Casa d’altri di Silvio d’Arzo

“E’ di un linfoma che è morto Silvio d’Arzo nel 1952, all’età di trentadue anni… Quando la malattia si è manifestata, aveva al suo attivo alcune raccolte di versi e delle opere in prosa, fra cui un romanzo – niente d’indimenticabile. La vita non gli lasciava che un pugno di mesi di supplizio per produrre il suo capolavoro, il libro che portava in sé senza conoscerne una frase, forse senza neanche sospettarne il tema. Immagino che abbia tagliato i ponti col mondo e si sia sistemato come un trappista per mettere su carta Casa d’altri: sessanta pagine toccate dalla grazia, abbaglianti di semplicità e delle quali è difficile credere che siano state scritte col fiato della Bestia sul collo. Destini solo abbozzati, ma tutti con una portata universale, un suicidio appena suggerito, la cui tragica banalità scuote tutto il senso che sei riuscito a mettere nella tua breve vita spuntata fuori dal nulla. Se ne esce strizzati e gelosi, pronti a dare il proprio regno e non solo, per scrivere un simile libro – e poi ci si torna su, se ne addomesticano le immagini come le curve di un sentiero, le parole come alberi o pietre, e si continua a non capire come un moribondo abbia potuto scrivere tutto ciò”.
E’ quanto dice Emmanuel Venet – medico e scrittore – di Casa d’altri che, se non bastasse, è stato definito da Montale “un racconto perfetto”. Continua a leggere Casa d’altri di Silvio d’Arzo

Trattato di medicina immaginaria di Emmanuel Venet

Emmanuel Venet, l’autore del Trattato di medicina immaginaria, è uno psichiatra di Lione. Il suo racconto parte dalla metà degli anni Sessanta – è nato nel 1959 – e arriva fino ai nostri giorni. Parte dal mercato di Monplaisir, dove sua madre e la comare Bonnardier si incontravano e parlavano dei loro reumatismi. Le due donne erano appassionate di malattie, soprattutto di quelle mortali, ed è ascoltando i loro racconti, in un misto di curiosità, inquietudine e incomprensione, che il giovane Venet coltiva la sua vocazione medica. Così, tra le “brume delle mattine lionesi”, in mezzo “alle borse della spesa strabordanti di bietole e porri, e ai racconti mai esauriti di malattie inguaribili” si intreccia il suo destino.
La novità di questo testo è che parla di medicina, ma non da un punto di vista medico. Il punto di vista, semplice e universale, è quello  che abbiamo tutti quando siamo alle prese con una malattia. Ecco la sua ricetta: cronaca, musica, letteratura, filosofia e soprattutto umorismo. Continua a leggere Trattato di medicina immaginaria di Emmanuel Venet