I mediatori culturali hanno le ore contate. Al loro posto algoritmi e influencer
Intervista a Frédéric Martel

internet Cronache LetterarieNel suo libro Smart, inchiesta sulle reti, Frédéric Martel dice che non è vero che internet porta all’omologazione e alla globalizzazione. Dice che i mediatori culturali tradizionali, i critici, stanno scomparendo e che saranno sostituiti da algoritmi e influencer. Dice che gli scrittori devono essere pagati ad ogni apparizione pubblica. La sua indagine fra le pieghe della rete l’ha fatta, andando fisicamente sul campo. Eccolo intervistato da Loredana Lipperini a Libri Come.

Quando ci si interessa a internet, si pensa che si possa visitare da casa propria col proprio computer. In realtà io ho deciso di fare il contrario. Sono andato sul posto per vedere come funzionavano le cose. Ho lavorato per due, tre anni sul campo, ho intervistato migliaia di persone, in più di cinquanta paesi”. Continua a leggere I mediatori culturali hanno le ore contate. Al loro posto algoritmi e influencer
Intervista a Frédéric Martel

La scrittura trasloca

Papiri, pergamene, libri e infine ebook. La scrittura ha fatto un lungo viaggio. Lettera dopo lettera, parola dopo parola, in fila indiana continua il suo cammino tranquillo e inesorabile fino all’ebook. Lascia la materia che l’ospitava per trasferirsi su un nuovo supporto, dove si sono già spostati film, musica e serie tv. E’ un mondo in cui le righe si dispongono sempre l’una dopo l’altra, ma non stanno ferme. Cambiano le dimensioni dei caratteri e dunque la pagina diventa come un metro che si allunga e si accorcia a seconda di quello che ci devi misurare.
Quello degli ebook è uno dei mutamenti più profondi che la nostra società si trova ad affrontare. La parola scritta sono le istruzioni con le quali è costruita la civiltà umana. “Su questa abbiamo costruito case, città e stati”. Ecco perché l’argomento suscita forti reazioni: c’è tutto un portato emotivo legato ai libri. E’ peggio del passaggio dalla lira all’euro!
Alcuni “affermano che il libro di carta sia troppo comodo e troppo intriso di sentimenti e abitudini, che non lo ab- bandoneremo mai”: scrive Mauro Sandrini. Ma sono gli stessi che un secolo e mezzo fa avrebbero detto che le donne erano troppo affezio- nate ad ago e filo per passare alla macchina da cucire, o che preferivano lavare a mano piuttosto che in lavatrice.
Continua a leggere La scrittura trasloca