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Fabio dopo mesi di corteggiamento riesce finalmente a portare a cena fuori Lucia. Lei, inizialmente restia, decide di accettare l’invito. Fabio è innamorato da sempre di lei e gli sembra un sogno trascorrere finalmente una serata insieme. Per lui è un’occasione importantissima e non può sbagliare un colpo. Per questo cerca su internet le regole dell’appuntamento perfetto e decide di seguire i consigli di un forum che spiega cosa non fare al primo appuntamento.

 

.prima puntata

Questa è la storia scritta da Maga Magò che ha vinto la prima puntata.
Potete leggerla qui sotto, oppure ascoltarla letta dall’autrice.

E ora? Tampino Lucia esattamente da quattro mesi e tre quarti, da quando è entrata in sala con Ugo, il peggior pallone gonfiato del centro anziani il Ponte.Giorno di festa, giardino illuminato e la gente alle finestre a guardare le strazianti coreografie del gruppo di danza, cui Settimio, Orlando, Semolino ed io ci eravamo sottratti per un tre sette all’ultimo sangue. Premessa: ho avuto una moglie, tre figli, e quattro nipoti, ma se mi si chiede di dare un nome all’idea di donna io risponderò: “Lucia”. Perché Lucia l’ho guardata instancabilmente dalle medie all’università. E quando se n’è andata da via dei Banchi Nuovi, l’ho ripassata a memoria per il resto della vita. Una relazione tutta vista e udito, con qualche spericolata incursione nell’olfatto: ero un imbranato, e quando mi sono svegliato lei era svanita. Poi la vita mi ha portato la dolcezza di Adele, e me l’ha tolta pure, dodici anni fa. Il grande dono sono stati i nipoti: Nadia e Magdi, nati da Anna e Yussuf, Giacomo, pupone di Danilo e Gemma, e Angelica, figlia di Romana e chissà chi. Proprio quest’ultima mi ha beccato mentre guardavo Lucia con occhio da cocker. Ha allertato i nipoti, che sono partiti a ispezionare i progressi di nonno Fabio con la bella. Ugo si è sbaragliato da solo, non ha retto mezzora. Per quattro mesi e tre quarti l’ho inondata di attenzioni e effluvio di Pino Silvestre. La Banda dei Quattro mi ha dato il tormento: Lucia li ha conquistati e si sono messi in testa di farmi da tutor. Bene, ieri ho invitato a cena Lucia: contro ogni statistica ha accettato. E io sto nel pallone, come a quindici anni. La Banda dei Quattro, autoconvocatasi, da un’ora elargisce consigli. Magdi armeggia al computer e alla fine prorompe in un urlo, scuotendo i capelli rasta: “Ho le tavole della legge!”, e mi sbatte sotto il naso un sito in cui ragazzini che abusano della k riscrivono il bon ton degli appuntamenti. Deduco che ho tre ore per: comprare vestiario presentabile, lavare la macchina e me stesso, scegliere il ristorante e andarla a prendere. “E butta il Pino Silvestre!” decreta Angelica. Non gliela posso fare.

