Il punto cieco di Javier Cercas

Quando lo hanno invitato a tenere una serie di conferenze di Letteratura Comparata all’Università di Oxford, Javier Cercas ha temuto che fosse uno scherzo e si è ricordato di quanto gli aveva raccontato il suo editor spagnolo Miguel Aguilar.
“Da giovane Miguel giocava a rugby e, un giorno, uno dei suoi compagni di squadra ricevette la notizia che era stato convocato dalla Nazionale spagnola. Il compagno di Miguel non era un gran giocatore, in realtà era un giocatore fra i tanti, se non uno dei peggiori della squadra, però, superato il primo momento di perplessità, entrò in uno stato di euforia, sentì che finalmente veniva riconosciuto il suo talento di rugbista e trascorse un fine settimana meraviglioso, godendosi quel riconoscimento inatteso; finché il lunedì gli comunicarono la cattiva notizia: non era stato convocato dalla Nazionale, il convocato era un altro, si era verificato uno spiacevole errore”.

Quando Cercas è stato chiamato a tenere delle conferenze che prima di lui erano state affidate a George Steiner, Vargas Llosa e Umberto Eco, ha temuto lo scherzo o l’errore, ma si è preparato come se fosse vero.  Continua a leggere Il punto cieco di Javier Cercas

Ci sono più puri o più corrotti?
Le conversazioni a Capri

Rachel KushnerRachel Kushner a Le conversazioni

Ci sono più puri o più corrotti?
E perché i corrotti, nella narrativa, ci piacciono più dei puri?
Siamo sull’isola che ha ospitato alcuni dei più grandi corrotti della storia, a cominciare dall’imperatore Tiberio che controllava l’impero dall’alto della sua villa dedicata a Giove e buttava giù dalla rupe – il salto di Tiberio – tutti quelli che non gli andavano a genio. O il conte Jacques Fersen, ricchissimo dandy che fece costruire la sua villa vicino a quella di Tiberio, con tanto di fumeria d’oppio, e che compiva riti orgiastici con i giovani dell’isola nella grotta della Matermania (sembra la trama di un romanzo di Donna Tartt, anche lei presente a Le conversazioni). E poi ancora il magnate dell’acciaio Friedrich Alfred Krupp che a Capri fece costruire la bellissima via che porta il suo nome, ma fu coinvolto in un grave scandalo internazionale come corruttore dei giovani capresi e venne espulso dall’isola. Mi fermo qui perché la lista di quelli, artisti e non, che a Capri sono venuti a cercare libertà che non avrebbero avuto altrove, sarebbe lunga.  Continua a leggere Ci sono più puri o più corrotti?
Le conversazioni a Capri

Gli scrittori sono dei palloni gonfiati
Cambiare idea di Zadie Smith

«Questi ultimi anni dell’era postmoderna mi sono sembrati un po’ come quando sei alle superiori e i tuoi genitori partono e tu organizzi una festa. Chiami tutti i tuoi amici e metti su questo selvaggio, disgustoso, favoloso party, e per un po’ va benissimo, è sfrenato e liberatorio, l’autorità parentale se ne è andata, è spodestata, il gatto è via e i topi gozzovigliano nel dionisiaco. Ma poi il tempo passa e il party si fa sempre più chiassoso, e le droghe finiscono, e nessuno ha soldi per comprarne altre, e le cose cominciano a rompersi e rovesciarsi, e ci sono bruciature di sigarette sul sofà, e tu sei il padrone di casa, è anche casa tua, e così pian piano, cominci a desiderare che i tuoi tornino e ristabiliscano un po’ di ordine, cazzo. Non è una similitudine perfetta, ma è come mi sento, è come sento la mia generazione di scrittori e intellettuali o qualunque cosa siano; sento che sono le tre del mattino e il sofà è bruciacchiato e qualcuno ha vomitato nel portaombrelli e noi vorremmo che la baldoria finisse. Continua a leggere Gli scrittori sono dei palloni gonfiati
Cambiare idea di Zadie Smith