Il cadavere parla
Workshop sul giallo

Quando leggi un romanzo giallo, o guardi un thriller a volte ti dici: “No, questo non sta né in cielo, né in terra!” Come si fa ad essere verosimili quando si scrive un giallo? Per scoprirlo l’Ewwa, l’associazione delle scrittrici europee, ha radunato un gruppetto di esperti. Tra questi c’è Antonio Del Greco, ex dirigente della Omicidi e della squadra mobile di Roma, si è occupato del delitto di via Poma, del Canaro e della Banda della Magliana. E’ stato tra l’altro consulente per serie tv come Distretto di Polizia, La squadra e Ris.

La prima cosa che mi dà fastidio nel vedere un interrogatorio è il poliziotto che parla e racconta all’interrogato come sono andati i fatti. E’ una cosa assurda che non si deve fare, anche perché la realtà la conoscono solo la vittima e l’assassino, perciò se ti sbagli, quello capisce che non sai cos’è successo. Quindi meno parli e meglio è.  Continua a leggere Il cadavere parla
Workshop sul giallo

Guida al mestiere del Self Publisher
Intervista a Rita Carla Francesca Monticelli

E’ un’autrice di fantascienza e thriller, sarda, vive a Cagliari, ha iniziato a pubblicare nel 2012 quando Kindle Direct Publishing è arrivato in Italia. Attualmente ha 11 titoli in italiano e 6 in inglese, tutti auto pubblicati, tranne uno pubblicato da Amazon Crossing. In Italia ha venduto circa 13 mila copie, mentre i suoi romanzi tradotti in inglese hanno venduto oltre 170 mila copie. E’ stata considerata uno dei migliori autori italiani indipendenti da Wired Magazine. Segni particolari: parla a raffica, ma come un libro stampato. Nome in rete: Anakina. Questa sua intervista è un’ottima guida al Self Publishing.

Cominciamo dall’inizio. Nel Self Publishing non si lavora da soli ma ci si avvale dell’aiuto di professionisti per le varie fasi di preparazione del libro: editing, beta reading, copertina, correzione di bozze e promozione. Tu di quali collaboratori ti avvali? Continua a leggere Guida al mestiere del Self Publisher
Intervista a Rita Carla Francesca Monticelli

Una mamma per amica
Stagione 8

È passato più di un mese da quando, il 25 novembre scorso, Netflix è riuscito nel miracolo più agognato e insperato del mondo delle serie tv: riportare sullo schermo Una mamma per amica.
Correva l’anno 2007, quando David S. Rosenthal (co-produttore della serie) chiudeva baracca e burattini nell’immaginaria cittadina di Stars Hollow. Un compito impietoso, considerato l’abbandono chiacchierato – e mai del tutto spiegato – della mente creatrice Amy Sherman-Palladino che, dicendo addio alla serie insieme al marito co-autore Daniel Palladino, lasciava sulla sua strada macerie e resti di uno spettacolo grandioso. Troppo difficile eguagliare il suo spirito, impossibile mantenere lo stesso sapore, lo show aveva ormai perso i suoi ingredienti originari. Continua a leggere Una mamma per amica
Stagione 8

The Young Pope, ovvero la grande bellezza invisibile agli occhi.

Hanno voluto un pontefice che non conoscono e se ne pentiranno.
Pio XIII

Si è conclusa il 18 novembre scorso, dopo 10 puntate con una media di ascolti di oltre 600.000 spettatori televisivi e quasi 1,5 milioni on demand, la serie Tv scritta da Paolo Sorrentino e prodotta da Sky, HBO, Canal+. Con un esordio i cui ascolti hanno travolto quello della più nota Gomorra (il primo episodio di The Young Pope è stato visto da 1.142.187 spettatori medi contro i 658.241 spettatori della prima puntata di Gomorra), la serie ha da subito generato grandi aspettative dichiarandosi come una grande sfida. Che secondo me ha vinto senza ombra di dubbio. Ma non senza lasciar vittime lungo la strada. Continua a leggere The Young Pope, ovvero la grande bellezza invisibile agli occhi.

Jonathan Strange & Mr. Norrell

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“Alcuni anni fa, nella città di York, esisteva un’accademia di maghi, i quali si incontravano il terzo mercoledì di ogni mese per leggere lunghi e noiosi documenti sulla storia della magia inglese.”
Come inizio può non sembrare promettente: eppure il romanzo che segue questa apertura è uno dei più straordinari fantasy degli ultimi anni. Si tratta di Jonathan Strange & il Signor Norrell, opera prima di Susanna Clarke, frutto di quasi dieci anni di lavoro, premiato con il prestigioso premio Hugo (che prima di lei è stato vinto da autori del calibro di Dick, Asimov e in tempi più recenti da Neil Gaiman e J.K. Rowling). Un’opera imponente anche nelle dimensioni: si aggira sulle 800 pagine e la sua narrazione copre un arco temporale di undici anni. Eppure non una sola pagina appare di troppo, né una sola nota. Continua a leggere Jonathan Strange & Mr. Norrell

The Get Down. Luhrmann batte Scorsese già a metà della prima stagione.
To be continued…

the-get-down-1Le serie tv, grazie alla estensione temporale dell’arco narrativo che ha a disposizione rispetto ad un film tradizionale, si presta in modo naturale al racconto di cambiamenti epocali. Le rivoluzioni, infatti, sono processi complessi, talvolta lenti, talvolta più esplosivi, ma che, in ogni caso, mettono in relazione talmente tanti fattori fra di loro, che spesso un film non basta ad evidenziarli. Per questo le serie le amano così tanto. Ed i grandi registi amano confrontarsi con loro. 
Il 2016 ha visto illustri registi cimentarsi con una rivoluzione piuttosto particolare del mondo culturale: quella musicale avvenuta tra la fine degli anni ‘70 e la prima metà degli anni ’80, con il cuore pulsante a New York. Continua a leggere The Get Down. Luhrmann batte Scorsese già a metà della prima stagione.
To be continued…

Lavoro a mano armata di Pierre Lemaitre

Lavoro a mano armataA 50 anni si è troppo giovani per andare in pensione, ma a 30 si è già troppo vecchi per trovare lavoro.

Siamo a Parigi, Alain Delambre è un cinquantenne che fa una vita normale, serena e agiata. Ha una moglie che ama e due figlie grandi che vivono per conto proprio. Lui è un dirigente, o meglio un quadro, responsabile delle risorse umane per una grande azienda, ma all’improvviso viene licenziato. Dopo quattro anni di disoccupazione lo troviamo al limite della sue possibilità economiche e psichiche. Si sente svilito perché non ha più un ruolo nella società, né in famiglia. L’autostima cala di pari passo con il suo conto in banca che è quasi a zero, mentre cresce la sua rabbia. Nel frattempo ha accettato lavori sempre più umilianti come scaricare cassette, fare pulizie negli uffici di notte, distribuire volantini. Uno strazio condiviso con la pierre_lemaitremoglie che ama molto, ma con la quale è sempre più difficile comunicare. Al momento si alza alle quattro del mattino e smista scatoloni di medicinali per una paga da fame. Questo finché il suo capo, un turco che parla il francese come un bambino di dieci anni, gli dà un calcio nel sedere. Lui reagisce e viene licenziato.  Continua a leggere Lavoro a mano armata di Pierre Lemaitre