seconda puntata

Questa è la storia scritta da Cristina T che ha vinto la seconda puntata

Il senso della pace…che non vuol dire la pace dei sensi, come si è informata Angelica, interessata già a sapere a quale età si raggiunge questo stadio. La guardo, Lucia…e un senso di serenità mi invade, questo non vuol dire che non sento anche altre…sensazioni. Che in realtà credevo dimenticate. Lei è qui, davanti a me, seminascosta dalla carta dei vini, forse dovrei fare io l’uomo e decidere, almeno per quanto riguarda il vino. Sembra facile. Non sono più abituato a queste cose.
No, non è possibile, non ho ancora bevuto eppure…tolgo e pulisco gli occhiali, mentre il cameriere posa leggiadro i piatti fumanti: risotto allo zafferano e trippa…che ovviamente mette sotto il mio naso. “No, è per me”, sorride Lucia. Ho rimesso gli occhiali, ed osservo meglio. Sì, sono proprio loro…mannaggia a me e a quando li ho coinvolti…in fondo alla sala, in un angolo, camuffati non abbastanza, eccoli i miei nipoti. Per fortuna Lucia dà loro le spalle, mentre io solo per miracolo non rispondo all’ok di Giacomo che si alza sulla sedia, e subito gli altri lo tirano giù.
Lucia, ignara, continua a mangiare, estasiata, la sua trippa. Mi sento un soldato, accerchiato. Che devo fare? Tutti quei consigli…parla ma non troppo, non fare commenti sul vestito, guardala, ma non troppo… “insomma – mi ha detto Magdi – devi batte i pezzi ma non se ne deve accorge…non je dà tanta importanza”.
Lucia fa il gesto di prendere la bottiglia di vino, subito vedo i miei ragazzi agitarsi, iniziare a fare strani segni, Angelica prende la loro bottiglia e in maniera esagerata mima il gesto di versarsi da bere…ah, la capisco in zona Cesarini. Afferro la bottiglia e, premuroso, riempio il bicchiere di Lucia, poi faccio per posarla sul tavolo…mi blocca la sua voce: “E tu, neanche un goccio?”. Glielo devo dire subito che ho qualche problemino di pressione o temporeggio? Verso un dito di vino rosso, e avvicino il mio al suo bicchiere. “Ai nostri migliori anni”, la prima frase che mi viene in mente, “Ovviamente ti riferisci a quelli che verranno”?…aiuto…mi sento mancare, possibile che un solo goccio di vino già mi fa salire la pressione? O sono le sue parole. Non dovrei essere io audace? Allusivo? E anche distaccato. Troppe cose insieme, che fatica. E vedo Angelica che mi fa un gesto strano con le mani, anzi le dita…le avvicina alla bocca, muove le labbra…ah, forse vuole dirmi di parlare. In effetti, ho la gola secca, e questo risotto non aiuta. Vedo avvicinarsi un cameriere, mi sorride, ambiguo. Mi si avvicina, un po’ troppo, e mentre distrae Lucia porgendo un’altra volta la carta dei vini, mi fa scivolare sulle gambe un foglietto. Lo apro: “Guarda il telefonino!”
Tiro fuori dalla tasca il regalo che mi hanno fatto a Natale, un cellulare troppo complicato…vedo che c’è un messaggio, in realtà dicono che quando mi scrivono arriva un segnale, che non sento mai…sì, mi hanno messo una cosa strana per parlare con me senza pagare… “scusa”, provo a dire a Lucia, e leggo: Vabbè che devi parlare poco, ma sembri uno stoccafisso. Ricordati che 6 il mejo. Me raccomando, fai finta di non vedere che mangia e beve più di te! La conosci la canzone Teorema? Pensa a quella… fai e non fare! Vedrai che ti casca ai piedi”. Più che leggere, interpreto…immagino che il piatto e il bicchiere di vino stanno a significare che mangia e beve… siamo tornati alla preistoria, parliamo con i segni…comunque, non ho capito niente. L’unica certezza? Toccherà pagare pure per altri quattro coperti. Mentre inizio a fare i conti, sento qualcosa di lieve posarsi sulla mia mano…è Lucia, la sua carezza. Alle sue spalle, i miei ragazzi esultano…mentre il sangue scorre più veloce, e non è colpa del vino. E allora penso che per quella carezza, per il sorriso di quei quattro marmocchi, posso pure giocarmi tutta la pensione!

