle quali strettamente biografiche, seguiamo Paola durante i suoi viaggi, a cominciare dal Messico, suo luogo di nascita.
I capitoli dedicati al Messico sono probabilmente i più interessanti perché offrono un punto di vista unico sul paese. Si tratta della visione di una donna che è nata lì ma, per scelte di vita che l’hanno portata altrove, spesso si è trovata ad attraversarlo in lungo e in largo da turista. Lei però non è il solito tipo di turista… Continua a leggere No Road, Just Us
di Paola De Santiago Haas

No Road, Just Us by Paola De Santiago Haas

Train Landscape by Eric RavilliousAberdeen Art Gallery and Museums CollectionJourneys are always important for us, even the shortest ones. That’s one of the most important lessons we might learn in life, and Paola de Santiago Haas with her No Road, Just Us, reminds us not to forget it. That lesson she was able to learn quite soon, it seems, during her life spent travelling all around the world for study, work and pleasure. In this charming compilation of short stories, most of them strictly biographical, we follow Paola during her travels, starting from Mexico, her birthplace.
The chapters devoted to Mexico are probably the most interesting because they offer a unique point of view on that country. It’s the view of a woman who was born there but, because of her choices, often happened to travel inside Mexico as tourist. Not just an ordinary traveller, however… Continua a leggere No Road, Just Us by Paola De Santiago Haas

Top of the Lake
la serie di Jane Campion

a_560x375Un paesaggio incontaminato è abitato da persone cattive. Lo scenario è lo stesso in cui hanno girato Il Signore degli anelli: una natura bellissima e sconfinata con dentro un mondo stretto e soffocante. Ambientata in Nuova Zelanda, scritta e diretta da Jane Campion, Top of the Lake è un misto fra True Detective e Winter’s Bone (Un gelido inverno).
Tui ha 12 anni, è una bella bambina orientale ed è incinta. Tui non sa neanche come quel bambino sia finito nella sua pancia. Siamo Laketop, piccola città della Nuova Zelanda. La detective Robin Griffin, arrivata da Sydney, interroga la bambina e sospetta che si tratti di una violenza in famiglia. Il padre di Tui, Matt Mitcham, è il boss locale che col suo traffico di droga provvede al fabbisogno dell’intera cittadina. Quando la notizia che è incinta diventa di dominio pubblico, Tui scompare. Continua a leggere Top of the Lake
la serie di Jane Campion

L’America è stata scoperta dai fratelli Zen, veneziani, nel 1390
Intervista ad Andrea Di Robilant – 2a parte

01O_2Esistono rotte che già dal 1000, 1100, portano i navigatori nell’Atlantico e in nord America. Queste rotte verranno percorse alla fine del Trecento dai fratelli Zen, veneziani, che arrivarono in America un secolo prima di Colombo, pur non sapendo di aver raggiunto un altro continente. Andrea Di Robilant ha compiuto un viaggio seguendo le loro tracce. Ecco la 2a parte del suo racconto, se volete leggere la 1a cliccate qui.

Perciò Antonio Zen e Henry Sinclair alla fine del Trecento hanno fatto la traversata dell’Atlantico, sono arrivati in Nord America, a Terranova, e lì sono stati respinti dagli indigeni, armati fino ai denti. Non dai vichinghi perché ormai la colonia vichinga non c’era più, ma dagli indigeni. Non sono riusciti a creare una base sul continente americano e infatti loro non hanno mai detto di aver scoperto niente. Si sono limitati a dire che sono arrivati a Terranova, hanno fatto il giro, ma non sono riusciti ad attraccare. I veneziani non avevano l’idea che dall’altra parte c’era il nuovo mondo, per loro era un continuo: dall’Islanda si passava in Groenlandia e si andava in Nord America. Continua a leggere L’America è stata scoperta dai fratelli Zen, veneziani, nel 1390
Intervista ad Andrea Di Robilant – 2a parte

Il corvo di pietra di Marco Steiner

corto-a-venezia-lunaQuesta è una storia che inizia nel 1902 in un punto imprecisato lungo la costa di Solway, in Gran Bretagna. Anzi, no, nel mezzo dell’Oceano Pacifico dalle parti delle Isole Salomone, il 1° novembre del 1913. Ma no, ripensandoci, è cominciato tutto nel 1967 grazie alla magia di un veneziano, cittadino del mondo. Difficile tenere in serio conto gli orizzonti spazio-temporali, quando si parla di Corto Maltese, il gentiluomo di fortuna nato dalla splendida matita di Hugo Pratt.
Quando nel 1995 Pratt ci ha lasciati per sempre orfani delle avventure di Corto e degli altri suoi eroi, pensavamo che non avremmo più sentito notizie del bel marinaio di Malta e il mondo si è fatto improvvisamente un po’ più piccolo e triste. Continua a leggere Il corvo di pietra di Marco Steiner

L’America è stata scoperta dai fratelli Zen, veneziani, nel 1390
Intervista ad Andrea Di Robilant

IMG_4521 bb - Versione 2Il nostro giro delle isole si arricchisce di un viaggio davvero unico, quello narrato da Andrea Di Robilant nel suo libro Irresistibile Nord, che mi ha raccontato un pomeriggio in un bar di Monteverde. Un viaggio che comincia nel 1300, anzi ancora prima nell’anno Mille, e in cui c’è una mappa misteriosa, degli indigeni cannibali, delle isole che non esistono e, tra l’altro, l’inconsapevole scoperta dell’America.

Stavo nella Biblioteca Marciana, a Venezia, quando è entrato un turista americano in calzoni corti, maglietta e cappellino che era sceso da una delle navi crociera che solcano il canale della Giudecca. Si aggirava con un foglietto di carta, perciò mi sono alzato per aiutarlo. Lui mi ha dato il foglietto con su scritti due nomi “Nicolò e Antonio Zen” che a me non mi significavano niente. Lui allora mi ha detto: “Sa, nel paesino da cui provengo, nel Connecticut, lo sappiamo tutti che Nicolò e Antonio Zen hanno scoperto l’America nel 1390”. Io l’ho guardato strano e ho pensato: “Certo da queste navi crociera scende di tutto”. Ho tirato fuori un libro dagli scaffali, ho trovato un palazzo Zen, perché lui voleva farsi fotografare davanti al Palazzo Zen prima di tornare al suo paese. Così l’ho mandato a palazzo Zen.  Continua a leggere L’America è stata scoperta dai fratelli Zen, veneziani, nel 1390
Intervista ad Andrea Di Robilant