Gruppo di lettura su Kafka sulla spiaggia
parte seconda

Tiziana: Spesso i suoi personaggi, almeno quelli dei romanzi che ho letto, è come se si allontanassero dalla vita e non tornassero più. C’è anche ne La ragazza dello Sputnik e in Tokyo Blues.
Cristina
: In Tokyo Blues c’è la più alta percentuale di suicidi che io abbia mai visto in un romanzo!
Roberta
: E’ molto giapponese. In Giappone ci si suicida come se niente fosse. La cosa tipica è: mi vergogno di quello che ho fatto perciò mi suicido.
Giovanna
: Se lo facessero anche da noi avremmo risolto diversi problemi.
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parte seconda

Gruppo di lettura su Kafka sulla spiaggia
parte prima

Prendiamo due sceneggiatrici, un editor, una “cinematografica”, un’esperta di internet fiction (murakianamente non stiamo a precisare chi è chi). Aggiungiamo i pasticcini, il croccante alle mandorle e le noccioline pralinate. Ecco pronto il primo gruppo di lettura di Cronache Letterarie.
Tiziana
: La prima domanda è: di che cosa parla?
Giovanna
: Be’ quello ce lo ricordiamo, dai!
Tiziana
: Nel senso che ci sono dentro talmente tante storie che è persino difficile raccontare di cosa parla. Ad esempio, che c’entra la storia della montagna, lo svenimento dei bambini etc. con il resto della storia?
Cristina
: La montagna è il posto dove Oshima porta Kafka.
Tiziana
: Voglio dire che c’è un mistero, ma resta un mistero.
Cristina
: Resta un mistero com’è un mistero l’isola di Lost
Roberta
: Perché la montagna è un luogo incantato.
Cristina
: Un luogo dove accadono cose strane.
Giovanna
: Io ho una teoria a cui ho pensato venendo qua. Il libro l’ho letto più o meno un mese fa. Prima avevo deciso di non leggere più Haruki Murakami perché avevo letto, non mi ricordo quale suo libro, che mi aveva lasciato perplessa. Continua a leggere Gruppo di lettura su Kafka sulla spiaggia
parte prima

Kafka sulla spiaggia di Haruki Murakami

Non è normale che le sanguisughe piovano in un parcheggio sull’autostrada. Che cada una neve di fiocchi neri e lucenti sui giovani teppisti, intenti ad un pestaggio, e resti attaccata alla loro pelle. Che una classe perda i sensi durante una gita in montagna. Che tutti i bambini si sveglino, mentre uno resta addormentato per settimane. Che un vecchio parli con i gatti.
Il suo ultimo romanzo, 1Q84, svetta nelle classifiche dell’Oriente e dell’Occidente. Perciò è inutile parlare di Murakami, lo scrittore riservato e impenetrabile di cui già parlano tutti, ed entriamo subito in Kafka sulla spiaggia Continua a leggere Kafka sulla spiaggia di Haruki Murakami

La ragazza dello Sputnik di Haruki Murakami

Nella primavera del suo venticinquesimo anno, Sumire si innamorò per la prima volta nella vita. Fu un amore travolgente come un tornado che avanza inarrestabile su una grande pianura. Spazzò via ogni cosa, trascinando in un vortice, lacerando e facendo a pezzi tutto ciò che trovò sulla sua strada, e dietro non si lasciò nulla. Poi, senza aver perso nemmeno un grado della forza, attraversò il Pacifico, distrusse senza pietà Angkor Wat e incendiò una foresta indiana con le sue sfortunate tigri. In Persia si trasformò in una tempesta del deserto e seppellì sotto la sabbia un’esotica città-fortezza. Fu un amore straordinario, epocale. La persona di cui Sumire si era innamorata aveva diciassette anni più di lei ed era sposata. E come se non bastasse, era una donna. E’ da qui che tutto cominciò, ed è qui che tutto (o quasi) finì.

Così comincia questo romanzo di Murakami che s’interroga sull’amore. Che parla d’amore e di morte e va dritto al cuore. Parte leggero e spensierato, poi ci proietta in un dramma misterioso. Però non è un libro nero, diciamo che è difficile da classificare. Ma forse i libri di questo spiazzante giapponese lo sono sempre.
Figlio di professori di letteratura, appassionato di musica e gatti, ha gestito insieme alla moglie un jazz bar a Tokyo. Appena raggiunto un po’ di successo, ha cominciato a viaggiare in Italia, Grecia e Stati Uniti. E’ a Roma che nel 1987 ha scritto Tokyo Blues: un caso letterario che ha venduto due milioni di copie in un anno. In seguito si è trasferito negli Stati Uniti, dove ha insegnato letteratura, per poi tornare in Giappone. Oltre alla scrittura, Murakami si dedica alla corsa. Ha partecipato a circa venti maratone e corre e si allena tutti i giorni. E’ inoltre il traduttore di alcuni gloriosi americani: Scott Fitzgerald, John Irving e Raymond Carver che considera il suo maestro e mentore letterario. “Le sue opere sono ancorate in una quotidianità che sottilmente esce dai binari della normalità” e “rivelano una forma di surrealismo molto rinfrescante”. Di certo ha una grande capacità di spaesarci.
Un avvertimento prima di continuare: se non avete letto il libro è meglio che prima lo
leggiate perché ne svelerò la trama e cercherò di carpirne i segreti. D’accordo non è un giallo, ma non solo i gialli riservano sorprese.
La storia è raccontata da un amico di Sumire, suo compagno d’università e poi insegnante elementare. A quell’epoca Sumire lottava con tutte le sue forze per diventare una scrittrice. Ma a discapito della totale dedizione e della forte determinazione, non ci riusciva. Sumire era incapace di scrivere alcunché avesse un inizio e una fine.
Quello che scriveva “sembrava un patchwork fabbricato da un gruppo di donne ostinate che hanno tutte gusti diversi e diverse difficoltà e che lavorano insieme in silenzio”. Continua a leggere La ragazza dello Sputnik di Haruki Murakami