I migliori gialli del momento
Intervista a Sergio Polimene della Emons

Illustrazione di Yelena Bryksenkova

Sergio Polimene, direttore commerciale della Emons Edizioni, è un grande appassionato di gialli. La casa editrice di recente ha organizzato il festival Krimi, al cinema Nuovo Sacher di Roma, mettendo a confronto autori di gialli italiani e tedeschi. E’ in questa occasione che l’ho intevistato.

Quali sono secondo te i migliori gialli che possiamo leggere in questo momento?
Noi come Emons cerchiamo di portare in Italia il meglio della letteratura noir/gialla tedesca, ma al festival hanno partecipato tanti autori, non solo i nostri. Dei volumi che noi pubblichiamo, io preferisco i gialli più letterari e nella fattispecie due autori: Friedrich Ani, che è un grandissimo autore tedesco. Ani è sempre ai primi posti nelle classifiche e spesso vince il premio per il miglior giallo dell’anno, dedicato alla serie di Süden, il detective che lavora alla sezione “persone scomparse”. Adesso a novembre cominceremo a pubblicare anche la sua nuova serie. Continua a leggere I migliori gialli del momento
Intervista a Sergio Polimene della Emons

Cronache letterarie

Jean Claude Izzo

“Scusi, è qui che c’è Izzo?”
“No, Izzo è morto ormai da molti anni…”
La guardo: “Va bene… era una forma abbreviata per dire: “E’ qui che c’è la presentazione del libro di Stefania Nardini: Jean Claude Izzo: storia di un marsigliese?”
Non so se quelli venuti prima di me contassero di incontrare Izzo in carne ed ossa, o se è lei che è troppo pedante e poco “Izziana”. Sì perché non c’è dubbio che lui usasse le parole con grande spregiudicatezza e libertà. Sapeva strizzare le sue frasi per tirarne fuori tutto il senso. Insomma lui mi avrebbe capito.
Alla presentazione del libro, oltre all’ufficio stampa della casa editrice bolognese Perdisapop, sono presenti alcuni giornalisti e intellettuali. Quello che comincia a parlare ha le scarpe di camoscio giallo canarino e ci racconta che ha letto Izzo perché, alla fine di una relazione, lei gliel’ha regalato. C’è da chiedersi se non sia stato a causa delle scarpe…
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