Il punto cieco di Javier Cercas

Quando lo hanno invitato a tenere una serie di conferenze di Letteratura Comparata all’Università di Oxford, Javier Cercas ha temuto che fosse uno scherzo e si è ricordato di quanto gli aveva raccontato il suo editor spagnolo Miguel Aguilar.
“Da giovane Miguel giocava a rugby e, un giorno, uno dei suoi compagni di squadra ricevette la notizia che era stato convocato dalla Nazionale spagnola. Il compagno di Miguel non era un gran giocatore, in realtà era un giocatore fra i tanti, se non uno dei peggiori della squadra, però, superato il primo momento di perplessità, entrò in uno stato di euforia, sentì che finalmente veniva riconosciuto il suo talento di rugbista e trascorse un fine settimana meraviglioso, godendosi quel riconoscimento inatteso; finché il lunedì gli comunicarono la cattiva notizia: non era stato convocato dalla Nazionale, il convocato era un altro, si era verificato uno spiacevole errore”.

Quando Cercas è stato chiamato a tenere delle conferenze che prima di lui erano state affidate a George Steiner, Vargas Llosa e Umberto Eco, ha temuto lo scherzo o l’errore, ma si è preparato come se fosse vero.  Continua a leggere Il punto cieco di Javier Cercas

Il cadavere parla
Workshop sul giallo

Quando leggi un romanzo giallo, o guardi un thriller a volte ti dici: “No, questo non sta né in cielo, né in terra!” Come si fa ad essere verosimili quando si scrive un giallo? Per scoprirlo l’Ewwa, l’associazione delle scrittrici europee, ha radunato un gruppetto di esperti. Tra questi c’è Antonio Del Greco, ex dirigente della Omicidi e della squadra mobile di Roma, si è occupato del delitto di via Poma, del Canaro e della Banda della Magliana. E’ stato tra l’altro consulente per serie tv come Distretto di Polizia, La squadra e Ris.

La prima cosa che mi dà fastidio nel vedere un interrogatorio è il poliziotto che parla e racconta all’interrogato come sono andati i fatti. E’ una cosa assurda che non si deve fare, anche perché la realtà la conoscono solo la vittima e l’assassino, perciò se ti sbagli, quello capisce che non sai cos’è successo. Quindi meno parli e meglio è.  Continua a leggere Il cadavere parla
Workshop sul giallo

La straordinaria crescita del
Self Publishing in Italia

ereader-sony-prs-t3Negli ultimi cinque anni 27, 28 mila persone, in Italia, hanno deciso di auto pubblicarsi. Il dato è già di per sé impressionante, ma lo è ancora di più la crescita degli ebook che sono passati dai 146 titoli del 2010, ai 25.817 del 2015. Questi numeri non comprendono Kindle Direct Publishing, la piattaforma di self publishing di Amazon che non rende noti i suoi dati.
Secondo la scrittrice Rita Carla Francesca Monticelli un simile incremento è dovuto proprio al fatto che nel 2010 è comparso Amazon in Italia, e poco dopo, nel 2011, la sua piattaforma per i self publisher. Continua a leggere La straordinaria crescita del
Self Publishing in Italia

Scrivere vuol dire stare ‘nel territorio del diavolo’

“So benissimo che tra le persone apparentemente interessate a scrivere, ben poche sono interessate a scrivere bene. A loro interessa pubblicare qualcosa, e se possibile fare un ‘colpaccio’. Essere uno scrittore, non scrivere. Vedere il proprio nome in cima a qualcosa di stampato, non importa cosa…
Se è questo che vi interessa io non sarò certo di grande aiuto.”
Così si esprime Flannery O’Connor in modo che prima di addentrarvi Nel territorio del diavolo, ovvero nel suo libricino che parla del mestiere di scrivere, possiate avere una chiara idea se fa per voi. Secondo la scrittrice “l’idea di fare lo scrittore alletta un bel po’ di inconcludenti, coloro che sono solo gravati da sentimenti poetici o afflitti da sensibilità” ma ritiene pure che “con un buon insegnante, diversi best seller si sarebbero potuti prevenire”. Onestamente, quanti di voi vorrebbero essere “guariti” dalla possibilità di scrivere un best seller?  Continua a leggere Scrivere vuol dire stare ‘nel territorio del diavolo’

Il fattore Borges
seconda parte

Il fattore Borges Cover

Lo scrittore argentino Alan Pauls ha presentato a Roma
Il fattore Borges
(vedi qui la prima parte)

Ora io posso parlarvi di come e perché ho scritto Il fattore Borges. E’ stato in parte scritto per un incarico, avuto verso la fine degli anni Novanta, quando si avvicinava il centenario della nascita di Borges. Ma la mia è stata anche la risposta a una stanchezza rispetto alle critiche fatte a Borges, un fastidio e un’irritazione che mi suscitava il fatto che la molteplicità di Borges fosse soffocata da una serie di luoghi comuni che pesavano su di lui per cui era considerato una sorta di saggio, un po’ autistico, che scriveva dalla sua torre d’avorio testi che non tutti potevano capire.  Continua a leggere Il fattore Borges
seconda parte

Noi adoratori di Borges

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In piazza Ponte Milvio, davanti al bar libreria Pallotta, lo scrittore argentino Alan Pauls presenta il suo libro Il fattore Borges. Con lui, malgrado abbia l’influenza, c’è Goffredo Fofi. L’incontro avviene in mezzo a gente che passa da tutti i lati, macchine, autobus, motorini, il suono dei clacson, donne e bambini a passeggio, uomini e cani, gente che va nella vicina trattoria, o che ne esce per fumare, oppure si dirige negli svariati locali del quartiere. E intanto noi, qui seduti, con l’impressione di stare al centro di tutto, cerchiamo di capire che cos’è Il fattore Borges. Continua a leggere Noi adoratori di Borges

C’è un buco nero nel cuore di ogni grande romanzo
Intervista a Javier Cercas

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Lo scrittore spagnolo Javier Cercas parla di Barcellona, dell’invenzione del romanzo fatta da Miguel de Cervantes, del ruolo dello scrittore, della letteratura che può cambiare il mondo e del buco nero che c’è al centro di ogni narrazione.  Eccolo, intervistato da Bruno Arpaia a Libri Come. Continua a leggere C’è un buco nero nel cuore di ogni grande romanzo
Intervista a Javier Cercas