terza puntata

Questa è la storia scritta da Jude che ha vinto la terza puntata

Lucia mi sta sorridendo e cerco di darle tutta la mia attenzione, senza fare caso a quella pantomima tragicomica alle sue spalle.
“Bona la trippa, era ‘na vita che non la mangiavo. Sai cucinare tu Fabio ?”
E mo’ che le dico ?
“Mah, me la cavo”
Se mi metterà alla prova mi metterò sotto a guardare uno di quei programmi che ultimamente hanno invaso la TV. Ti dicono pure come apparecchiare, tutta quella roba là. Che ci vuole!
All’improvviso passa sul viso di Lucia un’ombra di…..cosa? Preoccupazione..dispiacere…scocciatura? Sta guardando oltre le mie spalle, per un attimo penso, non mi dire che ha tutta la famiglia qua dietro di me che le fa segno di lasciar stare sto povero vecchio!! All’improvviso però appare un’altra ombra, ma questa volta sopra al tavolo. Ugo “pallone gonfiato” De Magistris in tutto il suo splendore! Giacca di velluto color blu pavone e fazzoletto paisley amabilmente avvolto attorno a quel collo di malandrino che si ritrova! Sapevo che la polo de sto Fred Perry che m’ha prestato Magdi non era all’altezza.
“Ma che sorpresa!” sta dicendo….e…non ci posso credere….si inchina con fare istrionico e bacia la mano a Lucia! Vabbé con lo scrocchio ma è sempre uno di quei gesti che piacciono tanto alle donne…o no?. Appunto mentale…devo chiedere conferma a quella delegazione di matti che tutt’ora sta puntando il tavolo mio con aria agitata. Ugo tira fuori una sedia e si piazza in mezzo. Intravedo Magdi che si dimena, e Angelica che a malapena lo tiene fermo sulla sedia. Faccio finta di non vedere, meglio che mi dedico a difendere il mio di territorio.
“Cenetta romantica eh? Complimenti Fabio! La trippa è proprio ‘na garanzia quando si vuole far colpo a ‘na bella signora!”
“Hai proprio ragione” dice Lucia, facendo la scarpetta e leccandosi le dita con aria di sfida.
Uno a zero penso, forse non è ancora tutto perduto!
“Che dici Fabio? Vogliamo andare ? Dopo la trippa ci vorrebbe una bella grattachecca dalla Sora Maria…che dici ? Vogliamo andare ?
Si è ricordata…..dopo tutti questi anni si è ricordata!
Un lieve sorriso divertito illumina il bel viso di Lucia e leggo nei suoi occhi dolcezza e complicità, e all’improvviso capisco che tutto andrà per il meglio, nonostante i miei pazzi angeli custodi e le loro strategie strampalate, nonostante ‘sta polo di Fred Perry e soprattutto nonostante il Signor Ugo “baciamano” De Magistris.
“Cameriere il conto per favore!” sento una nuova sicurezza nella mia voce mentre mi alzo e tiro fuori il portafoglio.
Aiuto Lucia ad infilare la giacca e il cameriere arriva con il conto. Tiro fuori la carta e gliela porgo con gesto stravagante (anch’io posso fare l’istrione!)
Sto già pregustando la grattachecca e la passeggiata lungo la via dei ricordi quando mi accorgo che il cameriere è ancora lì, con la mia carta in mano che sta cercando di dirmi qualcosa.
“Signore” mormora con un filo di voce, impacciato, “questa è la carta della Coop…..”
Non faccio in tempo a riprendermi dall’imbarazzo che Ugo tira fuori la sua carta con un gesto grandioso che farebbe invidia anche a Silvan, e accompagna il cameriere sottobraccio alla cassa. Sento un boato che si leva dal tavolo dei miei angeli custodi mentre alzo gli occhi e incontro lo sguardo di Lucia………

quarta puntata

Questa è la storia scritta da Jude che ha vinto la quarta puntata.

