E’ ricca, la sposo e l’ammazzo
L’uomo che metteva in ordine il mondo
L’humor nero di Jack Ritchie e di Fredrik Backman

A Natale, quando tutti sono più cattivi, ho letto una raccolta di racconti, tutti rigorosamente noir, ottimi per affrontare le feste. Si tratta di racconti brevi, che ti catturano, divertenti e con un finale a sorpresa.
E’ ricca, la sposo e l’ammazzo, che dà il titolo alla raccolta, narra di un quarantacinquenne che è vissuto grazie all’eredità paterna e una volta finita, ritenendo che quelli che si divertono a lavorare siano dei masochisti, non gli resta che una risorsa: il matrimonio.
“Non ero mai stato contrario a questa istituzione, per gli altri. Mi rendo conto che il cervello medio deve tenersi occupato con qualcosa, che sia il lavoro, i fumetti o il matrimonio. In ogni caso, sono sempre stato felice della mia posizione di indipendenza, e la prospettiva di entrare a far parte di una ‘squadra’ – seppure in una squadra di due persone – era molto deprimente per me. Ma non avevo un centesimo ed era necessario che mi tuffassi nel matrimonio”. Continua a leggere E’ ricca, la sposo e l’ammazzo
L’uomo che metteva in ordine il mondo
L’humor nero di Jack Ritchie e di Fredrik Backman

Intervista a Pierre Lemaitre

Lemaitre“In Francia ci sono solo tre cose che possono cambiarvi la vita radicalmente: il colpo di fulmine, l’infarto e il Goncourt. Io ho avuto il Goncourt”.
Insegnante, sceneggiatore, grande scrittore di gialli, Pierre Lemaitre ha vinto il Premio Goncourt nel 2013 con Ci rivediamo lassù che è un libro straordinario. Questo erede del ‘romanzo popolare’ è pieno d’umorismo e i
suoi romanzi hanno un ritmo incalzante anche quando non sono gialli.  Eccolo intervistato da Antonio D’Orrico all’Auditorium di Roma.

Che consigli darebbe a un giovane che vuole scrivere romanzi gialli?
Il romanzo giallo è molto particolare. E’ l’unico tipo di romanzo che comincia sempre dalla fine. Comincia con il delitto, con il crimine, e ripercorre a ritroso una storia che è finita. Questo costringe a fare una sorta di ginnastica piuttosto complicata, tanto più che si tratta del genere nel quale ci sono dei vincoli molto stringenti da rispettare. Per fare un vero e proprio romanzo giallo ci vuole suspense, ci vogliono dei rimbalzi, delle false piste, degli indizi, il colpevole, un commissario, un investigatore, dei complici. Ecco, tutti questi ingredienti sono necessari per cui io direi che un buon romanzo giallo è il risultato di uno slalom tra tutti questi paletti. Perciò gli direi: allenati a fare lo slalom. Continua a leggere Intervista a Pierre Lemaitre

La casa dei sette cadaveri di Jefferson Farjeon

Ted è un ladro decisamente sfigato. Dedito a piccoli furti e borseggi, il giorno che decide di alzare il tiro ed entrare in una casa che sembra vuota e promettente, Casa sette cadaveri - Versione 2superando la paura per quel cancello che cigola e resistendo alla voglia di darsela a gambe, si ritrova in un bel salotto con sette cadaveri.
“Ted Lyte non ricordò mai di essere uscito da quella casa. Nel suo ricordo successivo era già fuori; e, come se l’orrore non fosse stato sufficiente, si risvegliò piombando in un nuovo incubo”.
In uno stato di confusione mentale, mentre le sue gambe continuano a correre, Ted sente dietro di sé i passi di qualcuno che lo insegue.
Questo è l’inizio de La casa dei sette cadaveri dell’inglese Jefferson Farjeon, autore poco noto in Italia, ma molto attivo nella prima metà del ‘900.
Ora che le serie americane ci hanno abituati a crimini sempre più feroci, frutto di menti estremamente perverse e disturbate, con S.I. – generalmente serial killer – che compiono con soddisfazione crimini ripugnanti, cuocendo a fuoco lento le loro vittime ancora vive, ecco che un bel giallo inglese con sette cadaveri sembra quasi riposante.   Continua a leggere La casa dei sette cadaveri di Jefferson Farjeon