Un bravo maestro si riconosce da come inciampa
L’ora di lezione di Massimo Recalcati

Les ChoristesUn allievo di Lacan, Moustapha Safouan, racconta che un bravo maestro si distingue da come reagisce quando entrando in aula, prima di salire in cattedra, inciampa.
La prima reazione è quella di ricomporsi immediatamente e far finta che non sia accaduto niente. Questo non è interessante. La seconda è ricomporsi e mentre si ricompone getta uno sguardo nella classe per vedere chi ha osato deriderlo e poi prendere provvedimenti disciplinari. Nemmeno questa è la posizione auspicabile.
Il bravo maestro, dice Safouan, è quello che inciampa e fa dell’inciampo il tema della lezione. I bravi maestri sanno inciampare. Non temono il limite del sapere. La lezione è un rischio ogni volta, ma i bravi maestri non temono la caduta.
Per spiegare come un’ora di lezione può cambiarti la vita, Massimo Recalcati, psicoanalista, professore, scrittore, ci ha fatto un’ora di lezione all’Auditorium di Roma. Lui che da bambino è stato considerato un idiota e che è stato bocciato in seconda elementare perché incapace di apprendere, ci racconta del rapporto magico che si instaura tra allievo e insegnante che è anche il tema del suo ultimo libro, L’ora di lezione. Sottotitolo: “Per un’erotica dell’insegnamento”. Ecco cosa ci ha insegnato. Continua a leggere Un bravo maestro si riconosce da come inciampa
L’ora di lezione di Massimo Recalcati

I segreti della traduzione
Falsi d’autore di Daniele Petruccioli

petruccioli-falsi-autore-copertina-b“Il traduttese sarebbe una lingua tutta appiattita su supposte regole di eleganza stilistica dell’italiano scritto. Una lingua di stilemi, insomma, che si ripetono costantemente a prescindere dal libro, da chi lo ha scritto, da dove lo ha scritto e da come lo ha scritto. Tipicamente, questa lingua non ripete mai due volte le parole “disse” o “andò”. Se dunque, nel libro che avete comprato, vi trovate davanti a una pletora di “sostenne”, “dichiarò”, “insisté”, alternati a “rispose”, “replicò”, “ribatté”, siete probabilmente in presenza di traduttese allo stato puro”.

Filippo La Porta e Martina Testa – traduttrice di romanzi americani e editor – parlano con Daniele Petruccioli del suo libro Falsi d’autore, in cui svela i segreti della traduzione.

Filippo La Porta
E’ un libretto che ha una qualità straordinaria, è molto divertente e leggero, però vi assicuro che vale un trattato sul tradurre. Qui dentro ci sono tutti i problemi della traduzione, affrontati uno per uno. Ovviamente all’inizio c’è tutta la parte del lamento, ma questo è inevitabile parlando di traduttori. Continua a leggere I segreti della traduzione
Falsi d’autore di Daniele Petruccioli

Breve trattato sulla sottile arte del go

copertina-perec-go-aHo scoperto il Breve Trattato nel 1988 quando sono andata in Francia, a Sanilhac, nell’Ardèche, per uno stage di go. Avevo letto da poco La vita istruzioni per l’uso ed è stata una sorpresa venire a sapere che si trattava proprio dello stesso Perec e che lo scrittore era stato uno dei primi giocatori di go in Francia. Come afferma Jacques Roubaud in un’intervista, i pregi di questo piccolo libro non riguardano la tecnica del gioco, anche perché i tre autori non erano molto bravi, ma contiene una bella riflessione sul go, tanti giochi di parole e un entusiasmo che all’epoca coincideva perfettamente con il mio, avendo da poco scoperto questo gioco meraviglioso.

Ecco com’è nato il Breve Trattato. Claude Chevalley, matematico francese di fama mondiale, aveva imparato a giocare a go in Giappone e nella sua stanza all’università, a Parigi, aveva sempre un goban – la tavola da gioco – con sopra delle pietre. Chevalley era un avido giocatore ma non trovava avversari, YelenaBryksenkova-051310così insegnò il go a molti dei suoi studenti, tra cui Roubaud e Lusson nel 1963-64. Poi è stato Roubaud ad insegnarlo a Perec e ad altri scrittori qualche anno dopo, nel 1968. Ed è per trovare nuovi giocatori che hanno scritto il Trattato. Roubaud e Lusson sono andati al Moulin D’Andé, in Normandia, il posto dov’è stato girato Jules e Jim e dove Georges Perec abitava in quel periodo. Vi sono rimasti per un mese e hanno scritto il Breve trattato sulla sottile arte del go. Continua a leggere Breve trattato sulla sottile arte del go

La conoscenza della verità nasce dall’anima

PlatoneQuello per cui soprattutto è famoso, più ancora del mito della caverna, è l’amore platonico col quale oggi s’intende una relazione senza sesso. Chissà se Platone sarebbe stato d’accordo. Lui ad ogni modo intendeva un amore volto alle qualità intellettuali e morali, piuttosto che a quelle fisiche, come può esserci tra maestro e allievo. Un amore che trascenda la realtà sensibile e permetta all’uomo di ricongiungersi col divino: amore per la conoscenza, per la bellezza, per i giovinetti.
Bisogna tener conto che per i Greci, il bello e il buono coincidono e quindi la ricerca del bello era la ricerca dell’Idea del Bene, che è al top del mondo delle Idee. Una cosa è certa, l’amore era per gli uomini, mentre le donne servivano solo alla riproduzione. Continua a leggere La conoscenza della verità nasce dall’anima