Quello sguardo lo conosco! E’ quello che aveva prima di versare una bottiglia di grappa nel vino di Don Gregorio per la comunione di tutte le pie vecchiette della parrocchia! Mi ricordo lo stupore del lattaio quando, dopo la messa, il suo bar è stato requisito dall’allegra banda per una partita burrascosa di tresette; innaffiata da litri di tropical e durata fino a quando i vecchietti del quartiere, indignati e affamati, sono venuti a trascinare a casa le insubordinate. Mi afferra la mano con forza e mi tira verso l’uscita. Faccio appena in tempo a vedere Magdi che si lancia addosso ad Ugo con una presa degna di un campione gallese di rugby prima di trovarmi fuori per strada, a correre giù per il vicolo insieme a lei.
A correre…ma quand’è l’ultima volta che ho corso ? Chi l’avrebbe detto che ‘ste vecchie gambe ce l’avrebbero potuto ancora fare! Tutto ad un tratto mi sembra di tornare indietro nel tempo. Qui nel vicolo della vecchia Roma non è cambiato niente, e la ragazza che mi tiene per mano, che ride e mi trascina, è sempre lei… Lucia.
Rallentiamo e riprendiamo fiato. I nostri passi echeggiano nelle vie deserte e senza parlare percorriamo tutta Via dei Coronari, per sbucare finalmente sul lungotevere. Gli angeli sul ponte sembrano darci il benvenuto, anzi il bentornato; “Toh”, sembrano dire, “guarda un po’ chi si rivede!”
Ci fermiamo un momento sul ponte ad assaporare la bellezza della nostra città. Orgogliosi e fraterni salutiamo il vecchio amico cupolone.
Camminiamo lungo il Tevere in direzione dell’Isola Tiberina, come ai vecchi tempi. Finalmente arriviamo. I venditori ambulanti se ne sono andati dal ponte silenzioso e al chiosco ci siamo solo noi.
Portiamo le grattachecche nella piazzetta tra i due ospedali e ci sediamo sul muretto, e lì, infine, in quel luogo tanto familiare, tanto caro, ci raccontiamo tutta una vita. Come posso rimpiangere la mia di vita? Adele, i figli, quei nipoti tremendi e meravigliosi?! Ma adesso il cerchio si sta chiudendo, e qui con me c’è Lucia.
Non ci accorgiamo del cielo che si schiarisce sopra la città, del ragazzetto del bar che toglie le vecchie ante di legno, del viavai attorno ai due vecchi ospedali, testimoni impassibili di secoli di gioie e dolori. Siamo troppo presi l’un dall’altro, sbalorditi e grati che per qualche strano, inspiegabile e meraviglioso motivo ci è stata regalata una seconda possibilità.
All’improvviso però la nostra intimità viene infranta da una cacofonia di voci fin troppo familiari ed ecco apparire Angelica, Magdi, Nadia e Giacomo, dimenandosi e bofonchiando tutti insieme quasi da avere le sembianze di un’unica strana creatura mitologica! Ma non sono soli. Sostenuto da questa sgangherata banda, nel bel mezzo della mischia, c’è lui… Ugo!!
Angelica è la prima a vederci.
“Ma tu guarda dove son andati a finire ‘sti du” e si mette la mano sulla bocca facendo un gesto come per dire “fammi star zitta” ..
Magdi invece mi corre incontro con un sorriso pieno di soddisfazione . “Grande Nonno… sapevo che je la facevi!!”
Rimasti in due Nadia e Giacomo faticano a tenere dritto Ugo che, con aria sofferente, tiene una gamba sollevata da terra.
La giacca di velluto blu pavone è tutta sgualcita, mentre il fazzoletto di paisley è sparito.
“N’altra volta l’anca” grida verso di noi, “ci ho messo tre mesi per rimettermi l’ultima volta! ‘Sti disgraziati!!!
“io vi denuncio!!” aggiunge, urlando, mentre Angelica e Magdi corrono ad aiutare i cugini a trascinarlo verso l’ospedale.
”A Ugo! Se pure il cameriere t’ha visto intruppare e cadere come ‘na pera cotta davanti alla cassa!!
E mentre la voce di Magdi si allontana e tutti e cinque spariscono dietro l’antico portone dell’ospedale, mi giro e trovo Lucia che mi fissa di nuovo con quello sguardo senza tempo.
“Andiamo in parrocchia ? Il povero Don Gregorio è morto ma…. chissà chi l’ha’ sostituito…”
Mentre ci allontaniamo, vedo con la coda dell’occhio una caterva di chiassosi gabbiani che si abbaruffano sul muretto del fiume, tutti in fila a guardare verso di noi, come se fossero al teatro, a godersi questo meraviglioso spettacolo che si chiama vita.

Fine

 

A questo punto cominciamo a lavorare per la web fiction…

    1. Pero’, cara la mia MagaMago’, penso che dopo aver dato il via non sia giusto eclissarsi. L’incipit era ottimo, ma nelle storie successive e scritte da altri mi sembra si sia perso qualcosa. Mi piacerebbe qualche colpo di scena, magari fuori dalla toilette del ristorante…Non so, i nipoti che sembrano scoprire qualche lato oscuro nella vita di Lucia….

      1. Ma io non mi eclisso mai! Ho partecipato alla seconda puntata, e parteciperò anche alla terza e alla quarta. Sono solo… un po’ presa da altre vicende…

  1. Buongiorno

    non riesco a votare! L’unica storia con l’opzione di votare è la prima, non si può cliccare sulle altre tre…..

    grazie

    1. Buongiorno Silvio,
      non è proprio così visto che la prima storia è quella che ha meno voti.
      E’ che abbiamo messo un tetto per per evitare che si diano più voti dallo stesso computer alla stessa storia. Cosa non consentita. Comunque stiamo risolvendo… pazienta ancora qualche ora

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