Il cadavere parla
Workshop sul giallo

Quando leggi un romanzo giallo, o guardi un thriller a volte ti dici: “No, questo non sta né in cielo, né in terra!” Come si fa ad essere verosimili quando si scrive un giallo? Per scoprirlo l’Ewwa, l’associazione delle scrittrici europee, ha radunato un gruppetto di esperti. Tra questi c’è Antonio Del Greco, ex dirigente della Omicidi e della squadra mobile di Roma, si è occupato del delitto di via Poma, del Canaro e della Banda della Magliana. E’ stato tra l’altro consulente per serie tv come Distretto di Polizia, La squadra e Ris.

La prima cosa che mi dà fastidio nel vedere un interrogatorio è il poliziotto che parla e racconta all’interrogato come sono andati i fatti. E’ una cosa assurda che non si deve fare, anche perché la realtà la conoscono solo la vittima e l’assassino, perciò se ti sbagli, quello capisce che non sai cos’è successo. Quindi meno parli e meglio è.  Continua a leggere Il cadavere parla
Workshop sul giallo

La straordinaria crescita del
Self Publishing in Italia

ereader-sony-prs-t3Negli ultimi cinque anni 27, 28 mila persone, in Italia, hanno deciso di auto pubblicarsi. Il dato è già di per sé impressionante, ma lo è ancora di più la crescita degli ebook che sono passati dai 146 titoli del 2010, ai 25.817 del 2015. Questi numeri non comprendono Kindle Direct Publishing, la piattaforma di self publishing di Amazon che non rende noti i suoi dati.
Secondo la scrittrice Rita Carla Francesca Monticelli un simile incremento è dovuto proprio al fatto che nel 2010 è comparso Amazon in Italia, e poco dopo, nel 2011, la sua piattaforma per i self publisher. Continua a leggere La straordinaria crescita del
Self Publishing in Italia

Scrivere vuol dire stare ‘nel territorio del diavolo’

“So benissimo che tra le persone apparentemente interessate a scrivere, ben poche sono interessate a scrivere bene. A loro interessa pubblicare qualcosa, e se possibile fare un ‘colpaccio’. Essere uno scrittore, non scrivere. Vedere il proprio nome in cima a qualcosa di stampato, non importa cosa…
Se è questo che vi interessa io non sarò certo di grande aiuto.”
Così si esprime Flannery O’Connor in modo che prima di addentrarvi Nel territorio del diavolo, ovvero nel suo libricino che parla del mestiere di scrivere, possiate avere una chiara idea se fa per voi. Secondo la scrittrice “l’idea di fare lo scrittore alletta un bel po’ di inconcludenti, coloro che sono solo gravati da sentimenti poetici o afflitti da sensibilità” ma ritiene pure che “con un buon insegnante, diversi best seller si sarebbero potuti prevenire”. Onestamente, quanti di voi vorrebbero essere “guariti” dalla possibilità di scrivere un best seller?  Continua a leggere Scrivere vuol dire stare ‘nel territorio del diavolo’

Il fattore Borges
seconda parte

Il fattore Borges Cover

Lo scrittore argentino Alan Pauls ha presentato a Roma
Il fattore Borges
(vedi qui la prima parte)

Ora io posso parlarvi di come e perché ho scritto Il fattore Borges. E’ stato in parte scritto per un incarico, avuto verso la fine degli anni Novanta, quando si avvicinava il centenario della nascita di Borges. Ma la mia è stata anche la risposta a una stanchezza rispetto alle critiche fatte a Borges, un fastidio e un’irritazione che mi suscitava il fatto che la molteplicità di Borges fosse soffocata da una serie di luoghi comuni che pesavano su di lui per cui era considerato una sorta di saggio, un po’ autistico, che scriveva dalla sua torre d’avorio testi che non tutti potevano capire.  Continua a leggere Il fattore Borges
seconda parte

Noi adoratori di Borges

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In piazza Ponte Milvio, davanti al bar libreria Pallotta, lo scrittore argentino Alan Pauls presenta il suo libro Il fattore Borges. Con lui, malgrado abbia l’influenza, c’è Goffredo Fofi. L’incontro avviene in mezzo a gente che passa da tutti i lati, macchine, autobus, motorini, il suono dei clacson, donne e bambini a passeggio, uomini e cani, gente che va nella vicina trattoria, o che ne esce per fumare, oppure si dirige negli svariati locali del quartiere. E intanto noi, qui seduti, con l’impressione di stare al centro di tutto, cerchiamo di capire che cos’è Il fattore Borges. Continua a leggere Noi adoratori di Borges

C’è un buco nero nel cuore di ogni grande romanzo
Intervista a Javier Cercas

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Lo scrittore spagnolo Javier Cercas parla di Barcellona, dell’invenzione del romanzo fatta da Miguel de Cervantes, del ruolo dello scrittore, della letteratura che può cambiare il mondo e del buco nero che c’è al centro di ogni narrazione.  Eccolo, intervistato da Bruno Arpaia a Libri Come. Continua a leggere C’è un buco nero nel cuore di ogni grande romanzo
Intervista a Javier Cercas

Meglio il self publishing o gli editori?
L’autore ibrido

Si potrebbe pensare che si autopubblichi solo chi non ha ancora trovato un editore, ma oggi non è più così. Se sia meglio il self publishing o un editore non è più una scelta evidente. Perciò l’abbiamo chiesto a 5 autori ibridi. Il primo, Riccardo Bruni, un autore di gialli, candidato al Premio Strega con La notte delle falene, sta facendo parlare di sé perché è la prima volta che un auto pubblicato viene candidato allo Strega.

“Tanto per chiarire La notte delle falene non è un self publishing, è stato pubblicato da Amazon Publishing, un editore che da dicembre è attivo anche in Italia. Il mio libro è stato uno dei primi quattro che hanno pubblicato. Però io vengo dal self publishing. Lavorando come self ti trovi a occuparti di tutta una serie di cose che devi imparare a gestire, dal cercarti un buon editor, fino alla grafica della copertina, mentre con un editore ci saranno dei professionisti che cureranno quegli aspetti. Il primo libro che ho autoprodotto superando tutti i vari passaggi è Zona d’ombra alla fine del 2012. Nei primi due, tre mesi, ha venduto qualche migliaio di copie che mi hanno fatto subito salire in classifica. Ti ritrovi accanto a Grisham e lì ti rendi conto che nell’editoria qualcosa è cambiato. Continua a leggere Meglio il self publishing o gli editori?
L’autore ibrido