Svegliare i leoni
di Ayelet Gundar-Goshen

Svegliare i leoni. Quali leoni?
Con un titolo enigmatico, l’autrice israeliana Ayelet Gundar-Goshen ci propone il suo secondo romanzo, tradotto in Italia da La Giuntina.
Ayelet in ebraico significa gazzella. E come una gazzella questa giovane scrittrice si muove con una scrittura, ora elegante ora travolgente, ora sognante ora spietatamente realista.
Il romanzo d’esordio di Ayelet Gundar-Goshen dal titolo sempre efficace, Una notte soltanto Markowitch, si rifaceva ai canoni classici della letteratura ebraica sia nel soggetto che nel tono della scrittura. Storie di coloni dal cuore tenero ma capaci di gesti eroici e amori passionali, raccontati con la leggerezza ironica, a tratti onirica tipica di certa narrazione ebraica di ispirazione chassidica.
In maniera inattesa, la scrittrice in Svegliare i leoni rovescia la prospettiva e il linguaggio e racconta una storia reale ambientata in una città periferica e polverosa di Israele… Continua a leggere Svegliare i leoni
di Ayelet Gundar-Goshen

Memorie di una interprete di guerra
di Elena Rževskaja

Berlin, 1945

La Storia ha i suoi lati oscuri. Segreti che i vincitori di turno custodiscono per opportunismo politico. Soprattutto in un periodo caotico e sconvolgente come la guerra. E ancor più quando la vicenda bellica s’approssima alla fine e i probabili sconfitti non s’arrendono all’evidenza. Allora è necessario che si levi una voce lucida e equilibrata che getti luce su quei lati oscuri, che documenti le vicende e riporti ordine tra i ricordi. Un latore di memoria.
Solo un testimone diretto può assolvere a questo compito. Esattamente ciò che è Elena Rževskaja. Continua a leggere Memorie di una interprete di guerra
di Elena Rževskaja

Il giardino delle bestie

Paola Lo Sciuto3Il Großen Tiergarten è uno dei luoghi più caratteristici di Berlino. Ancora oggi i suoi ordinati viali tagliano ortogonalmente il fitto bosco che costituisce il nucleo del parco più esteso della capitale. Il suo nome in tedesco significa letteralmente “Giardino delle Bestie”, un ricordo dei tempi in cui costituiva la riserva di caccia dei sovrani. Ed è proprio questo parco, con il suo nome che unisce ordine della civiltà e caos selvatico della natura, a dare il titolo ad una delle narrazioni storiche più interessanti degli ultimi anni. Con l’accompagnamento di un sottotitolo tanto essenziale quanto perfetto per avvertire il lettore: Berlino 1934.
Sì, cari lettori, siete avvertiti: dietro il fascino di questi viali e lo splendore della vicina Porta di Brandeburgo si annida l’appassionante rappresentazione della progressiva discesa verso l’abisso di un’intera nazione. Continua a leggere Il giardino delle bestie