Perché una persona normale a un certo punto diventa un “mostro”?
L’avversario di Emmanuel Carrère

Intanto il titolo, L’avversario. Inizialmente non mi sembrava attinente alla storia di un uomo che nel 1993 uccise moglie, figli e genitori nello stesso giorno, tentando poi di suicidarsi senza riuscirci. Poi a pagina 17, parlando del momento della morte dei suoi genitori per mano del loro stesso figlio, Carrère scrive: “Avrebbero dovuto vedere Dio e al suo posto avevano visto, sotto le sembianze dell’amato figlio, colui che la Bibbia chiama Satana, l’avversario”.
Facendo una ricerca in internet ho imparato che la parola avversario è di origine ebraica e si trova in molte parti dell’Antico e Nuovo Testamento. Questo ha dato tutto un altro significato al testo che stavo leggendo. Come se “lui”, l’angelo disobbediente, sotto le sembianze di Jean-Claude Romand, fosse il vero protagonista della storia. Continua a leggere Perché una persona normale a un certo punto diventa un “mostro”?
L’avversario di Emmanuel Carrère

Lavoro a mano armata di Pierre Lemaitre

Lavoro a mano armataA 50 anni si è troppo giovani per andare in pensione, ma a 30 si è già troppo vecchi per trovare lavoro.

Siamo a Parigi, Alain Delambre è un cinquantenne che fa una vita normale, serena e agiata. Ha una moglie che ama e due figlie grandi che vivono per conto proprio. Lui è un dirigente, o meglio un quadro, responsabile delle risorse umane per una grande azienda, ma all’improvviso viene licenziato. Dopo quattro anni di disoccupazione lo troviamo al limite della sue possibilità economiche e psichiche. Si sente svilito perché non ha più un ruolo nella società, né in famiglia. L’autostima cala di pari passo con il suo conto in banca che è quasi a zero, mentre cresce la sua rabbia. Nel frattempo ha accettato lavori sempre più umilianti come scaricare cassette, fare pulizie negli uffici di notte, distribuire volantini. Uno strazio condiviso con la pierre_lemaitremoglie che ama molto, ma con la quale è sempre più difficile comunicare. Al momento si alza alle quattro del mattino e smista scatoloni di medicinali per una paga da fame. Questo finché il suo capo, un turco che parla il francese come un bambino di dieci anni, gli dà un calcio nel sedere. Lui reagisce e viene licenziato.  Continua a leggere Lavoro a mano armata di Pierre Lemaitre